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I DS del Consiglio regionale: “Continuiamo sulla strada delle primarie”

[ Pubblicato Giovedì, 15 Dicembre 2005 - 22:11 ]

Una nota dei consiglieri DS Marino, Maniglio, Romano, Ventricelli, Povia, Mineo, Riccardi, Di Corato, Montanaro e Taurino sullo strumento democratico delle primarie.
Questo 2005 sarà ricordato come l’anno delle primarie. All’inizio dell’anno Nichi Vendola con le primarie è stato scelto come candidato presidente della nostra Regione. Con le primarie milioni di elettori hanno scelto come leader dell’Unione e candidato alla presidenza del Consiglio dei Ministri Romano Prodi. Sempre con le primarie l’altra domenica in Sicilia Rita Borsellino è diventata la candidata che il centrosinistra contrappone a Totò Cuffaro, attuale presidente della Regione.

Le primarie non solo negli Stati Uniti, ma anche in Portogallo, in Spagna e in Germania vengono adottate con successo. Da anni si era avviata una discussione politica nel centrosinistra sulla loro utilità, quest’anno sono state finalmente sperimentate nel nostro Paese. Infatti la straordinaria partecipazione a quelle di Prodi non solo ne hanno consolidato e legittimato la leadership, ma hanno reso possibile, superando divisioni e residue incertezze, la nascita della lista unitaria alle prossime elezioni.
In questi mesi abbiamo imparato che le primarie assolvono alla funzione di scelta del candidato, ma allo stesso tempo avvicinano e coinvolgono milioni di cittadini che si mobilitano intorno ad esse e che diventano potenziali attivisti di campagne elettorali.
Nate come rimedio alle difficoltà di sintesi nel ceto politico, le primarie dovrebbero divenire procedimento fisiologico, e dunque meritare un'iniziativa per codificarle nella legislazione.
Fino a quel momento il centrosinistra dovrebbe assumerle unilateralmente come metodo valido per le decisioni più importanti, a cominciare dalla selezione della sua classe dirigente per le prossime elezioni. Un esigenza questa estremamente necessaria vista la legge elettorale proporzionale imposta dal centrodestra, la scelta dei prossimi parlamentari verrà affidata, grazie le liste bloccate, alle segreterie dei partiti. Con il serio rischio di impoverire il nostro sistema politico, di accentuare il distacco con gli elettori, per scelte e decisioni di vertice sulle quali è impossibile intervenire. La sensazione di non poter intervenire su scelte politiche riservate a gruppi sempre più ristretti può alimentare, come già è avvenuto in passato, una contrapposizione tra la cosi detta ‘società civile’ e la politica.
L’esperienza maturata in questi mesi nelle primarie di Vendola, Prodi e Borsellino ci dice che con il potere dato agli elettori di scegliere un candidato si riapre anche un canale di comunicazione tra vertice e base, tra partiti ed elettori, si rafforza la partecipazione e la democrazia.
Auspichiamo che questa consapevolezza segni l’agire politico dei gruppi dirigenti dell’Unione, i quali non devono cadere nella trappola della legge elettorale proporzionale, ma al contrario devono mantenere aperto la comunicazione con gli elettori proprio con le primarie.
D’Alema a Bari nella campagna delle primarie per Prodi annunciò che i DS avrebbero scelto i propri parlamentari chiamando tutti gli iscritti a pronunciarsi.
Crediamo che tutti i partiti dell’Unione devono fare altrettanto, magari chiamando il popolo del centro sinistra a scegliere nello stesso giorno i candidati della propria lista elettorale.
Quest’anno ai seggi delle primarie abbiamo incrociato giovani, donne, cittadini che non avevamo mai visto nei riti stanchi della politica, rimettiamoli in circolo, chiamiamoli a decidere, facciamo continuare la stagione della condivisione delle scelte. Forse è questo, più di altri, il modo per incamminarci verso un nuovo soggetto politico”.

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