Qualcosa si muove a Modugno. La mostra sulle immagine sacre e sulle edicole votive nel centro storico e nei borghi
[ Pubblicato Sabato, 16 Novembre 2002 - 0:40 ]
Da qualche anno a questa parte stiamo assistendo ad un graduale risveglio del piacere di riscoprire il senso di appartenenza alla nostra terra, grazie alla promozione da parte di diverse associazioni cittadine di manifestazioni culturali di vario genere che propongono itinerari storico - artistici interessanti, che puntano alla valorizzazione del nostro patrimonio.
In occasione della Festa della Madonna Addolorata (10 marzo), Protettrice di Modugno ed in concomitanza con S. Giuseppe, la Pro Loco di Modugno, con il patrocinio del Comune, ha voluto esaltare questo particolare periodo allestendo nella propria sede (Sala del Sedile) dal 6 al 24 marzo u.s., una mostra fotografica in tema di tradizioni religiose modugnesi.
La rassegna dal titolo “Arte e religiosità modugnesi: immagini sacre ed edicole votive nel centro storico e nei borghi di Modugno”, nata in sordina da un’idea di Angelo Rana, avvezzo a guardare con occhi appassionati il proprio paese, con l’ausilio del fotografo Nino Santeramo, ha riscosso un inattesa accoglienza di visitatori curiosi e variamente interessati.
Le immagini sacre racchiuse nei caratteristici tempietti, denominati edicole, di antica tradizione, che ancora oggi proteggono i vicinati ed i vicoli del nostro paese, costituiscono un bene misconosciuto che getta luce su un’epoca lontana in cui non c’era altra illuminazione per le strade che quella delle lampade votive, un’epoca forse di minore benessere, ma forse ispirata ad una maggiore solidarietà.
Il percorso espositivo, corredato da pianta ed utili didascalie, si snodava lungo venti fotografie, raffiguranti dipinti, affreschi, bassorilievi, sculture, oleografie, per la maggior parte mariane, il che la dice lunga sul culto della Madonna a Modugno, di epoca più o meno recente, alcuni anteriori al 1700, individuabili soprattutto in quel trapezio che definisce il centro storico.
A parte la scoperta di un inedito e prezioso bassorilievo dipinto della Madonna delle Grazie, probabilmente cinquecentesco, all’interno di un’abitazione privata, non siamo di fronte a grandi opere d’arte.
Queste “Preghiere dipinte”, così come le definisce la Prof.ssa Mirella Casamassima, che ha curato la presentazione storica della mostra, tuttavia, rappresentano una fonte di notevole interesse sul piano storico, religioso e sociale perché testimoniano frammenti della nostra storia locale in termini di vissuto quotidiano e di pietà popolare. Di qui nasce l’esigenza di un loro restauro e di una loro valorizzazione in loco, nel loro naturale contesto socio-ambientale, umano ed urbanistico. Il degrado delle edicole non può essere frenato solo dalla cura devota che ne hanno gli abitanti del quartiere. Quest’iniziativa, forse per alcuni ingenua, ma in accordo con le regole statutarie della Pro Loco, ha avuto quindi primariamente lo scopo di sensibilizzare la cittadinanza, iniziando un parziale censimento delle immagini ed offrendo un primo approccio al problema del loro recupero.
Il Comitato organizzatore si ripropone in un secondo momento di effettuare una schedatura esauriente di ogni singola immagine.
L’urgenza che si pone la salvaguardia soprattutto degli affreschi più antichi, quelli dell’Arco dei Santi (la Crocifissione e la Madonna del Suffragio in via Cazzano), i cui intonaci rischiano di frantumarsi sugli ignari passanti, e il S. Giovanni Battista ritratto nella lunetta dell’ingresso laterale della Chiesa omonima, ormai irriconoscibile, probabilmente otterrà una risposta costruttiva da parte della nostra Amministrazione che comincia a pensare con occhi diversi alla valorizzazione delle risorse locali.
Allora sarà il caso di dire “forse davvero si muove qualcosa a Modugno?”
Anna Gernone
Art. pubblicato sul Cardo Selvatico - Periodico di attualità e cultura modugnese, n. 5 mag. 2002


