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Testimonianze storiche

[ Pubblicato Lunedì, 27 Giugno 2005 - 7:24 ]

Copertina del libro: Curiosando per Modugno di N.Milano, Ed.Levante - BariModugno - Ogni regione, e la Puglia in modo particolare, ha nelle contrade fuori dagli abitati, interessanti testimonianze preistoriche e storiche del passato ormai lontano, come ruderi di chiese, di monasteri e di castelli.
La posizione geografica della Puglia ha favorito da sempre correnti immigratorie di popoli primitivi provenienti dall’Asia e dall’Africa, i quali hanno lasciato abbondanti tracce dell’età del ferro (1000 a.C.). Modugno ha una apprezzabile testimonianza di questo periodo per la scoperta di una importante necropoli nei pressi dell’abitato in seguito a scavi fortuiti. Il materiale rinvenuto è stato portato al Museo Provinciale di Bari, ove è catalogato e conservato.

Nei dintorni di Modugno vi sono anche notevoli testimonianze dell’età preistorica neolitica, come i menhir, e di quella storica più vicina a noi come la Grotta di San Corrado e i ruderi di Balsignano.
Tra Modugno e Bitonto, sulla statale 98, è visibile un importante menhir chiamato il “Monaco di Modugno”, di epoca neolitica che risale a 4000 anni a.C. ed è uno dei più famosi per la sua bellezza di scultura preistorica.
Modugno: Santario Madonna della GrottaIl “Monaco di Modugno” è di notevole interesse per la sua particolare configurazione rispetto ad altri simili che sono solo semplici pilastri. Infatti, la maggior parte dei menhir sono delle colonne informi che venivano adorate come feticci. In seguito si ebbe una evoluzione antropologica del culto della pietra e fu dato ai pilastri qualche cenno di umana fisionomia, quindi la sua importanza.
Altri menhir di minor rilievo sono presenti nel territorio di Modugno nelle contrade di Balice, Mesagne, Parco Colombo e Cafariello. Quello di contrada Balice ha in particolare un foro in alto. Il loro interramento in alcuni casi supera metri 1,50.
A circa 3 chilometri da Modugno, per chi viene da Carbonara, si presenta la suggestiva visuale di un campanile non alto ma di piacevole forma, in armonia con una costruzione che sorge accanto: il complesso di S. Maria della Grotta.
Sulla prima balza del dirupo sotto il fabbricato, appare una profonda grotta formatasi nei secoli per l’azione erosiva delle acque provenienti dalla Murgia che confluivano nelle acque di “lama Lamasinata”. Si ritiene che la grotta sia stata nel passato, luogo di insediamento di una piccola comunità di Basiliani. (ordine di monaci fondato da S. Basilio nel IV secolo), che, dopo la grande espansione in Oriente, affluirono (nel VI secolo) anche nelle regioni soggette a Costantinopoli e quindi in Puglia.
Modugno: Menhir il MonacoI frati Benedettini sostituirono i Basiliani e si affrettarono a costruirvi sopra un’abbazia come risulta da un documento del 1071, riportato nel Codice Diplomatico Barese, nel quale è detto che nel mese di marzo di quell’anno il vecchio Abate Leucio nominò suo successore l’abate Elia.
Gli Angioini, per motivi politici, soppressero nel 1313 l’Abbazia e dietro richiesta del vescovo di Ariano, re Roberto d’Angiò, con proprio decreto, dispose il trasferimento dei monaci di Modugno nel monastero benedettino di Mazzocca, presso Avellino. Dopo la soppressione l’Abbazia, con i pochi beni rimasti, fu assegnata con decreto reale in beneficio ecclesiastico ad alcuni sacerdoti che dovevano curare il culto della chiesa-grotta. Talvolta la gestione si alternava tra i Priori di S. Nicola di Bari e gli Arcipreti di Modugno e per questi motivi spesso il culto della Grotta veniva trascurato. Allora il Capitolo di Modugno inoltrò alla Regina Bona Sforza una petizione chiedendo che il beneficio dell’Abbazia fosse loro affidato. Dopo tale istanza quel beneficio fu nuovamente concesso agli Arcipreti di Modugno, come risulta dagli Atti del Sinodo di Bari del 1565, ove tra i firmatari vi è la sottoscrizione di un arciprete con il ruolo di “Abate della Grotta Maggiore” che è l’Abbazia di Modugno.
Il 29 marzo 1974 il complesso è stato acquistato dai Padri Rogazionisti del Villaggio del Fanciullo di Bari, i quali comprarono anche la vicina villa ed i terreni adiacenti proponendosi di allargare ancora la cerchia dei loro acquisti per creare in questo ameno sito un centro di spiritualità.
Per una più ampia e completa visione degli avvenimenti di questo importante complesso rimando al volume di Nicola Milano: “Curiosando per Modugno”, II edizione (Levante Editori, Bari 1997) da cui sono state tratte le immagini.

Vittorio Polito

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Commenti inviati

Non è possibile scrivere un articolo copiandone interamente il contenuto. Per correttezza l'autore dovrebbe indicare che oltre alle foto anche i testi sono stati interamente stralciati qua e là dal testo di Don Nicola Milano...

Luisa


La Signorina Luisa ha ragione. Manca per una distrazione alla fine del pezzo "... le immagini e i testi".
Ma il suo è certamente un eccesso di zelo, dal momento che il pezzo fa palesemente riferimento a "Curiosando per Modugno" di don Milano, come si evince dalle immagini e dai riferimenti riportati nell'articolo.
Cordialemtne
Vittorio Polito

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