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Welcome to Modugno, the land of your fathers. (Benvenuti a Modugno, nella terra dei vostri padri)

[ Pubblicato Sabato, 12 Agosto 2006 - 13:26 ]

Progetto Ponte: Welcome to Modugno
Modugno - Sono 11 gli studenti italo-canadesi accompagnati da quattro assistenti, che dal 12 al 26 agosto saranno ospiti nella nostra città presso famiglie, per dar corso attuativo al “Progetto ponte”. Un progetto voluto dall’Amministrazione comunale di Modugno, in collaborazione con le due associazioni culturali “Motta Social Club” e “Colonia Modugnese”, che rappresentano la comunità modugnese in Canada.

L’arrivo, come concordato, è previsto per oggi 12 agosto alle ore 18,30 all’aeroporto di Bari-Palese, lo stesso che ha visto i loro padri partire sul finire degli anni 50’, mentre il ritorno a Toronto (Canada), è stato pianificato per domenica 27 agosto.
Tutto è stato preparato in gran fretta. Il rischio di non riuscire a dar corso al progetto era elevatissimo, considerando i margini temporali estremamente ridotti, e il periodo di ferie in corso. Ma il gioco di squadra, con in testa il sindaco Giuseppe Rana, fortemente determinato allo “start up” del progetto, parallelamente all’attività frenetica di pianificazione dell’Assessore alla Pubblica Istruzione Michele Trentadue, che guarda caso, si è trovato a riprendere nella fase esecutiva il progetto avviato dal suo stesso assessorato nel primo governo Rana, hanno fatto si che il “miracolo” si compisse.
Va peraltro esaltato l’impegno e la serietà profusa dal personale amministrativo, in particolare dalla sig.ra Anna De Marco, che per ottimizzare i tempi, ha dovuto sopperire la carenza di personale dovuto alle ferie estive, facendo la spola tra l’assessorato alla Pubblica Istruzione e l’ufficio del segretario comunale, ricoperto momentaneamente dalla dott.ssa Maria Assunta Lorusso. Ma come si sa, è nei momenti di difficoltà che viene fuori il meglio di ognuno di noi. Così è stato. L’impegno di tutti ha consentito di programmare e conciliare rapidamente gli orari di apertura dei beni culturali da visitare, con i vari tour turistici (Alberobello, Grotte di Castellana, Otranto, Grotta Zinzulusa, Castel del Monte, Cattedrale di Trani, Sassi di Matera, visita alla Grotta Lamalunga ‘Uomo di Altamura’), organizzati per conoscere le tradizioni e cultura pugliese. Inoltre, nella permanenza a Modugno dei ragazzi canadesi, non poteva certamente mancare una visita in città, ripercorrendo antichi itinerari alla (ri)scoperta delle proprie radici. La sede del Comune di Modugno, la Biblioteca Comunale, il Casale di Balsignano, le Grotte di San Simeone, ma anche le nuove strade e piazze che indicano il nuovo sviluppo urbanistico della città, saranno oggetto di studi e approfondimento per gli italo-canadesi.
Il “Progetto ponte”, come sappiamo, nasce con la finalità di favorire lo scambio culturale tra i giovani delle due comunità (Modugno e Toronto) affinché possano appropriarsi della conoscenza reciproca della storia, della cultura, dell’arte, dei mestieri e delle tradizioni delle due città (Modugno e Toronto) e in linea di principio di quella italico-pugliese e canadese, in un mix di culture, che amplifica e non riduce il proprio senso di identità e appartenenza.
Il Canada è questo. Un mosaico di culture (Pierre Elliott Trudeau), un esempio da studiare ed imitare, che dimostra nei fatti il successo di un modello socio-politico di convivenza pacifica tra popoli ed etnie diverse.
Per questo penso che accostare Modugno di oggi al Canada di allora non è un idea poi tanto fuori luogo. A Modugno, crogiolo di etnie, incrocio di civiltà, si vive e si sperimenta inconsapevolmente un tipo di società multiculturale che andrebbe assecondata da interventi di politica attiva in campo culturale economico e sociale, tendente a dare il massimo delle chance al maggior numero di persone. Ma questa è un’altra storia, su cui mi riprometto di tornare per un approfondimento.
Riprendendo il filo del discorso, si capisce bene che il “Progetto ponte” deve necessariamente superare i suoi stessi limiti, che risiedono negli aspetti meramente esteriori ed essere concepito nella sua idealità come un continuum di sintesi e congiunzione tra le due comunità. La vulnerabilità generazionale associata alla distanza, tendono naturalmente ad allentare e sfilacciare le relazioni oggettuali delle comunità se prive di interventi mirati. Ecco l’urgenza di far presto, di non lasciar correre altro tempo. Così come il “Progetto ponte”, non deve essere inteso come un atto “morale” per esorcizzare i nostri sensi di colpa, per aver relegato nell’oblio per oltre 50 anni la questione dell’emigrazione modugnese. Semmai un’azione consapevole che parte dal riconoscimento della forza e del coraggio dei nostri uomini e donne costretti ad inseguire un ”sogno” e restituirgli quel senso di orgoglio offuscato e compromesso da anni di letargia, per arrivare ad una riformulazione di un rapporto paritetico tra le due comunità.
Mi auguro che il “Progetto ponte” segni altresì la fine di un’epoca, archivi definitivamente negli annali della storia modugnese comportamenti censurabili o quantomeno discutibili che vedevano l’amministratore di turno “approfittare” del suo momento per concedersi il “viaggio” in Canada. Riconosciamolo: troppi e spesso inutili.
Al contrario. Dobbiamo rimboccarci le maniche ed affrontare seriamente la questione dell’emigrazione modugnese, cercando, se possibile, di recuperare il tempo perduto e riempire di contenuti un rapporto oggi povero tra i modugnesi autoctoni e i figli di quelli che hanno tentato l’avventura oltre oceano tanti anni fa.
Ho più volte tentato di dimostrare nei vari convegni tenuti con le scuole del territorio all’interno di progetti multiculturali, che l’emigrazione modugnese e quindi le “migrazioni” in generale, proprio perché rompono strutture sociali sclerotizzate ed alterano equilibri consolidati, certamente rendono più fragili, instabili ed insicure le società, ma nel contempo dispiegano una quantità enorme di nuove energie pronte per essere colte.
Il mio impegno in questi quattro anni, in favore della comunità modugnese presente in Canada, nasce da queste semplici considerazioni. E’ stato, in buona sostanza, il tentativo, pare riuscito(?) di portare la questione dell’emigrazione modugnese all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni locali, affinché si iniziasse a riflettere e creare le condizioni per realizzare progetti ed iniziative comuni, tendenti a ricomporre la nostra identità e rinsaldare il legame ancestrale che ci unisce e ci lega a tutti i modugnesi sparsi nel mondo, ed in particolare, ai nostri amici e parenti residenti in Canada.
Questi ragazzi che per la prima volta vengono qui, abbracciamoli tutti al loro arrivo. Sentiamoli come figli di una stessa madre, riversando su di loro l’amore negato ai loro padri costretti ad andar via e insieme cominciamo a scrivere una storia che non può ne deve svilupparsi separatamente.
Benvenuti a Modugno!

Raffaele Paparella

Le immagini, nella sezione "Progetto Ponte" del Photoblog modugnese

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Commenti inviati

complimenti dott. paparella. un benvenuto da parte mia a questi ragazzi.

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