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Modugno: l'hinterland

[ Pubblicato Domenica, 3 Agosto 2003 - 21:49 ]

L'hinterland
Il territorio di Modugno è stato continuamente abitato nel tempo, sin dall’epoca preistorica. Negli anni ‘90 il ritrovamento archeologico di capanne e sepolture, con copiosi reperti fittili e litici, di un villaggio neolitico, nei pressi del casale di Balsignano (a sud-est verso Bitritto), documenta la presenza dell’uomo sin dal VI-V millennio a.C., mentre i resti di una necropoli peuceta, i cui reperti ceramici sono conservati nel museo archeologico di Bari, scoperta agli inizi del ‘900 in contrada Cappuccini (ad est verso Carbonara) e poi divorata dal cemento, riconducono al VII sec. a.C.. Significative sono le testimonianze del periodo romano gravitanti attorno al tratto più interno della costiera Via Traiana, la Minucia che, presumibilmente, sovrapponendosi ad un limite (decumano) di suddivisione del territorio (centuriazione) dei confinanti agri di Bari e Bitonto, correva poco a nord di Modugno, nell’odierna zona industriale.

A questa fase in cui il paese era poco più di un villaggio rurale (pagus) appartenente al municipium di Bari, sono ascrivibili le superstiti tracce di una villa romana del IV sec. d.C., con relativa necropoli, in contrada Misciano e i nove menhir, apparentemente disseminati a caso, perché occultati dalle costruzioni del moderno riassetto territoriale, in origine evidentemente collocati lungo le linee di demarcazione agrimensorie suddette. Percorrendo, infatti, in senso longitudinale un asse immaginario che parte dalla spiaggia del Titolo di Palese è possibile imbattersi nei primi due cippi, ora inglobati in complessi residenziali; un altro, denominato S. Francesco, prima era sistemato in contrada Misciano, ora si trova nel parco urbano modugnese di Via Verga; quello situato in contrada Caffariello, invece, è scomparso; altri si trovano nelle contrade di Balice, Parco Colombo e Macchie Belladama. Infine in contrada La Cornola, solo individuabili il famoso “Lo Monaco” e, poco distante, nei pressi della Birra Castelberg, il menhir detto Cornola. Di tutti questi senza dubbio il più imponente, conosciuto e studiato è la pietrafitta “Il Monaco”, rintracciabile sul ciglio stradale al km. 79,455 della S.S. 98 per Bitonto, a destra. Rispetto ai suoi similari, realizzati in pietra sgrossata ed informi, questa pietra verticale dall’altezza di 3,70 mt., poiché appare quasi scolpita, ha colpito da sempre l’immaginario popolare, che ha ritenuto di scorgervi nella sommità un volto umano incappucciato. Anche gli studiosi in passato lo hanno circondato di un alone mitico, assimilandolo ai monumenti sacri megalitici europei della preistoria, vedendovi la rappresentazione di una divinità (il Titolo) fallica - funebre, protettrice dei confini dei campi e legata perciò alla convinzione delle virtù fecondati dei morti. Ad est del paese, lungo la probabile via Minucio - Traiana, fors’anche straboniana che portava a Ceglie, sono attestati gli insediamenti altomedievali di S. Maria della Grotta e, più a sud, del casale di Balsignano, protrattisi fino alla fine del Medioevo.
Il Santuario di S. Maria della Grotta sorge inaspettatamente, col suo aspetto di castello merlato da fiaba, sul ciglio di un vallone carsico, laddove la Lama Lamasinata forma una piccola insenatura a tre km. da Modugno, sulla strada prov. per Carbonara. L’insediamento religioso, meta di pellegrinaggio nel Medioevo, probabilmente sede di un’abbazia benedettina dall’XI sec. ed insistente su una precedente chiesa rupestre (VIII sec.) di monaci greci basiliani, denominata S. Maria in Gryptam, era stato abbandonato ad un completo degrado fino a quando i Padri Rogazionisti del Villaggio del Fanciullo di Bari, nel 1974, subentrarono nel possesso del luogo. Rimosse le strutture ottocentesche, che l’avevano trasformata in una dimora signorile, vennero alla luce tre bellissimi affreschi su roccia viva, di stile bizantino, risalenti al XIII-XIV sec., nonché lo speco in cui visse il cistercense S. Corrado di Baviera, di cui si conserva una sua reliquia, e lacerti di pavimento musivo policromo, il cui disegno ricalcherebbe un percorso devozionale tipico delle chiese medioevali. Attraverso un’attenta opera di restauro (1994-2002), il Santuario é oggi restituito all’antico culto mariano.
Il Casale fortificato di Balsignano è situato sulla prov. Modugno - Bitritto, a tre km. circa dal paese, tra due lame. La prima documentazione storica risale al 962, sotto il Catapanato bizantino, quando si parla di un castello in “loco basiliano”, in relazione forse alla presenza di monaci greci basiliani sul territorio o a quella di una comunità dalmata. E' in questo periodo che il centro rurale appare fortificato, com’è abitudine per i siti bizantini del tempo. Distrutto una prima volta nel 988 in seguito ad una scorreria saracena, Balsignano è subito ricostruito e donato nel 1092 dal duca normanno Ruggero alla lontana abbazia benedettina di S. Lorenzo di Aversa. Nel 1349 il Casale è teatro di guerra fra il partito “filoangioino” e quello “filoungherese”, impegnati nella complicata lotta di successione dinastica nel Regno di Napoli. Infine, nuovamente devastato e distrutto nel 1526 dalle truppe francesi e spagnole che si contendevano l'egemonia nell’Italia meridionale, è completamente abbandonato ed i suoi abitanti trovano rifugio a Bitritto e a Modugno. Attualmente del castello, avviato finalmente ad un programma di restauro e valorizzazione, si conserva ancora quasi tutta l’intera struttura perimetrale con due torri semidiroccate, la corte con la chiesetta di S. Maria di Costantinopoli, decorata con affreschi bizantineggianti di scuola senese (XIV sec.), molto deteriorati e, nella sua zona orientale, un piccolo e precoce gioiello d’arte romantico - pugliese dell’XI, la chiesa di S. Felice in Balsignano, che, con il suo prospetto e la sua cupola ottagonale, fonde mirabilmente elementi architettonici occidentali, bizantini ed arabi.

Anna Gernone

Il testo è stralciato dalla pianta topografica Modugno Zona Industriale, pubblicata dalla Publidany s.r.l, ora Puntarancio s.rl. Prima Edizione, dicembre 2002.


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Complimenti per i tuoi interessanti lavori (ho visto il sito di PuntoArancio)...sta già avendo un certo apprezzamento la tua carta su Palese!Ciao

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