Ucciso dal freddo e dall'indifferenza
[ Pubblicato Mercoledì, 2 Gennaio 2008 - 9:38 ]Modugno - L'amico Basilio, l'uomo che ormai tutti i modugnesi hanno imparato a conoscere come la figura simbolo della lotta della città contro l'insediamento della centrale sul nostro territorio, la sera del 19 novembre scorso, mi fermò disperato pregandomi di dargli una mano: da giorni aveva scoperto che nei pressi dei binari delle ferrovie dello stato, sotto il cavalcavia, trovava rifugio un uomo che lì aveva attrezzato il suo giaciglio per la notte; invano, diceva, aveva provato a segnalare il fatto alle forze dell' ordine le quali si trinceravano dietro la "non competenza" ad agire e, pertanto, mi chiedeva di porre la questione all'attenzione pubblica.
Quella stessa sera, dopo essere andati sul posto, ed aver verificato lo stato di estrema precarietà del giaciglio, che comunque risultava in quel momento vuoto, preparai il pezzo, pubblicato all'indomani sul nostro portale.
Si trattava di una segnalazione-denuncia che voleva coinvolgere la città su di un episodio, di estremo disagio, che accadeva sotto gli occhi di tutti, in clima pre-natalizio, con tanti di noi impegnati a programmare le feste imminenti ed i gesti di solidarietà per le tante iniziative benefiche.
Quella segnalazione fu raccolta da qualche amministratore che mi rassicurò sul fatto che avrebbe interessato i dirigenti della ferrovia per risolvere la questione, dicendomi che comunque quell' uomo non si vedeva più in quel posto.
Lo stesso sindaco Rana assicura di essersi occupato della vicenda cercando di risollevare il giovane, anche con l'opportunità di un lavoro, nonchè di avergli assicurato sostegni economici dai servizi sociali; aiuti che però non hanno evitato che Michele Troso - oggi finalmente conosciamo il suo nome - ad appena 31 anni, morisse all' addiaccio, esattamente in quel misero giaciglio, dove aveva deciso di rifugiarsi dopo un matrimonio fallito alle spalle, la notte di capodanno mentre i nostri bicchieri tintillavano ai brindisi di rito; l'hanno trovato morto ieri mattina e non mi interessa sapere se per cause naturali o altro: è una responsabilità che ciascuno deve portarsi dentro per non aver fatto qualcosa di più e chissà, magari, salvare una vita umana.
Mi vergogno per non essere riuscito a fare quel qualcosa di più concreto per Michele ed oggi mi sento coinvolto da questa triste vicenda di cui tra qualche ora ci saremo tutti dimenticati.
Allora sento di dovere a Michele almeno una promessa: non brinderò pù� all'anno nuovo senza rivolgergli un pensiero. Il pensiero ad una vittima dell'indifferenza nell'anno 2007, la cui storia deve scuotere le nostre coscienze.
A meno che non si voglia continuare con i festival delle buone azioni di maniera e l'ipocrisia della magnanimità ad orologeria.
Pino Tedeschi


