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Editoriali

Morti bianche e incidenti sul lavoro

[ Pubblicato Giovedì, 25 Ottobre 2007 - 8:45 ]

L'anno 2007 sarà ricordato per avvenimenti edificanti, come la morte del grande tenore Luciano Pavarotti e la lotta per la spartizione della immensa eredità, la nascita e l'ufficializzazione del partito democratico ed altro ancora, in un bilancio che sta per compiersi tra le imminenti ipocrisie natalizie.

Ma quanti ricorderanno che il 2007 è stato anche l'anno delle morti bianche e degli incidenti sul lavoro? Il primo maggio fu festeggiato con l'amaro in bocca da pochi consapevoli proprio all'indomani della morte, nel centro siderurgico dell'Ilva di Taranto, di un ragazzo giovanissimo, nel fiore degli anni. Non importa chi fosse, né quali speranze nutrisse per un futuro che non doveva essere; adesso resta nel ricordo di queste poche righe scritte da un modesto cronista 'scomodo'. Ben presto si accesero i fuochi fatui dei mass media e le notizie del 'settore' traboccarono: Giuseppe Gigante, il direttore della sede Inail di Taranto, sostenne l'importanza della prevenzione nella lotta agli incidenti sui luoghi di lavoro e gli fecero eco parecchi sindacalisti; gli assessori al Lavoro di molte Regioni meridionali scrissero una lettera al presidente del Consiglio Romano Prodi per sollecitare l'incremento del numero degli ispettori del lavoro e quindi un maggiore controllo e l'approvazione con la massima urgenza del nuovo testo unico delle norme sulla sicurezza del lavoro. Ma cosa si sta realmente facendo per uscire da un pantano non avvertito come tale? Quali sono le volontà per scongiurare che deprecabili avvenimenti di cronaca si verifichino ancora? E' un fatto che proprio i vertici dell'Ilva (Emilio Riva e suo figlio, Claudio) - pur senza far assurgere il colosso dell'acciaio a capro espiatorio - siano stati condannati più volte dai giudici per "carenze strutturali della destinazione antifortunistica". E come stanno le cose nella Zona Industriale di Bari-Modugno? Quale comunicazione e quale informazione vigono nelle varie aziende? E quale compatibilità di ordine puramente ubicativo esiste tra un insediamento industriale e l'altro? Sono domande, crediamo, che meritano risposte. E ci vuole serietà innanzitutto, una qualità che è quasi assente nella politica. Prova ne sia la lunga incubazione dell'accordo Governo - Parti sociali del 23 luglio 2007 sul Welfare e i pensionamenti. La speciale commissione Governo - Sindacati doveva concludere i lavori entro lo scorso settembre, ma non pare che il tavolo di concertazione si sia chiuso definitivamente; Gli scorsi 8-9-10 ottobre si è tenuta la consultazione e il voto segreto di lavoratori, pensionati, precari, cassintegrati, lavoratori in sospensione temporanea e in mobilità. Ma sono previste agitazioni sindacali per la fine di ottobre. E dire che le trattative, il 'tira e molla' si basa su 'briciole' di diritto sacrosanto come per esempio l'accesso al pensionamento con requisito anagrafico ridotto di 3 anni per i lavori particolarmente usuranti (lavori in galleria, in cassoni ad aria compressa, lavori ad alte temperature, lavori di asportazione dell'amianto), per i lavori considerati notturni, per i lavori a linea catena ed infine per i lavori di conduzione di mezzi pubblici pesanti.

Giuseppe De Liso

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