Mercoledì con la Storia: con Vito Ricci in “Aspetti economici delle ‘domus’ templari pugliesi”
[ Pubblicato Domenica, 17 Maggio 2009 - 18:21 ]Bari - Mercoledì 20 maggio alle 17.30 presso l’Aula 18 al II piano del Dipartimento di Scienze storiche e sociali dell’Università degli Studi di Bari (Palazzo Ateneo II piano ingresso Via Nicolai), ci sarà il ventiduesimo incontro dei “Mercoledì con la Storia”, a cura del Centro di Studi Normanno-Svevi diretto da Raffaele Licinio, con l’autore Vito Ricci in “Aspetti economici delle ‘domus’ templari pugliesi”.
La Puglia, assieme alla Sicilia, fu il granaio della Terra Santa e, come afferma lo storico Hubert Houben, «senza risorse alimentari prodotte nel Mezzogiorno italiano le crociate sarebbero state difficili, se non impossibili».
Uno dei compiti costituenti dell’ordine monastico-cavalleresco dei Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Salomone (Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis), meglio noti come Templari, fondato in Terrasanta tra il 1118 e il 1120, fu proprio quello di sostenere e mantenere tutti quegli insediamenti finalizzati alla difesa ed al controllo dei territori conquistati dai Franchi a seguito delle spedizioni crociate. Il mantenimento di fortezze, castelli e casali fortificati, comprese le guarnigioni che li difendevano, assorbiva ingenti quantità di denaro. Per far fronte a queste spese, l'Ordine aveva creato in Occidente una rete di domus-preceptorie capaci di “produrre” quanto veniva “consumato” in Oriente. L’avanguardia templare era impegnata a combattere i Musulmani in Outremer, mentre altri confratelli operavano in Europa fondando domus, ricevendo donazioni e lasciti di beni fondiari, ottenendo benefici e privilegi da re e papi. Il tutto finalizzato a raccogliere risorse economiche per sostenere le case templari in Terra Santa e mantenere le posizioni conquistate. In breve tempo in Occidente l’Ordine riuscì a possedere un considerevole patrimonio fondiario, con relative rendite, e una serie di benefici che la Chiesa aveva loro concesso.
La Puglia fu una regione nella quale notevole era la presenza di insediamenti templari, tanto da provocare frequenti scontri e attriti con l’opera statale di re Federico II.
Durante l’incontro, Vito Ricci cercherà di rispondere alle seguenti domande: su cosa si basava l’economia templare? Cosa producevano? Di quali strutture produttive disponevano? Come era organizzato il lavoro nelle masserie? Quale fu l’influsso degli stanziamenti templari sull’economia della Puglia e del Mezzogiorno italiano? Quali i rapporti con le comunità locali? Si può affermare realmente che i Templari attuarono una politica colonialistica con i loro insediamenti? Quali furono i rapporti tra i Templari di Puglia e quelli di Terra Santa?
Vito Ricci è uno studioso del fenomeno templare nelle regioni meridionali ed è autore del libro “I Templari nella Puglia medievale” per le “Edizioni dal Sud”. Collabora con riviste e siti internet d’informazione storica come storiamedievale.net dove è autore di numeros i articoli sugli insediamenti rurali, costieri e templari in Puglia.
Appuntamento, dunque, da non perdere così come il successivo dibattito. Vito Ricci sarà disponibile a rispondere a domande o a semplici curiosità. Non mancate.


