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Ingresso della Turchia nell'Unione Europea si, ma lasci Cipro

[ Pubblicato Mercoledì, 14 Giugno 2006 - 14:15 ]

Cipro ignorata per l`ennesima volta dalla Turchia, che pero` in sede europea ottiene un altro via libera per l`ingresso nell`Ue: dov`e` l`errore?

Nel Palazzo dei 25 proseguono i negoziati per l`adesione turca, ma francamente vi sono anche situazioni difficili da spiegare e metabolizzare. Per esempio accade che i venticinque Ministri degli Esteri riuniti in conclave raggiungano un`intesa per superare le divisioni circa il suddetto ingresso; ma anziche` addivenire ad una soluzione che soddisfi tutti, si rischia di favorire l`istanza turca a scapito delle esigenze di Cipro, che tra l`altro sono anche sostenute da Francia e Gran Bretagna.
Ci ricorda Andrea Morigi dalle pagine di Libero che secondo un portavoce del governo di Ankara “dal testo e` stato cancellato un riferimento sulla necessita`da parte della Turchia di riconoscere Cipro”. Non si possono cancellare trant`anni di occupazione turca a colpi di diplomazia o con fughe in avanti del tutto imbarazzanti. Il processo di ingresso, piaccia o no, per essere considerato tale e quindi condiviso democraticamente, deve al suo interno prevedere una serie di passaggi obbligati, dei quali non e` possibile fare a meno. Invece qui si gioca a nascondino: prima si lancia la carta del riconoscimento di Cipro (senza dimenticare il genocidio armeno che grava sulle spalle della Turchia), poi si nasconde la mano e le carte sul tavolo cambiano magicamente disposizione. Qualcuno bluffa? Il rischio e` che con una totale e glaciale assenza di chiarezza, come quella a cui assistiamo in questi giorni, si faccia un torto notevole al governo cipriota. Nessuno intende demagogizzare sulla presunta arretratezza dei mores di Ankara, anche perche` mi pare un`argomentazione debole e soprattutto anacronistica. Ora c`e` la globalizzazione: le realtà` imprenditoriali europee, e non solo, sono molto attente all`evoluzione del mercato turco. Ragion per cui sconverrebbe in primis proprio al governo di Erdogan impantanarsi in mezzi si`, che al momento appaiono dei quasi no.
E`questa la prova del nove che si chiede alla Turchia: se ritengono di avere le carte in regola, allora che dimostrino una volta per tutte una maturita` politica fondamentale per accedere all`Unione Europea. Che aprano la finestra sul cortile del Parlamento Europeo, che annuncino a gran voce al mondo intero l`esistenza di Cipro in quanto tale, e non ce ne vogliano se i fratelli ellenici hanno avuto qualcosa da ridire quando qualcuno ebbe la geniale ed assolutamente inopportuna idea di issare la bandiera turca sull`isola di Simi: e`stato un peccato veniale che la Patria di Achille potrebbe anche perdonare (al pari delle centinaia di sconfinamenti aerei), ma a patto che le cose cambino veramente.

Francesco De Palo

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