EUSEBIO CAPITANEO
[ Pubblicato Martedì, 11 Febbraio 2003 - 0:07 ]TRATTO DA:
De BELLIS Giovanni, Modugno e i suoi principali uomini illustri, II ediz. accresciuta e migliorata, Bari, f.lli Pansini, 1892.
Vi troviamo, alle pp. 37 -72:
Eusebio Capitaneo, cittadino Modugnese, nacque dal cavalier Antonio e da Donna Bruna Del Duce, contessa di Tropea, il 22 aprile 1738.
Prevalendo in lui il genio per le armi, fu da giovinetto educato nel Collegio militare dell'Annunziatella di Napoli, e per la sua intelligenza, e per la grande applicazione allo studio, a 19 anni ne uscì col grado di cadetto nel reggimento Basilicata.Entrato nell'esercito, ebbe agio di dimostrare la sua abilità e la sua naturale disposizione alle armi, onde in breve passò tutti igradi della milizia.
Il 20 aprile 1759 fu promosso sotto tenente; il 4 luglio 1765 passò a tenente nel reggimento Lucania; il 16 febbraio 1767 ebbe la nomina di aiutante maggiore; il 1° luglio 1780 passò a capitano; il 23 luglio 1796 a maggiore graduato nello stato maggiore, e finalmente l'8 dicembre 1803 fu elevato al grado di tenente colonnello nella Fanteria Provinciale.
Il Capitaneo fu stimato per uno dei migliori uffiziali dell'esercito napoletano, e per le sue non comuni qualità si meritò la stima e l'affetto del re Ferdinando IV, di Borbone, il quale in premio delle sue virtù militari gli concesse parecchie attestazioni d'onore. Fu cavaliere di varii ordini cavallereschi; nobile del Sedile di Modugno, di Matera e di Napoli e giudice del Tribunale straordinario militare.
Questo nostro concittadino, mentre godeva la stima dei suoi superiori e del Sovrano, era però in grande rivalità col potente ministro Acton, il quale, per alcune bizze personali, gli contrastò la carica di Generale dell'esercito.
Morì ad Aquila, negli Abruzzi, il 26 febbraio 1808, compianto dai suoi amici e commilitoni, ed il Governo a proprie spese gli fece erigere nella Cattedrale di detta città, un sontuoso mausoleo, nel quale riposano le sue ceneri. (1)
(1) Da documenti posseduti dai germani Livio e Rachele Capitaneo, nipoti di Eusebio.
(a cura di Michele Ventrella)


