NICOLO' SILVESTRI
[ Pubblicato Martedì, 11 Febbraio 2003 - 0:11 ]TRATTO DA:
De BELLIS Giovanni, Modugno e i suoi principali uomini illustri, II ediz. accresciuta e migliorata, Bari, f.lli Pansini, 1892.
Vi troviamo, alle pp. 37 -72:
Nipote al dottor Bartolomeo Silvestri, maestro di matematica e filosofia, fu il giovane poeta Nicolò Silvestri. Nacque egli in Modugno il 4 marzo 1862 da Bartolomeo ed Anna Ciaula.
Da giovinetto mostrò possedere un ingegno svegliatissimo ed una grande passione allo studio; infatti, sin dai primi anni di scuola cominciò a meritarsi elogi e premi. Compiuto il corso elementare nella città natia, passò ne R. Liceo Cirillo di Bari, ove si applicò con tanto ardore allo studio, che in 3 anni percorse le 5 classi del Ginnasio. Fece poscia gli studi liceali, ed al primo anno si meritò l'attestato di lode con la medaglia di bronzo; il secondo anno ebbe la promozione senza esame, ed il terzo ottenne la licenza d'onore coi maggiori punti e la medaglia di primo grado.
Il 1881 si recò a Napoli per frequentare l'Università e vi stette tre anni; al quarto doveva passare a Roma per compiervi ivi gli studii di giurisprudenza: ma, prima di finire le vacanze autunnali, fu assalito da una grave infermità, che lo ridusse in pochi dì alla tomba.Il nostro Nicola fu d'indole buona e pacifica, d'ingegno vigoroso e penetrante; molto applicato allo studio e di genio elevatissimo. Per naturale inclinazione predilesse la poesia e divenne pregiato poeta: cantò le sventure della sua città natia, della patria e degli oppressi; spesso inveì contro gli ambiziosi, i tiranni e i prepotenti.
Educato ai principi della verità e del bene, fu sempre avverso ai pregiudizi ed alle superstizioni religiose; il suo grande ideale fu la libertà della patria e il riscatto dell'operaio dalla schiavitù e dalla miseria.
Fu tenuto in grande stima da parecchi uomini dotti, fra cui il chiaro Prof. De Dominicis e l'illustre scienziato Giovanni Bovio.
Tanti meriti intellettuali e morali facevano riporre in lui delle grandi speranze, ma nel più bello della vita suonò l'ora fatale per lui; la morte vinse la sua gioventù, la freschezza e la vigoria di sua vita; morì nella verde età di anni 23, il 20 gennaio 1885, lasciando nel lutto e nel dolore la famiglia, i parenti, gli amici e l'intera cittadinanza.
Il suo nome resterà indelebile nel cuore di tutt'i giovani amanti della virtù e del progresso.
Ha lasciato molti belli e pregiati lavori poetici, dei quali alcuni furono da lui stampati in un opuscolo che intitolò "Le Lucciole"; parecchi altri furono pubblicati con somma lode su accreditati giornali d'italia; il resto è ancora inedito e si conserva gelosamente dalla famiglia.
Fu questo nostro poeta di bello ed elegante aspetto e di statura piuttosto alta e robusta.
Aveva i capelli ricci e biondi; la fronte spaziosa e gli occhi neri, grandi e aperti, segni evidenti di mente svegliata e dotta; il portamento grave e modesto e l'abbigliatura semplice e severa. Fu soprattutto di animo nobilissimo e gentile. (1)
1) Da notizie e documenti della famiglia
(a cura di Michele Ventrella)


