L'Europa è un'idea che è stata calata dall'alto
[ Pubblicato Martedì, 3 Febbraio 2004 - 8:40 ]Negli articoli che abbiamo scritto qualche tempo fa, pur avendo citato Prodi e Brandt, abbiamo evidenziato un'idea di Europa alquanto problematica, un'idea che ha da percorrere molta strada sassosa prima di poter occupare un suo spazio. Abbiamo intervistato Alessandro Rottola, docente di Diritto dell'Unione Europea all'Università di Bari, il quale ci ha confermato questa negatività, pur ribadendo, e noi siamo perfettamente d'accordo, che la volontà può far molto. (g.d.l.)
Che assetto si sta preparando in Italia a livello politico per le prossime elezioni europee?
Queste elezioni da noi non vengono vissute come un momento comunitario importante, ma come la prova del buon operato di Berlusconi o, se vogliamo, la possibilità di recupero dell'Ulivo. Nella nostra politica, purtroppo, le elezioni europee sono sempre state viste non come un'istituzione aggregante a livello superiore, ma come una resa dei conti.
Secondo lei, professore, quale incarico daranno a Prodi a ottobre alla fine del suo mandato?
Non credo che si ricandidi. Se egli ha redatto il Manifesto dell'Ulivo un paio di mesi fa, pur essendo presidente della Commissione europea, suscitando le critiche dei cronisti, se questo è il banco di prova della sua lista, certamente sarà il candidato premier in Italia.
Sarà quindi accettato da tutte le componenti dell'Ulivo?
E' da vedere perché adesso l'Ulivo accetta tutto pur di realizzare il suo scopo. Lo stesso D'Alema ora è d'accordo su Prodi: si cerca di trovare un candidato che catalizzi tutta l'opposizione a Berlusconi, opposizione coesa, fra l'altro, anche se ancora mancante di un programma preciso, alternativo. Poi bisognerà vedere come si collocheranno i comunisti.
Con le prossime elezioni europee si rafforzerà la Commissione europea oppure la sua sfera d'azione resterà ridimensionata e, sotto certi aspetti, ambigua?
Il problema è che i trattati comunitari sono documenti stipulati fra Stati e quindi gli Stati, pur dicendo di voler far avanzare l'unità, spesso fanno prevalere i loro interessi nazionali, particolaristici. Non credo che le elezioni europee cambieranno la situazione. Semmai sarà il Parlamento Europeo che guadagnerà qualche posizione in più nella sfera decisionale.
La Costituzione europea di Giscard d'Estaing è un'espressione coram populo oppure un documento di una Commissione che ha già pensato a un certo orientamento dell'Europa?
E' una Costituzione che non viene dal basso. Ma nemmeno l'Europa viene dal basso. Essa è stata fondata dai governanti che poi in qualche modo hanno tentato di farsi legittimare coinvolgendo il popolo. Ho l'impressione che in Italia la gente si trovi distante, che veda l'Europa come qualcosa calato dall'alto. La stessa introduzione dell'Euro, a prescindere che sia responsabile dell'aumento dei prezzi e della crisi dei consumi, mi pare qualcosa di imposto. La Costituzione proposta da Giscard è una Costituzione creata dall'alto perché il popolo non ha partecipato ed è stata creata con lo scopo di conciliare la realtà dei singoli Stati con la necessità di far avanzare l'Europa verso nuove conquiste. Il discorso è che probabilmente, nel caso dell'Europa, si sta adottando un procedimento inverso a quello che si dovrebbe verificare. Voglio dire: le costituzioni riescono sempre quando lo Stato già c'è. Si tratta di una codificazione scritta di regole consuetudinarie che la società già riconosce. Per l'Europa è vero il contrario: c'è la Costituzione, ma non c'è ancora una statalità sovranazionale. Del resto, se la Comunità Europea dovesse attendere la fine del processo di formazione, i tempi sarebbero biblici. Allora si vuol far precedere tutto dalla presentazione di un documento costituzionale, con l'idea che questo documento getti delle basi. Se da una parte il processo storico è esattamente il contrario, dall'altra non è un'idea del tutto sbaglitata. E' lo stesso bivio di fronte al quale si trova il Diritto. Che deve fare quest'ultimo, per esempio, di fronte alla recrudescenza delle violenze carnali? Lasciar compiere o impedire? Il Diritto deve essere una presa d'atto dell'esistente o deve promuovere anche un miglioramento? Esso, a volte riconosce ciò che c'è, a volte interviene per cambiare.
Giuseppe De Liso


