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Personaggi

Pilolla Giuseppe

[ Pubblicato Venerdì, 7 Marzo 2003 - 21:34 ]

Biografie di Modugnesi illustri
Altro nostro illustre concittadino che, come il Conte Rocco Stella, per meriti letterari fu accolto nell'Accademia degli Arcadi fu Giuseppe Pilolla.

Così ne scrisse Raffaele D'Addosio: 1)

"A 24 decembre 1723 nacque Giuseppe Pilolla da Giuseppe e da Anna Rosa Cramarossa. Fu tanto l'amore allo studio che ancor giovinetto percorreva a piedi tutti i giorni la strada da Modugno a Bitritto per frequentare le lezioni del suo dotto parente Giuseppe Giusti Arciprete di quella Terra. Passò poi al seminario di Bari ad apprendervi umanità; e quando il Giusto andò vescovo a Venosa, il Pilolla passò a quel seminario, ove forniti gli studi, fu ordinato sacerdote nel 1748. Nell'anno appresso tornò in patria per predicarvi l'Avvento, e riuscì in questo sì bene che presto calcò i migliori pulpiti del Regno, della Sicilia e dello Stato Romano, e fino di Corfù. Non potè rimanere senza guiderdone il merito di tanto nome, e mediante concorso, fu eletto Arciprete di Modugno, nella cui carica svolse tutta la sua sapienza ed il suo zelo di pastore di anime. Fu valentissimo e leggiadro poeta onde venne nominato Pastore Arcade col nome di Leporisbo Polemocrate. Morì a Modugno il 24 Marzo 1794."
Stampò:

1) Bersabea - Melodramma da cantarsi nella Chiesa di Bitonto, musicato dal Marzo Maestro
di Modugno. - Roma, Zempel, 1761. [ c/o Bibl. Naz. Bari ]
2) Delle lodi di S. Filippo Neri -Orazione, Napoli, Vocola, 1766. [c/o Bibl. Naz. Nap. Sala 6 Miscellanea B 110 ]
3) Diverse composizioni poetiche in diverse occasioni.
4) Delle lodi dell'Immacolata - Orazione, Napoli, Vocola, 1774.
5) Orazione in morte di M. Teresa d'Austria, Napoli, Vocola, 1781. [ c/o Bibl. Naz. Nap. 74- J - 11/8 ]
Pubblicò in oltre:
6) Delle laudi di S. Caterina da Siena - Orazione panegirica. Napoli, Vincenzo Mazzola Vocola, 1774. [ c/o Bibl. Naz. Nap. 79 - T. 43 (1) ]

Questo è il giudizio che di lui ci ha lasciato il Canonico Nicola Trentadue: 2)

"... Se lo stile è l'uomo, come dicono i retori, dai pochi scritti che ci restano di Lui possiamo indovinare quale sia stato il suo temperamento e quale la tempra del suo ingegno. Leggendo noi dunque i pochi suoi panegirici, abbiamo intorno allo stesso portato il seguente giudizio. Fornito egli di svegliato, e perspicace ingegno, come prete si addisse alla predicazione, non essendovi in quei dì presso di noi altro mezzo come potere meglio esplicare le forze del proprio ingegno; ammiriamo per questo nelle sue prediche viva immaginazione; ed irrequieta fantasia; per cui scrisse ancora poesie da meritare di essere annoverato, come dicemmo tra i poeti Arcadici. Sapendosi per ingegno superiore ai suoi concittadini, e di ciò insuperbito, cercò altrove uno sfogo ai trasporti dell'irrequieto proprio temperamento; lo vediamo perciò di aver preferito alla vita tranquilla e casalinga, la vita nomade, ed irrequieta dello zingaro, predicando ora in questa, ora in quella città, non sempre Gesù Cristo Crocifisso, ma se stesso senza spirituale vantaggio, ch'è scopo principale cui debbono mirare i sacri oratori. Vissuto quando nelle lettere prevaleva tuttavia il cattivo gusto della scuola del Marini ne contrasse tutti i difetti; onde a noi venuti dopo disgusta la forma che tenne nei suoi scritti; insomma oggi posto com'è tra noi quei difetti dispiace; perchè non si ama più quello stile rigonfio, ed ampolloso del XVI secolo tanto contrario a quella semplicità e naturalezza che richiede la nostra lingua. Di spirito battagliero dotato fu sempre in lotta con questi preti, e frati che vuol dire con tutti i suoi correligionari. L'uomo che in tutti i tempi è pur sempre lo stesso non, isdegnò di bruciare anche lui il granello d'incenso ai grandi del giorno. Oggi non sarebbe stato inferiore a quelli che tengono maggior grido nella Sacra Eloquenza."

Note:
1) D'ADDOSIO Raffaele, Trecentoquaranta illustri letterati ed artisti della provincia di Bari, 1894 ( 70 ).

2) TRENTADUE Nicola, Della Parrocchia e dei Parroci di Modugno, Bitonto, stabilimento tipografico Stefano Di Bari, 1888, pg. 73 e segg..

Michele Ventrella

Articolo pubblicato sul Cardo Selvatico, periodico indipendente di cultura e attualità, n. 2 - febbraio 2003

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