Presentati a Palazzo Simi due reperti archeologici inediti
[ Pubblicato Martedì, 6 Febbraio 2007 - 13:02 ]Bari. La Città antica continua a fornire agli studiosi sempre nuovi reperti archeologici ed ulteriori indagini sono ancora in corso nell’area della Basilica di San Nicola.
Venerdì 2 febbraio a Palazzo Simi, sede del Centro operativo per l’Archeologia di Bari, sono stati presentati al pubblico due pezzi inediti di epoca romana rinvenuti in anni recenti che andranno ad arricchire la mostra «Sotto la città. Archeologia e storia di Bari». Si tratta di un percorso in quattro sezioni nel quale sono esposti reperti già individuati in precedenti campagne di scavo condotte nel centro storico e che coprono un periodo compreso dall’Età del bronzo all’età moderna.
La presentazione dei reperti inediti si inserisce in un programma già avviato dal Centro diretto dalla dr.ssa Francesca Radina che intende soddisfare la domanda di conoscenza crescente che proviene dal pubblico sempre interessato alla disciplina archeologica e alla storia della nostra città.
L’esposizione dei reperti è stata accompagnata dal commento diretto delle responsabili delle ricerche dr.ssa Maria Rosaria De Palo e dr.ssa Ada Riccardi, oltre che della dr.ssa Radina che ha introdotto le colleghe presentando alcune diapositive dei reperti e dell’area archeologica di San Pietro. In chiusura c’è stato un breve e significativo intervento del soprintendente archeologico dr. Giuseppe Andreassi.
Il primo pezzo presentato è stato un anello in oro del I sec. d.C. con gemma di corniola sulla quale è incisa una figura femminile, forse la dea Minerva o la personificazione di Roma, con lo scudo e la lancia, affrontata da una Vittoria alata che le porge una corona. Si tratta di un soggetto molto di moda in epoca imperiale, ha detto la dr.ssa Riccardi, l’anello è stato riutilizzato in epoca successiva. È stato rinvenuto nell’area archeologica di San Pietro nel 2005 operando nello strato medievale e post-medievale, sebbene l’anello provenga da livelli più profondi. San Pietro è un’area pluristraficata con un deposito di 3 metri che ha fornito testimonianze che vanno dall’epoca protostorica sino al Settecento. È stato e continua ad essere un importante giacimento archeologico scoperto nel 1912 da Michele Gervasio. L’anello, oltre che ad essere di pregevole fattura, rappresenta un documento estremamente raro per una città dove sono sempre state scarse le testimonianze del periodo romano, infatti questa parte della storia cittadina a tutt’oggi non ha una ancora una chiara e leggibile evidenza.
Anche il secondo pezzo rimanda al mondo della Bari romana. Si tratta di un blocco di pietra decorato con un fregio di tipo dorico a triglifi e metope alternate, pertinente ad un edificio monumentale databile fra l’età repubblicana e i primi anni dell’età imperiale proveniente dagli scavi condotti nel 2001-2002 nell’area dell’ex Museo Storico, nei pressi della Basilica nicolaiana. Il blocco è affiorato dallo strato Tardoantico (V secolo d.C.): in quell’epoca fu reimpiegato come muratura. Esso rappresenta un importante documento dell’attività edilizia della città di Bari tra età ellenistica ed età augustea (III-I sec. a.C.) che serve a fortificare l’ipotesi della cittadella romana della quale è difficile tracciare la fisionomia profondamente intaccata nel periodo bizantino.
Durante la presentazione è stato mostrato anche un frammento ceramico proveniente dall’area di San Pietro e ascrivibile al convento francescano sorto sul posto intorno al 1436. Si tratta dei resti di una brocca in maiolica bianca con la sigla «SP» in azzurro.
Il soprintendente Andreassi, richiamandosi a quanto affermato dalle archeologhe, ha auspicato la realizzazione della cittadella nicolaiana, tra l’altro caldeggiata da diversi anni dal Priore di San Nicola padre Damiano Bova che non ha potuto partecipare alla manifestazione, nella quale presentare in forma museale i numerosi reperti rinvenuti nell’area di San Nicola (in precedenza sede del Catapano) ma anche con percorsi espositivi in situ.
I due reperti archeologici di epoca romana saranno visibili a Palazzo Simi sino al prossimo 30 marzo con orario di visita dalle 9.30 alle 18.30. Per informazioni: 0805275451.
Vito Ricci


