L'Europa dei 25 e le incursioni della Fallaci
[ Pubblicato Mercoledì, 14 Aprile 2004 - 7:45 ]Il prossimo primo maggio si festeggerà l'ingresso in Europa di dieci nuovi Paesi: Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Slovenia e Ungheria. Si tratta di un passo importante non tanto e non solo perché molti degli Stati enunciati facevano parte in passato del 'blocco' dell'Est, ma per la ragione che l'Europa si troverà di fronte a identità nazionali profondamente diverse fra loro e distanti anche dai Paesi 'storici', per così dire, dell'Unione. L'occasione, quindi, per redigere una programmazione unica nell'ambito di una giusta eterogeneità. (g.d.l.)
E non occorrono cervelloni in seduta congiunta per far questo, è sufficiente un impegno costante e disinteressato al fine di preparare documenti aventi 'causa cognita', cioè una perfetta cognizione di causa, e grande praticità di utilizzo. Insomma, il primo maggio l'Europa passa da 15 a 25 Paesi. E nel 2007, se le discussioni che si stanno tenendo oggi saranno proficue, l'Europa vedrà l'ingresso di Bulgaria, Romania e Turchia. Al momento una fonte di proccupazione è rappresentata dalla ventata insopportabilmente calda di manicheismo e conservatorismo che il pubblico subisce ad opera di persone decise a tornare indietro nel tempo e a far leva sulle paure comuni, piuttosto che ad affrontare un dibattito culturale su un'Europa allargata e dialogante. Intendiamo parlare dell'ultimo libro di Oriana Fallaci, "La forza della ragione", 278 pagine, edito dalla Rizzoli. Qualcuno potrebbe obiettare che non è necessario fare ulteriore pubblicità ad una giornalista da tempo alla ribalta. E' un quesito che ci siamo posti anche noi, ma abbiamo constatato l'urgenza di aprire una specie di fronte intellettuale che si prefigga il compito di approfondire e far chiarezza. Alcune pagine di Internet sulla Fallaci la dipingono come una 'pasionaria' improvvisata, altri come l'idolo delle piccole ed anonime segretarie, altri ancora come la femminista simbolo delle pescivendole in menopausa. Non vogliamo entrare nel merito di queste e altre definizioni, ma è certo che colgono nel segno, intuiscono una soggettività narcisistica e carica di sé stessa. Gianni Vattimo, filosofo ed europarlamentare del Partito Socialista Europeo, ha dichiarato in un talk-show televisivo: "Non leggerò il libro della Fallaci. E' retorica pura, tipo Mein Kampf, che alimenta uno stato d'animo sbagliato. Non si può tirare l'Europa a combattere un conflitto petrolifero con l'Islam come se fosse un conflitto culturale". Vittorio Agnoletto, leader del Forum Sociale Mondiale, ha dichiarato nello stesso incontro alla TV: "'La forza della ragione' è un libro pericolosissimo, una chiamata alle armi che porta alla guerra di religione, come se l'Islam si identificasse solo nel fondamentalismo". Infine, Maria Prodi, della Margherita, nello stesso contesto, ha aggiunto: "Il libro parla solo della Fallaci, delle sue ossessioni, non è analitico, né argomentativo". Non parla dell'Islam, soprattutto, concludiamo noi, ed instilla l'erronea convinzione che l'identità storica dell'Europa, giudaico-cristiana, si sia formata senza l'apporto della civiltà islamica. Se a qualcuno sembra poca cosa....
Giuseppe De Liso


