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NICOLA TRENTADUE - SENIORE

[ Pubblicato Martedì, 11 Febbraio 2003 - 0:12 ]

TRATTO DA:
De BELLIS Giovanni, Modugno e i suoi principali uomini illustri, II ediz. accresciuta e migliorata, Bari, f.lli Pansini, 1892.
Vi troviamo, alle pp. 37 -72:

Nicola Trentadue, figlio di Francesco e Pasqua Martino, vide la luce in Modugno il 26 febbraio 1825.
Destinato dai suoi genitori alla carriera ecclesiastica, fu collocato nel seminario di Bari, ove studiò con predilezione le lettere, la filosofia e la storia, e sostenne splendidi esami su tali materie.
Appena ebbe gli ordini sacri se ne tornò a Modugno e tenne per parecchi anni il privato insegnamento, procacciandosi l'affetto della sua scolaresca e la stima dell'intera cittadinanza.

Nel 1857 ottenne un canonicato nella nostra chiesa, quindi lasciò l'insegnamento e riprese gli studi suoi prediletti, nei quali si perfezionò siffattamente, da addivenire un bravo letterato e poeta. In varie occasioni fe' mostra d'un ingegno svegliatissimoe d'un sapere non comune, onde si acquistò la fama di uomo chiaro per dottrina e fermezza di carattere. Fece parte di varie accademie letterarie e scientifiche e fu tenuto in grande stima e considerazione da porecchi uomini distinti della Provincia, tra cui il dotto teologo d'Aloia e l'erudito prof. Chiaia.
La dottrina del nostro Nicola era tale da meritar posti eminenti nella carriera ecclesiastica; ma poichè nutriva nell'animo sentimenti liberali e patriottici, rimase finché visse sempre canonico della nostra collegiata, la quale dev'esser grata a questo suo ministro, perché ci ha tramandato tante memorie che illustrar possono la storia della nostra città.
Nei moltissimi lavori letterari e poetici che ha scritto, ha dato prove non dubbie della sua profonda dottrina ed erudizione. Fra i tanti che si conservano dal fratello Vito, notiamo i seguenti: Miei pensieri intorno alla filologia; - Lezioni di letteratura cavate dallo Schegel; - Discorso per l'apertura delle prime scuole elementari di Modugno; - Lezioni di letteratura cavate dal Salfi; - Tractatus de veritate Religionis Christianae; - De Modunensis Ecclesia Narratio; - Discorso necrologico recitato nella Cattedrale di Zante, in memoria del Principe Amedeo di Savoia, il 17 febbraio 1890, pubblicato per cura del Console Italiano il Conte Messalà e dei signori Giustozzi e Bertelli; - Necrologia in lode dell'Arciprete di Modugno, Monsignor Nicola Trentadue; - Cenni biografici di S. Corrado, Patrono di Molfetta; - Una gita ad Olimpio; - Una visita alla casa di Ugo Foscolo.
Oltre di questi lavori notiamo anche una buona quantità di belle poesie d'occasioni, scritte con arte e sentimento.
Fu cultore diligente delle storiche memorie della nostra città, e su antichi documenti, compilò tre interessanti lavori in Monografia di Modugno, pubblicata sull'Annuario Barese dell'anno 1882-83; Storia della Parrocchia e dei Parroci di Modugno, edita nel 1888 coi tipi di Stefano di Bari, di Bitonto, e gli studi Sul territorio di Modugno, non pubblicato.
Negli ultimi anni di sua vita, il povero Nicola ebbe a soffrire delle grandi peripezie, per cui fu costretto ad emigrare da Modugno e si ritirò a Zante in Grecia, ove occupò con sommo onore la carica di Missionario apostolico delle isole Ioniche e di Segretario particolare del Vescovo di quella città, Monsignore Nicolosi: poco tempo però stette lontano dalla sua diletta patria, giacché, attaccato da una insuperabile bronchite, fu obbligato a ritornarsene a Modugno, ove, dopo pochi mesi, passò di vita.
La sua morte fu appresa con gran dolore dalla cittadinanza modugnese, la quale gli rese solenne attestato di affetto col seguire il feretro all'ultima dimora.
Morì il 28 aprile 1891. (1)
(1) Da documenti posseduti dal sig. Vito Trentadue, fratello di Nicola.

(a cura di Michele Ventrella)


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