Democrazia dimezzata senza l'approvazione di Statuto e Regolamenti
[ Pubblicato Martedì, 15 Settembre 2009 - 15:30 ]Modugno - Dopo la lettera del Presidente della Commissione Statuto, Lucrezia Catacchio che "stimola" ed "invita" il Consiglio Comunale, la Politica e l'Amministrazione ad approvare le modifiche statutarie ed i Regolamenti approntati dalla Commissione, riceviamo e pubblichiamo il "disagio per il ritardo nell'approvazione dei regolamenti applicativi" di Agostino Di Ciaula. Egli interviene sull'argomento, convinto che l'attivazione di percorsi partecipativi non possono che aggiungere valore alla politica ed ai processi democratici di una comunità.
"Ricordo perfettamente il programma elettorale del 2006 del Sindaco Rana, che dopo una premessa incentrata sull’importanza della cittadinanza attiva e della partecipazione, iniziava la descrizione degli obiettivi della sua futura amministrazione con questo: “E’ obiettivo prioritario della coalizione rendere operativo lo Statuto Comunale attraverso l’approvazione dei regolamenti, al fine di dare corso ad una pratica strutturata della costruzione delle decisioni che veda l’istituzione coinvolgere il maggior numero di cittadini, di attori sociali, culturali, economici, privilegiando le imprese a finalità etica (ambientale, sociale), le associazioni, i gruppi di cittadinanza attiva”.
Ricordo anche perfettamente, nel luglio 2006, una assemblea tra numerose associazioni di cittadinanza attiva modugnese, finalizzata ad accogliere l’invito del Sindaco Rana ad identificare tre rappresentanti della Società Civile da inserire in quella “Commissione Statuto e Regolamenti” che mai era riuscita, sin da quando lo Statuto del Comune di Modugno esiste, ad elaborare quei regolamenti applicativi a cui faceva cenno il programma elettorale del Sindaco. Il varo e l’approvazione di quei regolamenti avrebbe finalmente offerto ai modugnesi la possibilità di “contare” e di esprimere concretamente e fattivamente la propria voce nel panorama politico ed amministrativo modugnese.
In quell’assemblea regnava un grande entusiasmo per l’occasione offerta: per la prima volta dei semplici cittadini, non esponenti di partito, avrebbero lavorato all’interno di una commissione consiliare così importante per la vita politica della città.
Ricordo perfettamente i tre rappresentanti eletti e sono stato testimone indiretto, grazie ad uno di loro (l’indimenticato Alfonso Mariconda), dell’enorme lavoro svolto, tra mille difficoltà, negli anni successivi, riuscendo a portare a termine l’impegno preso e sottolineando, con questo, la loro differenza rispetto al passato ed a numerosi esponenti della politica tradizionale.
Quei cittadini hanno dimostrato che un altro modo di fare politica è possibile, se si è motivati da entusiasmo civile e da passione per la tutela della democrazia e del bene comune.
E’ per questo che ho letto con grande rammarico e delusione la lettera aperta inviata dalla Presidente della Commissione, Lucrezia Catacchio, all’amministrazione comunale di Modugno e, per conoscenza, ai partiti ed alle associazioni modugnesi.
Lei è una di quelle tre persone identificate in quell’ormai lontano luglio 2006. Una delle persone che ha partecipato a quell’entusiasmo carica di ottimismo ed alla quale va tutta la mia solidarietà.
È per questo per condivido il suo grido di dolore quando scrive: “All’enorme impegno profuso dalla Commissione non ha purtroppo fatto seguito, a tutt’oggi, una pari attenzione da parte dell’Amministrazione Comunale di Modugno. In qualità di Presidente della Commissione Statuto e Regolamenti intendo pertanto esprimere sincero rammarico per la scarsa considerazione del lavoro sinora svolto”.
È per questo che condivido in pieno la sua rabbia quando scrive: “La particolarità e la complessità dell’attuale momento politico locale non può in nessun modo giustificare l’assenza di riscontri da parte dell’Amministrazione, né posso sottrarmi al dovere di richiamare la Vostra attenzione sull’importanza di disporre di uno strumento efficace e moderno per il funzionamento stesso di quella democrazia partecipata a cui tutti voi certamente aspirate e che è stata frequente oggetto degli impegni presi pubblicamente da parte sia del Sindaco che di altri esponenti dell’attuale maggioranza”.
Non si chiede altro che di dare seguito agli impegni presi con la cittadinanza, impegni grazie ai quali questa amministrazione è stata eletta, e di portare in consiglio il lavoro svolto dalla commissione, fornendo finalmente alla città gli strumenti di partecipazione che le spettano DI DIRITTO.
È dunque da chiarire quale sia il vero interesse di questa amministrazione nei confronti della cittadinanza attiva e della partecipazione. Questo interesse, se c’è, deve essere dimostrato concretamente. Qui ed ora, senza esitazioni. Gli impegni presi con i cittadini vanno rispettati, senza discutere.
Approvare i regolamenti significherebbe rendere obbligatorio il confronto con la cittadinanza, che avrebbe la stessa dignità politico-amministrativa dei partiti. È forse questo a spaventare i nostri amministratori ed a giustificare un inammissibile ritardo, che assume sempre più l’aspetto dell’omissione?"
Agostino Di Ciaula


