Il Boschetto
[ Pubblicato Venerdì, 2 Maggio 2003 - 8:02 ]
E' questo un piccolo lembo di macchia mediterranea celato in una valletta alluvionale dal nome pittoresco di Macchia la Torre.
Due alti cipressi, simbolo di eternità, inquadrano e definiscono il portale di accesso al viale principale che conduce ad un'aia spaziosa, lastricata di basole calcaree.
Qui la famiglia Loiacono, che ne aveva fatto un luogo di villeggiatura e di svago, edificò nel 1800 uno spazioso e comodo caseggiato, la Torre, insieme a viali, siepi, piscine e, sfruttando una cavità naturale, un pensatoio: una grotta fornita di sedili di pietra ed abbellita da tre fontane, luogo dedicato alla meditazione ed al refrigerio nelle ore della canicola estiva.
Gravemente danneggiato dal soggiorno di truppe tedesche ed inglesi sul finire della Seconda Guerra Mondiale, il Boschetto fu per la sensibilità dell'avvocato Paolo Colavecchio sottratto al degrado e sottoposto, con cautela e nel rispetto massimo dell'ambiente, a quei lavori di riattamento e sistemazione che oggi si vedono: recinzione del nucleo centrale, viale principale, vialetti pedonali di percorsi obbligati, riattamento dei muri a secco di delimitazione e di contenimento, servizi logistici, nomenclatura delle piante e degli arbusti più rappresentativi.
Precluso all'attività venatoria su iniziativa del Comitato Provinciale della Caccia sin dal 1980, il Boschetto è oggi un'oasi di protezione floro-faunistica dove, tra piante di pino e di quercia e arbusti di lentisco e biancospino alla cui ombra fioriscono il croco e l'iris, è possibile osservare la vita libera di uccelli quali il merlo ed il fagiano, la capinera ed il passero, nonché piccoli mammiferi ed insetti in un laboratorio dove ciascuna specie è intenta al compito assegnatole dalla natura.
Percorrendo i sentieri del Boschetto, si riceve una sensazione di benessere fisico e di serenità spirituale.
Michele Ventrella
Foto di Angelo Maffei, per gentile concessione dell'avv. Paolo Colavecchio


