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NICOLA LONGO

[ Pubblicato Martedì, 11 Febbraio 2003 - 0:09 ]

TRATTO DA:
De BELLIS Giovanni, Modugno e i suoi principali uomini illustri, II ediz. accresciuta e migliorata, Bari, f.lli Pansini, 1892.
Vi troviamo, alle pp. 37 -72:

Il valente medico Nicola Longo ebbe i natali in Modugno il 23 Aprile 1789 e fu figliuolo di Angelantonio ed Emanuella Risotti.
Giovinetto, fu messo in un collegio a Roma, ove compì il corso degli studi letterari e scientifici; si recò poscia a Napoli, ed ivi, sotto il celebre Cotugno detto l'Ippocrate Napoletano, studiò con grande profitto la medicina.
Ottenuta la laurea dottorale, fece ritorno in patria e cominciò con molto grido ad esercitare la sua professione tanto nel proprio paese, quanto in quelli della Provincia, nei quali veniva chiamato per gravi consultazioni mediche.

Nell'invasione colerica del 1836, egli, come Presidente del Consiglio sanitario della Provincia, con grande zelo prestò l'opera sua, accorrendo là ove più inferociva il terribile morbo: si distinse massimamente a Barletta e a Toritto, le due città più infestate, ove gli attaccati erano rimasti abbandonati da tutti per lo spavento di quella prima invasione: il nostro Nicola impavido visitava gli ammalati, li confortava ed apprestava loro le medele. In fine di tanto lavoro e pericolo, non volle acettare alcun compenso ed onorificenza, perché convinto di aver adempiuto al proprio dovere.
Nel 1859, durante la malattia del re Ferdinando II di Borbone, fu spesse volte chiamato a Bari come medico consulente: in tale circostanza si mostrò egli così valente da far meravigliare i suoi colleghi. Il Sovrano, per riconoscenza dell'opera prestata, gli offrì, come suo speciale ricordo, una bellissima tabacchiera d'oro, lavorata a cesello e ornata del monogramma reale in brillanti: inoltre per attestargli la stima e la sovrana benevolenza, lo invitò a seguirlo a Napoli; ma Nicola, ringraziandolo di tanta stima e riguardo, garbatamente si rifiutò.
Alle qualità di mente e di cuore, accoppiava, questo nostro concittadino, le virtù, patriottiche; infatti, come medico militare fece parte della spedizione dei Carbonari ne 1820: nella rivoluzione del 1859, mentre a Bari dimoravano ancora le truppe borboniche, egli fece di casa sua, con grande rischio, il quartiere generale di tutti i garibaldini che si fermarono nella nostra città; e quando in Modugno si proclamò il governo provvisorio, fu egli, come cittadino probo ed intelligente, chiamato a reggere la carica di presidente.
Costituitosi il nuovo governo, fece parte del primo Consiglio provinciale e fu assiduo alle sedute consigliari, fino a quando l'età e la salute glielo permisero. In conseguenza di tanti servigi resi in pro della Patria, il Governo italiano gli conferì il titolo di Cavaliere della Corona d'Italia.
Esercitò con disintertesse la sua professione, prestandosi gratuitamente pei poveri e contentandosi di qualunque compenso, anche mitissimo, dai facoltosi.
Fu quest'illustre di carattere affabile e cortese, e la sua conversazione riusciva piacevole ed istruttiva ad un tempo; applicatissimo allo studio fino agli ultimi anni di sua vita, e di animo severo ed inviolabile.
Morì in Modugno il 12 Giugno 1877, nella terda età di anni 89, onorato dall'intera cittadinanza.(1)
(1) Da notizie e documenti del sig. Angelo Longo, figlio dell'illustre Nicola.

(a cura di Michele Ventrella)


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