Comitato Direttivo monotematico su “La contrattazione dopo l’accordo separato e il riposizionamento sui luoghi di lavoro”.
[ Pubblicato Mercoledì, 13 Maggio 2009 - 10:58 ]Si è svolto oggi presso la sede regionale della Cgil un Direttivo Regionale monotematico dal titolo “la contrattazione dopo l’accordo separato e il riposizionamento sui luoghi di lavoro”.
Nella sua relazione introduttiva, il segretario regionale della Cgil Biagio Malorgio, conferma che “l’accordo separato siglato da Cisl e Uil indebolisce i lavoratori e rischia di rafforzare quanti credono che sia possibile risalire la china operando unicamente sulla leva del lavoro. Per la Cgil invece la strada maestra è quella del sostegno all’occupazione unito agli investimenti sull’innovazione”. Poi spiega che: “se tu riduci i diritti e comprimi i salari, anziché innovare e fare qualità, posizioni l’azienda all’indietro e la ripartenza sarà più difficile quando la crisi sarà alla spalle”. “Quindi - Conclude il sindacalista pugliese della Cgil - per lanciare una grande campagna sulla contrattazione di secondo livello è importante riposizionarsi sui luoghi di lavoro attraverso RSU, RSA, RLS, RLST, per avere un monitoraggio costante delle condizioni dei lavoratori e delle loro istanze.
“Tra le disuguaglianze che la crisi sta allargando tremendamente, spicca quella tra il Mezzogiorno e il Nord del Paese, che è per noi una ragione in più per ritenere che non ci può essere un governo della crisi senza delle politiche industriali credibili, che vuol dire avere una idea chiara di dove si orientano le scelte per il futuro ma anche sostegno e difesa dell’apparato produttivo esistente”. E’ quanto afferma nel suo intervento Susanna Camusso, segretaria confederale della Cgil, chiamata a concludere il Comitato Direttivo monotematico organizzato dalla Cgil Puglia
Secondo la responsabile nazionale delle Politiche dei Settori produttivi della Cgil “la critica al modello contrattuale e al sistema delle deroghe contenuto nell’accordo separato è strettamente connessa al divario tra Nord e Sud perché se si vuol ridurre questo divario bisogna avere una visione strategica: non si può continuare a immaginare un insediamento produttivo che agisca ancora sulla compressione del salario, sulla riduzione dei diritti e sulla competizione per costi”.
“È fondamentale pensare alla tutela del sistema nel suo complesso e non a quella delle singole imprese. Per cui - conclude Susanna Camusso - il problema fondamentale, in particolare in queste realtà, è intervenire efficacemente nelle contrattazioni sul territorio, nel distretto. È riuscire a costruire lì gli strumenti di partecipazione e di governo della crisi.


