La prima partita di calcio a Bari
[ Pubblicato Martedì, 25 Luglio 2006 - 8:55 ]
Bari - Le prime manifestazioni sportive nella città di Bari risalgono nell’ultimo ventennio del 1800. La prima associazione fu la «Società del Tiro a Segno» fondata il 10 aprile 1881 dal garibaldino dei «Mille», Moisè Maldacea.
Nel maggio 1888, un altro pioniere dello sport barese, l’insegnante d’educazione fisica, Giuseppe Pezzarossa costituì la «Società Ginnastica Barese» con sede in Via Banco, 144 (oggi Via Cairoli con Via Suppa, angolo Corso Italia), mentre la palestra coperta fornita di un campo spazioso, per esercitazioni all’aperto era a due passi dove oggi c’è il Palazzo Enel in Via Crisanzio a fianco e alle spalle della Chiesa Cappuccini (oggi Santa Croce). Il 21 maggio 1890 nella sala del Comune di Bari si dette i primi segni di vita dell’associazione di «Scherma» capitanata dal maestro d’armi Vincenzo Rinaldi il quale organizzò una brillante accademia. Nel 1892 nacque la «Società Ginnastica» subito dopo battezzata con la nuova e gloriosa denominazione «Pro Patria», presidente l’avv. Nicola Bavaro. Nel mese di giugno 1893 Bari si arricchì di altre due associazioni sportive: il 15 giugno si costituì la «Società Velocipedistica Barese» fondata dai signori: Piero Alberotanzi, Lorenzo Bianchi, Girolamo Cavalieri, Enrico Cesena e Francesco Suglia. Il 27 giugno, grazie a una numerosa schiera di giovani guidati dal dott. Igino Pàmpana e, incoraggiati dalla autorità locale, fondarono il «Circolo Canottieri Italia» che, però, si sciolse dopo pochi mesi. Il 6 novembre 1894 nasce il Circolo Canottieri «Barion», presidente-fondatore Igino Pàmpana, la prima sede fu in Via Abate Gimma, 105. È la prima società barese che si aggiudica il titolo europeo il 17 agosto 1901 a Zurigo con i leggendari atleti soprannominati «Trabaccolanti» (Paolo Diana, Gaetano Caccavallo, Giuseppe Nacci, Vittorio Narducci). Il calcio a Bari quando ebbe il primo vagito? Esattamente il 22 giugno di 107 anni fa (1899). A scopo propagandistico l’organizzatore fu l’instancabile Giuseppe Pezzarossa. Egli diresse una partita fra studenti dell’Istituto Tecnico, a cui dette il nome di «Partito Bianco», contro l’Istituto Nautico, «Partito Nero». Il campo, uno sterrato seminato di pietrisco, fu la palestra scoperta sita in Via Nicolai, 4 (oggi occupato dal Palazzo delle Poste). Le porte furono segnate con strisce di pittura rossa su due muri opposti. La gara arbitrata dal Pezzarossa fu subito animata e durò circa un’ora e un quarto. Finì con la vittoria del «Partito Nero» per 2 punti a zero. Il «Partito Bianco» chiese e ottenne la rivincita da disputare il giovedì seguente. Alla partita assistettero il pro sindaco comm. Bottalico, le autorità scolastiche, diverse signore e molti altri. Il 29 giugno accorse più gente, assistette una gaia schiera di signore e signorine, il Prefetto, il consigliere delegato cav. De Rossi, il preside dell’istituto tecnico e nautico cav. Porcelli e molti ufficiali della guarnigione. La gara purtroppo fu sospesa per un accidente a un calciatore di nome Antonio Rocco, scontrandosi con un avversario, Nicola De Gemmis. Il Rocco, sbatté la testa per terra perdendo i sensi, i compagni cercarono prontamente di farlo rinvenire. Si temette il peggio. Pezzarossa, con l’intento di minimizzare l’accaduto spiegò che lo sfortunato giovinetto era un epilettico e, quindi, per una banale caduta era svenuto. Il Rocco poco dopo rinvenne e, avendo saputo che il professore si era pronunciato negativamente nei suoi confronti, gli urlò in faccia con l’intento di farsi sentire da tutti: «Io non sono un epilettico, semmai l’epilettico sei tu. La mia caduta è stata causata per lo svolgimento di un’azione molto vivace dove ho battuto la testa per terra e sono svenuto. Non ho mai sofferto d’epilessia e di alcun’altra malattia». Antonio Rocco rafforzò il suo disappunto scrivendo una lettera di chiarimento al «Corriere delle Puglie» pubblicata 1° luglio 1899 rispondendo all’articolo del giorno prima dove si diffuse la notizia. Il giudizio, per questo nuovo sport, fu molto negativo: pericoloso, violento, diseducativo a causa delle ripetute azioni confuse, per la scarsa conoscenza delle regole del gioco. Gli spettatori rimasero molto delusi e spaventati i quali spesse volte furono beccati da pallonate che fecero volare cappelli e ombrellini. Improvvisazione e faciloneria compromisero un avvio che solo con il passare dei mesi codesta nuova disciplina sportiva divenne popolarissima nella nostra città.
Il 22 luglio 1900, in occasione dei festeggiamenti della «Mostra Provinciale» si organizzò un evento che sancì il calcio ufficiale nel capoluogo pugliese. In molti punti della città di Bari furono affissi manifesti che annunciarono l’eccezionale avvenimento: «Mostra Provinciale-Bari -Domenica 22 luglio ore 6 pom. -Per la prima volta in Bari - Grande partita del Foot-Ball -Vi prenderanno parte 40 giocatori -Sarà preceduta dall’ascensione libera del Grande Aerostato Roma-Entrata popolare a cent. 25.». Gli incontri si eseguirono nel recinto della suddetta mostra, sullo spiazzo di Corso Cavour (dove oggi c’è la Banca d’Italia). Si disputarono sette partite; le prime tre furono eseguite da nove campioni del Liceo (distintivo color giallo) contro nove dell’Istituto Tecnico e Nautico (distintivo color celeste). Nelle tre gare, due furono vinte dal Liceo. Al secondo turno fu vittorioso, in tutte le quattro partite, il gruppo dell’Istituto Tecnico e Nautico. Il terzo turno, fu giocato da ventidue atleti. Il partito giallo vinse tre gare e il celeste due.
Fu un gran successo di pubblico promuovendo a pieni voti lo sport diventato più popolare del mondo.
Bibliografia ed emerografia: “Sport Barese”, in «L’uovo di Colombo», Bari 25/06/1899. “Foot Ball”, in «Corriere delle Puglie», Bari 30/06-1/07/1899. Onofrio Terrevoli, “Storia sportiva di Bari dal 1890 al 1908” in «La Gazzetta del Mezzogiorno», Bari gen./mag.1936-mar./ago.1937. Giovine Alfredo, “Bibbia Sportiva Barese”, in «Bari la zita mè», pagg. 148-150 Edizioni Fratelli Laterza Bari 1981. Liborio Lojacono, “Quella prima partita di calcio giocata il 22 giugno 1899”, in «La Gazzetta del Mezzogiorno», Bari 17/05/1998. Vito A. Melchiorre “Duemila anni di sport a Bari”, in «Società Cultura e Sport», pag. 28, Adda Editore, Bari 1997. Renata Zingarelli “Il Circolo Canottieri Barion di Bari”, in «Società Cultura e Sport», pagg. 505-506, Adda Editore, Bari 1997.
La foto è stata scelta dal volume «Bari la zita mè», di Alfredo Giovine, Edizioni Fratelli Laterza Bari, 1981.
Gigi De Santis
Centro Studi “Don Dialetto” - Bari
Foto: La squadra del Bari F.B.C. del 1908


