I Templari in Terra di Bari (I parte)
[ Pubblicato Mercoledì, 10 Marzo 2004 - 7:30 ]
Circa la presenza dei cavalieri templari in Terra di Bari, sulla base delle notizie a noi giunte, sappiamo dell'esistenza di insediamenti o di semplici proprietà nelle seguenti località:
Andria: Chiesa di San Leonardo
Bari: Chiesa di San Clemente
Barletta: Chiesa di Santa Maria Maddalena; Chiesa di San Leonardo
Canne: Chiesa di Santa Maria de Saliniis; Masseria di Santa Maria de Saliniis
Corato: Chiesa di San Vito de Templo;
Giovinazzo: Chiesa di san Pietro dell’Ordine di San Giovanni a Rubissano
Gravina di Puglia: Chiesa di San Giorgio
Minervino Murge
Molfetta: Chiesa di San Nicola
Monopoli
Ruvo di Puglia: Chiesa di Santa Maria di Calentano
Sannicandro di Bari
Sovereto: Chiesa di Santa Maria
Spinazzola: Chiesa di San Benedetto; Chiesa di San Giovanni al Castello; Castello di Guarascone
Terlizzi: Chiesa di Santa Maria de Muro
Trani: Chiesa di Ognissanti
Ove è stato possibile abbiamo fornito anche l'indicazione del nome della chiesa che fungeva da casa templare.
Andria: in questa cittadina i Templari fondarono nella seconda metà del XII secolo la chiesa di San Leonardo. Secondo l'interpretazione di Bianca Capone precettore della domus andriese nel febbraio 1196 fu Pietro di San Gregorio che compare in documento dell'epoca, sebbene nello stesso non vi sia alcuna indicazione di città, ma solo della chiesa di San Leonardo. Tuttavia, essendo il documento redatto a Canne, è assai probabile, data la vicinanza tra Canne e Andria, che la chiesa di San Leonardo citata sia quella di questa città piuttosto che l'omonima ecclesia presente a Barletta. La chiesa rimase proprietà dell'Ordine cavalleresco sino al 1228/1229 quando l'imperatore Federico II di Svevia espropriò i possedimenti templari nel Regno di Sicilia. L'imperatore tedesco, legato all'ordine Teutonico che era formato da cavalieri germanici, donò la chiesa di San Leonardo a tale ordine che la consacrò al Salvatore. I cavalieri Teutonici, nell'insediarsi ad Andria, non sopportarono alcuna spesa poiché utilizzarono il convento lasciato dai Templari e vi restarono sino al 1358, quando la lasciarono agli Agostiniani che la dedicarono al loro fondatore (S. Agostino) e la tennero sino al 19 settembre 1809. La chiesa esiste ancora con la denominazione di S. Agostino ed è retta dal clero secolare. Attualmente abbiamo appreso che è chiusa per restauri.
Bari: la domus Templare in questa città era ubicata presso la chiesa di San Clemente nell'attuale borgo antico della città. Abbiamo alcune notizie su detta chiesa, prima che diventasse Templare, da parte di alcuni storici locali (Petroni, Garruba). Essa fu edificata, in un'epoca imprecisata, dalla famiglia Positano "dietro i corrioli di S. Agostino" (Petroni) e nel novembre del 1089 donata dall'arcivescovo di Bari Elia (1089-1105) all'arcidiacono Giovanni della "Ecclesia Sancte Dei Genitrics et Virginis Marie" , la quale l'avrebbe avuta "semper in suo dominio, potestate et iurisdictione" (Garruba). Verso il 1190, il "Cancellarius Alemannie" assegnò la chiesa di San Clemente all'ordine dei Templari. Sorse in tal modo una disputa tra i cavalieri e il clero barese circa il possesso della chiesa e per dirimere la controversia l'11 giugno 1200 il papa Innocenzo III delegò i vescovi di Conversano e Bitetto, come attestato da una pergamena conservata presso la Cattedrale di Bari. Nulla ci è rimasto circa il pronunciamento dei due vescovi, tuttavia appare assai probabile che la chiesa di San Clemente fu assegnata definitivamente ai Templari e nel corso del XIII secolo essa fu una delle più importanti domus templari in terra di Puglia. Infatti è ricordata in un documento del 30 novembre 1305 e dopo la conclusione del processo di Brindisi (5 giugno 1310) divenne "caput omnium ecclesiarum sacri Templi Domini Ierosolimitani in Apulia". Da un documento fiscale apprendiamo anche che la chiesa (con l'annesso monastero) amministrava un discreto patrimonio , versando nel 1310 una decima all'arcivescovo di Bari di 2 once e 21 tarì d'oro che lascia presupporre una rendita annua di circa 27 once e nello stesso periodo 4 tarì e 4 grana d'oro all'arcivescovo di Siponto "pro grangia Casalis Novi".
La domus barese possedeva anche delle proprietà in Francia a Saintes. Non potendo curare tali proprietà a causa della loro distanza da Bari il 31 luglio 1310, fra Bartolomeo, abate della chiesa di San Clemente, permutava il priorato di Santa Maria de Mazerayo (che i Templari baresi possedevano a Saintes) con una chiesa che il monastero di San Giovanni Angelicensis possedeva a Giovinazzo, in località Rubissano. L'atto fu controfirmato da frate Angelo, canonico del Tempio del Signore di Gerusalemme, e da Giovanni di Bitonto, frater sacri Templi Domini. Il 12 agosto 1312 papa
Clemente V confermava la permuta concordata il 31 luglio 1310 da Bartolomeo, venerabilis abbatis et conventus sive capituli spsius sacri Templi Domini Ierosilimitani, e frate Antonio, del monastero di San Giovanni Angelicensis, Xantonensis diocesis. Il successivo 22 agosto 1312 Clemente V nominava l'abate del monastero de Talmaco, priore de Ulmis e decano della chiesa S. Aredii de Mastatio, Xantonensis diocesis, conservatore "super permutatione facta, propter locorum distantias" fra l'Abate e il convento di San Giovanni Angelicensis circa la chiesa di S. Pietro di Giovinazzo e l'Abate e i canonici S. Templi Domini Ierosolimitani Barensis, circa il priorato di S. Maria di Mazerayo. Altre notizie sui Templari si hanno in un documento del 13 aprile 1307 ove si dice che a Bari diversi cittadini della campagna vicino alle porte della città, per sfuggire alle imposte, vestivano abusivamente l'abito dei Templari, degli Ospitalieri e di altri ordini religiosi.
Dopo l'abolizione dell'ordine del Tempio (1314) non si hanno più notizie della chiesa di San Clemente.
Sappiamo invece altre informazioni di Templari baresi. Infatti da un documento datato 20 luglio 1332 sappiamo che frate Giovanni un (ex) abate del sacro Tempio di Gerusalemme ("abbas sacri Templi Domini Jerosolimitani") affittava una casa a Bari. In un documento della fine del XIV secolo (1394) in un atto di permuta viene ricordato un "frater Marinus (Martinus ordinis Templi Ierosolimitani pior ecclesie Sancti Elie de Baro", ossia una frate Marino o Martino dell'Ordine del Tempio di Gerusalemme priore della chiesa di Sant'Elia di Bari.
Vito Ricci
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