Le edicole religiose nel centro storico di Modugno.
[ Pubblicato Domenica, 1 Dicembre 2002 - 23:00 ]
Edicola, dal latino aedes, ovvero "piccola casa", altare minimale e domestica sede della divinità, quasi in contrapposizione al Tempio, il palazzo maestoso, la casa comune dove il dio accoglie tutti i suoi fedeli. La costruzione di edicole ha origini lontanissime, anche se ne fu diffusissimo l'uso in epoca romana, e nasce dal bisogno di un più intimo rapporto con la divinità, dalla volontà di porsi sotto la sua protezione, dal desiderio di garantire la presenza perenne, e quindi la protezione del dio, nel luogo eletto a sua dimora. Ripudiate dai primi cristiani, le edicole tornarono in auge nel Medioevo, ponendo sotto la protezione del Santo prescelto i crocicchi di strade, vicoli, e fondachi, in un proliferare di Santi Patroni preposti alla tutela di qualsivoglia attività, mestiere o accadimento dell'umana avventura. Abbiamo voluto rammentarne in questa sede la loro presenza nel nostro Centro Storico perchè, anche se non di grande pregio artistico, le edicole rappresentano una fonte di notevole interesse sul piano storico, religioso e direi quasi etnico della nostra cittadina. Attorno alle immagini sacre, infatti, si raccoglieva, e tuttora si raccoglie in occasioni particolari, il "vicinato", ovvero quella minuscola "etnia" di soggetti sociali che si riconoscono in talune caratteristiche comuni: lavoro, parentela, provenienza, accettazione di comuni valori economici e culturali, in grado di permeare di umanità le ruvide strutture murarie.
E' mancato il tempo per effettuare una schedatura esauriente di ogni singola immagine: è un lavoro al quale ci siamo riproposti di dedicarci. Da questa prima sommaria opera di inventario emerge la preponderanza delle edicole mariane a ricordare la devozione che Modugno ha sempre nutrito nei confronti della Madre del Salvatore. Accanto a raffigurazioni più generiche, ella vi è rappresentata quale Madonna delle Grazie, Madonna del Suffragio, Madonna del Carmine, testimonianze di avvenimenti collettivi che hanno determinato la popolazione a rivolgersi a Lei nelle Sue diverse manifestazioni, tutte comunque accomunate nell'immagie di Maria confortatrice pietosa. Questi piccoli monumenti, per la somma dei valori di storia, socialità, cultura e religiosità che esprimono, costituiscono una pagina interessante del vissuto quotidiano. Di qui l'esigenza di un loro restauro e di una loro valorizzazione in loco, cioè nel naturale contesto socio-ambientale, umano ed urbanistico. Il degrado delle edicole non può essere frenato solo dalla cura che di esse hanno gli abitanti del quartiere, ma il loro recupero dovrebbe essere anche oggetto dell'attenzione e delle iniziative che negli ultimi tempi si vanno concretizzando nella nostra città.
Michele Ventrella


