I Templari in Terra di Bari (IV Parte)
[ Pubblicato Mercoledì, 28 Aprile 2004 - 7:15 ]
Sovereto: Sulla presenza dei Templari a Sovereto non c’è concordanza da parte degli studiosi. Secondo alcuni (Bramato e Marinelli) la chiesa di Santa Maria di Sovereto fu dapprima una domus templare e, dopo la soppressione di quest’Ordine, passò ai Giovanniti, come accadde per altre proprietà templari in Puglia. Altri studiosi (De Giaco, Valente) negano decisamente l’esistenza di una domus Templare a Sovereto, sostenendo che l’unica presenza di Ordini Cavallereschi in questa località è quella Ospitaliera. In altre parole secondo costoro la chiesa di Santa Maria di Sovereto sarebbe sin dall’origine una domus dell’Ordine di San Giovanni dell’Ospedale di Gerusalemme. (v.r.)
Bramato afferma che, sulla base di una leggenda, intorno al 1188 i Templari “involarono” da Corsignano, nei pressi di Giovinazzo, un’immagine miracolosa della Madonna per custodirla nella loro chiesa di Sovereto. Da questo episodio avrebbe tratto origine la tradizione popolare che attribuisce ai Templari la chiesa patronale di Santa Maria e l’annesso ospedale. Questa è solo un fatto leggendario che non è suffragato da alcuna testimonianza scritta e qui si ferma lo studioso Bramato. Tuttavia da un inventario dei beni appartenenti agli Ospitalieri, già citato in altre circostanze, redatto nel maggio 1373 da Giacomo, arcivescovo di Trani, emerge, tra l’altro, che la casa di Santa Maria di Sovereto, all’epoca dipendente dal priorato di Barletta dell’Ordine dell’Ospedale di S. Giovanni di Gerusalemme era in precedenza Templare.
La prima citazione documentata della “Ecclesia Sancte Marie de Suberito” risale al 1175. Stando al Valente, sappiamo con certezza che dai primi anni del Trecento a Sovereto operò l’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme (Ospitalieri). Prima di questa data vengono chiamati in causa tanto l’Ordine Gerosolimitano quanto quello Teutonico che quello dei Templari. Da un documento del 1203 si apprende che già da quella data operava nella chiesa di Sovereto, con l’annesso ospedale, un ordine religioso maschile non meglio precisato. È da escludere una presenza dell’Ordine Teutonico, istituito nel 1198, ed è improbabile che in soli cinque anni i Teutonici avessero già delle proprie case in Puglia. Secondo il Valente sono da escludere anche i Templari, Ordine religioso all’inizio eminentemente militare che solo successivamente si dedicò all’assistenza ospedaliera. Per esclusione lo studioso afferma che la comunità maschile presente a Sovereto, almeno dal 1199, che gestiva l’hospitale era quella Giovannita, che alla metà del XII secolo era l’ordine più noto e diffuso. A testimonianza di ciò vi sarebbero altri documenti citati dal Valente nel suo studio e delle lastre tombali di cavalieri e precettori Giovanniti dei secoli XIII e XIV.
Spinazzola: In questo paese i Templari ebbero il castello di Guarascone, la chiesa di San Benedetto "de nuce", ubicata in località san Cesario, la chiesa di San Giovanni al castello ed altri beni vicini alle terre appartenenti alle monache di Gravina. Tali beni con la soppressione dell'Ordine del Tempio passarono ai Giovanniti: infatti ne abbiamo notizia dall'inventario dei beni degli Ospitalieri redatto nel maggio 1373 da Giacomo, arcivescovo di Trani.
Terlizzi: Da un documento rogato Giovinazzo il 18 febbraio 1279 apprendiamo che Viviano, priore e procuratore dell'Ordine Templare in Puglia, dichiarava che l'Ordine cavalleresco "habet et possideat in Terlicio ecclesiam unam que vocatur Santa Maria de Muro" . Tale chiesa era titolare di terre, orti, vigne, oliveti, case ed altre proprietà fondiarie e Viviano, non potendone curare l'amministrazione, locava la metà di tali beni per un periodo di dieci anni al diacono Angelo per unici tarì annui. La consistenza del patrimonio immobiliare della domus di Santa Maria de Muro nella seconda metà del XIII secolo lascia supporre che la presenza dei cavalieri templari a Terlizzi sia di molto anteriore alla data del documento succitato. Con l'abolizione dell'Ordine la chiesa di Santa Maria de Muro cadde in rovina e venne sospesa al culto nel 1725.
Vito Ricci


