Obbligati a far bene!
[ Pubblicato Venerdì, 26 Dicembre 2008 - 7:29 ]
Modugno – Piace a Italia dei Valori e Rifondazione Comunista il nuovo corso politico ufficializzato nel Consiglio comunale dello scorso venerdì 19 dicembre. Così, l'asse PD-UDC sottoscritto con un documento politico, si rafforza a sinistra, con l'entrata in Giunta di Ernesto Chiarantoni (PRC) ai Servizi Sociali, al posto di Giulia Veneziano e la Delega alle Periferie data dal Sindaco Rana, al Partito di Di Pietro.
Mario Carbone lascia il posto di Assessore alle Attività Produttive a Saverio Lacalamita(UDC); mentre Andrea Mercurio(UDC) sostituisce alle Finanze Marco Corriero. La carica di Vice Sindaco con delega alla Pubblica Istruzione e Cultura viene affidata all'ex Presidente del Consiglio Vito del Zotti(PD) che sostituisce l'amico-collega di partito Michele Trentadue.
Riconfermate le deleghe assessorili a: Fedele Pastore(PD) alle Politiche Ambientali, Angelantonio Cafagno(PD) al Personale e Polizia Municipale, Giuseppe Cozzi(PD) ai Lavori Pubblici e Vito Carlo Liberio(PD) all'Urbanistica e Protezione Civile.
L'accordo-quadro tra PD e UDC, al suo esordio incassa i primi risultati e mette fine alla crisi politica che si trascinava da più di un anno a Palazzo Santa Croce.
Ad un monocolore PD, sorretto dalle stampelle di due tecnici esterni, si sostituisce una maggioranza politica organica, e perciò autorevole e aperta ai contributi di altre forze politiche che condividono il nuovo percorso.
Per questo l'invito ai partiti formulato nel documento sottoscritto da PD e UDC, è stato (r)accolto e condiviso da Rifondazine Comunista e da Italia dei Valori, dapprima “critico” con l'amministrazione, e successivamente “possibilista”, dopo l'adesione di Clementini al Partito di Di Pietro. Né va esclusa la possibilità che altre forze politiche, a sinistra come al centro, seguano l'esempio.
Intanto il “Progetto per Modugno”, come lo ha enfaticamente definito Giuseppe Vasile(UDC) nel Consiglio Comunale del 19 dicembre 2008, fervido sostenitore di una viscerale modugnesità, diventa fine politico da perseguire e scommessa di una classe politica che pensa di risalire la china attraverso il riscatto di una comunità a cui va restituita dignità. E questo, sostengono gli ideatori del nuovo corso politico, può accadere solo se Modugno è ben rappresentata a livello regionale e nazionale.
Un fatto è certo. Il recupero di una parte importante dell'area moderata di centro, va considerato come un successo di questa amministrazione che si rafforza e rilancia un centro-sinistra in crisi un po' dappertutto.
Anche l'affidamento della Presidenza del Consiglio a Stella Sanseverino(FI-PDL), esponente di spicco della minoranza, eletta nel Consiglio Comunale di venerdì 19 dicembre, sfiorando (un solo astenuto) l'unanimità, si muove lungo questo solco. Affidare la Presidenza “a chi - si legge sempre nel documento PD-UDC -, pur se non distante ed alieno da queste finalità, potrà essere su una posizione critica che non impedisce, però, di esercitare una positiva dialettica costruttiva”.
Come dire: Modugno nel cuore per entrambi gli schieramenti ma ruoli distinti per una sana dialettica democratica.
Ma allora perchè questa impostazione ha faticato a passare in casa PD disturbando il sonno di chi ha pensato ad un caravanserraglio a Palazzo Santa Croce, se in passato è già accaduto?
La città, intanto come spesso accade, resta lontana. E' sullo sfondo della scena, quasi distratta, presa unicamente dalla sua quotidianità. Specialmente in questo momento difficile che il Paese attraversa. O forse, chissà, ha già compreso meglio di altri che i processi politici hanno bisogno di nuovi paradigmi per essere (ri)compresi. Ma il fine ultimo della politica resta lo stesso e cioè creare chance di vita al maggior numero di persone possibili. In linea di principio a tutta la società, anche se lo strumento per realizzarlo si chiama “Progetto per Modugno”.
Antonio Rivolta


