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Editoriali

La libertà è responsabilità!

[ Pubblicato Venerdì, 29 Maggio 2009 - 17:46 ]

Nell’articolo pubblicato su Modugno.it “Casini a Bari: "l’Udc sarà determinante per il futuro governo della città di Bari e della Provincia", Anna Eraclea(?) scriveva al Direttore di Modugno.it: “Spero che non censuri anche questa volta il mio commento. Come Lei ben sa, il portale, dovrebbe "rispettare i principi fondamentali della libertà e della democrazia", dando a tutti,cittadini compresi, la possibilità di esprimere la propria opinione. Forse, in campagna elettorale, non tutti i partiti e non tutti i candidati sono soggetti a giudizi. Con osservanza, Anna Eracleo

Frettolosamente risposi, come si è soliti fare in un commento:
“Ciao Anna, forse hai atteso qualche giorno ma, come si dice, alla fine i tuoi commenti (TUTTI), sono stati pubblicati. Però è vero. Di questi tempi (periodo elettorale) sto censurando (a destra come a sinistra) e, lo dico, continuerò a farlo perchè a qualcuno, non è il tuo caso s'intende, pur di parlar male di Tizio o di Caio, o perchè avversario politico o perchè risentito per una richiesta non soddisfatta o chissà per cosa, trova sempre il modo per menar fendenti. Anche se nulla hanno a che vedere con il pezzo pubblicato. “

Ciò ha suscitato perplessità in Agostino Di Ciaula, che commentava a sua volta:
“Caro Raffaele, sulla censura non riesco proprio a transigere. Per quanto spiacevoli, volgari e fuori luogo siano i commenti, sono tristi i tempi in cui qualcuno deve sentirsi costretto a zittire altri. Non la ritengo una azione degna della tua preparazione culturale. Sono sicuro che l'obiettivo dei "fendenti", chiunque sia, possiede la capacità e l'intelligenza per farvi fronte, senza bisogno di alcuno scudo protettivo. Inoltre, considerata l'intelligenza dei lettori del tuo portale, se un intervento è di basso livello o offensivo ti assicuro che si censura da solo, come avviene anche per molti comportamenti sotto gli occhi di tutti. Non fratturiamo altre ossa ad una democrazia già malandata ! con stima, Agostino Di Ciaula.

Ho atteso qualche giorno (inutilmente) per raccogliere ulteriori contributi sul tema prima di intervenire ed estendere meglio il mio pensiero.

Caro Agostino, la libertà è soprattutto responsabilità. La libertà senza la responsabilità conduce inevitabilmente al nichilismo, ovvero assenza di valori e regole interiori (la legge dentro di noi) ed esteriori (le stelle sopra di noi). La libertà senza la responsabilità riporta l’uomo in uno stato di natura ed evoca paure hobbesiane (homo homini lupus). Ma proprio il passaggio da uno stato di natura ad uno stato civile implica la cessione di quote di libertà di tutti gli uomini nei confronti di un solo uomo o assemblea (il Leviatano), la legge, lo Stato, attraverso un patto d’unione tra uomini e di soggezione di tutti verso lo stesso uomo. Ecco quindi che la nuova libertà che la "modernità" ci offre, si configura come libertà civile e non naturale. Una libertà civile regolata da leggi e da uno Stato, il cui compito è quello di difendere gli individui ed assicurargli sicurezza e diritto alla vita, in virtù del “patto”.
Da sempre ho voluto ad ogni costo difendere principi di libertà e diritti di parola per tutti.
Pur di perseguire questo fine ho tollerato, tollerato e ancora tollerato. Lanciato appelli al dialogo, alla dialettica, al confronto, al rispetto reciproco, ad evitare ogni forma di offesa verbale o peggio ancora, fisica. Risultato? Scarso!
Si pretende il “diritto” di dire e di fare senza un corrispettivo “dovere” di rispettare, per non parlare poi del “diritto” dell’anonimo a voler vedere pubblicate le sue ingiurie, le sue offese.
La prima legge, caro Agostino, è che tutti devono rispettare la Legge.
Se così non fosse verrebbe meno la più elementare regola democratica su cui si basa uno Stato civile di diritto.
Ho reso disponibile a tutti (anche a coloro che pensano e scrivono che così non è) senza distinzione di sorta, uno strumento che potesse consentire di allargare spazi di democrazia, di confronto e di sana dialettica, ma ahimè, su questo, percepisco il fallimento di Modugno.it , ovvero, l’enorme distanza che separa la mia idea originaria dai risultati, che a me appaiono, deludenti. Un fallimento che devo ancora analizzare e capire fino in fondo. Capire dove ho sbagliato. Capire anche se è giusto, oltre che possibile, continuare. Modugno.it non è un destino da subire ma una scelta da fare.
Modugno.it ai più, sembra un fatto normale come è normale il volo degli aerei, com’è normale che l’uomo è nello spazio e che la ricerca scientifica si accinge a sconfiggere il male del secolo.
Tutto è semplicemente banale. Come tutte le cose conosciute.
Non è così. Non è banale il volo di un aereo, non è banale l’impegno dell’uomo proteso verso le sue aspirazioni universali di libertà e di felicità, non è banale la ricerca, non è banale l’ingegno, “attraverso il quale l’uomo s’india” (Fedone di Platone).
Così come, non è banale il progetto di Modugno.it. In esso c’è impegno, il sacrificio, la professionalità, l’investimento, il sonno perduto, ma soprattutto, la motivazione (Herbert Simon) di uno che ci ha creduto e che ha voluto tentare nuove forme di partecipazione e di compensazione del potere, allargando gli orizzonti democratici di un “paese” alla ricerca spasmodica di una modernità tutta ancora da (ri)scoprire e chissà, forse anche da (ri)pensare. Un “paese” che poteva e può fare di fare di più, molto di più. Ma questa è un’altra storia.
Forse nel sintetizzare, trattandosi di un commento, il termine “censura” ha dato adito ad interpretazioni difformi del mio pensiero. La censura, come principio regolatore non m’appartiene, non sono un nuovo Catone, semplicemente perché il mio passato e presente non può minimamente essere accostato a coloro che della censura, delle bugie, delle ideologie, e “del fine ultimo della storia” degli storicisti, e delle “verità assolute”, hanno fatto una scelta di vita..Il mio atteggiamento per definizione è plurale, libero e responsabile che crede in una “società aperta”. I miei modelli di riferimento sono depositati nei nuclei centrali del pensiero giusnaturalista liberal-democratico che prendono le mosse dall’intellettualità politico-sociale europea del ‘600. Sono le letture del Roussoeu, di Hobbes, Locke, Grozio e Mill, per arrivare a Popper, Sen e Dahrendorf.
Ma tornando a noi, caro Agostino, ti dico che, se la conseguenza di atteggiamenti e comportamenti irresponsabili ed insulsi fossero indirizzati unicamente alla mia persona e relegati quindi alla mia sfera personale, in un rapporto diretto tra colui che scrive ed il sottoscritto, non esiterei, come ho sempre fatto, a passarle, proprio perché condivido ciò che affermi.
Ma il “terzo” per definizione, deve esser fatto salvo. Per questo mi sono permesso e lo ripeto, continuerò a “censurare” (questa volta uso le virgolette per non essere “bacchettato”) coloro che per qualsiasi ragione offenderanno o non rispetteranno l’altrui pensiero e anche perché, stanco di collezionare querele per difendere principi di libertà, dati come perle in bocca ai porci.
Potrei continuare a parlarti e dirti che Popper, di cui non si può certo mettere in discussione il suo liberalismo politico-filosofico, si è dedicato negli ultimi anni di vita alla tutela dei bambini dalla cattiva educazione della televisione nei confronti dei minori. Eppure, caro Agostino, quel liberale invocò la censura della televisione nei confronti dei bimbi per preservarli da una cattiva educazione alla violenza. (La lezione di questo secolo – K. Popper pag. 35 – E. Marsilio). Certo si tratta di minori. E spingendomi oltre, per mera “arte” speculativa, aggiungo, che se c’è un caso, uno solo, in cui un principio viene messo in discussione, il mio razionalismo critico mi induce ad affermare in termini popperiani la falsificabilità di una teoria (politica o scientifica che sia) e quindi a non escludere a priori altri fenomeni che possono giustificarne la sua applicazione. Ma, anche questa, è un'altra storia.

Con stima e amicizia

Raffaele Paparella

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Commenti inviati

Troppe citazioni caro Raffaele, non riesco dato il caldo a leggere neppure il tuo lunghissimo e a volte noioso (scusa) articolo,(forse un pò di autocensura non avrebbe fatto male neppure all'esplicazione del tuo pensiero) credo proprio sia questo l'errore, troppe parole e pochi fatti, forse a te piace ma a gente come Agostino, che dimostra quotidianamente e da tempo con poche e ben pensate proprie parole i tanti fatti e fattacci, credo interessi confrontarsi più sul campo delle cose da fare che non sulle cose da dire soprattutto se dette da altri. con stima laura

Per Raffaele Paparella

Ogni qualvolta una teoria ti sembra essere l'unica possibile, prendilo come un segno che non hai capito né la teoria né il problema che si intendeva risolvere.

Secondo Karl Popper (uno dei suoi modelli di riferimento), filosofo-politico, difensore della democrazia e del liberalismo; non esiste scienza che possa produrre conclusioni definitive. Quindi, anche in ambito sociale e politico, la popolazione deve guardarsi bene da chi sostiene di possedere la "verità". Il passaggio da società "chiusa a società "aperta", che rende libere le facoltà critiche della persona, è avvenuto per gradi coinvolgendo molte generazioni; questo processo evolutivo ha fatto in modo che gli individui prendessero coscienza della loro impotanza nell'universo e del posto che vi occupano. Sempre secondo Popper, i nemici della società aperta sono anche coloro che partiti con intenti innovatori, ospitano strada facendo "notevoli contraddizioni". Neppure il "diritto", fattore fondamentale di una società giusta e libera, può allontanare la "servitù volontaria" in cui alcuni accettano la dipendenza dai potenti di turno. Per concludere, il problema non è analizzare il fallimento che separa la sua idea originaria dai risultati ottenuti,bensì capire con estrema onestà professionale e ideologica, il fine ultimo che si vuole dare ad un portale da Lei stesso creato.
Sempre con osservanza, Anna Eracleo (!)

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