La vera storia di Palese-Macchie dal 1900 al 1928
[ Pubblicato Venerdì, 4 Settembre 2009 - 9:58 ]
E’ vendita nelle edicole di Palese-Macchie il nuovo libro di Gianni Serena sulla storia della nostra località nel periodo di tempo che va dall’inizio del Novecento al 1928 quando da essere borgata di Modugno, Palese assieme a Macchie divenne frazione della Grande Bari di Araldo di Crollalanza.
Non si tratta di una vera e propria opera di storia, ma una ricostruzione minuziosa e puntuale delle vicende di Palese e Macchie attraverso la lettura dei giornali dell’epoca. La microstoria di due borgate, rispettivamente di Modugno e di Bari, si intreccia con la Storia con la S maiuscola, la storia dei grandi avvenimenti nazionali e internazionali che pure hanno un riflesso sulla vita dei due piccoli centri che l’autore pone bene in relazione, anche attraverso dei brevi interventi e commenti a margine in un contesto in genere quasi asettico. Tra le grandi vicende storiche pensiamo alla Prima guerra mondiale, alle guerre coloniali, all’avvento del fascismo. Gianni Serena fa parlare quelli che lo storico francese Marc Bloch definiva i muti della Storia, la gente comune nei suoi episodi quotidiani che allo storico di vecchio stampo non interessavano.
Gianni Serena non è uno storico, ma una persona da sempre impegnata per la cultura a Palese, Presidente del Gruppo Artistico Teatrale, autore di testi teatrali, poeta, attore, scrittore, esperto di dialetto, ma nel suo libro diventa annalista, la sua opera può essere definita a giusta ragione gli Annali palesini come avveniva nella tradizione latina di Tacito e medievale degli Annales Barenses riportando giorno per giorno gli avvenimenti accaduti, senza commentarli, se non marginalmente. È un’opera meritoria perché scava alle radici della storia di Palese-Macchie e fornisce le fonti per una futura analisi storica, sociale, politica ed economica di questa località.
Gli argomenti delle cronache dell’epoca sono assai vari, si va dalla cronaca nera a quella politica, da fatti più leggeri e ameni a quelli più seri e tragici. Emergono le figure dei palesini illustri: il dottor Sebastiano Renna, il cavalier Angelantonio Maiorano, solo per citarne alcuni, ma anche tanti nostri antenati finiti per un qualche motivo nelle cronache dell’epoca. S’incontrano anche i personaggi politici che tanto fecero per lo sviluppo di Palese e Macchie (acquedotto, luce elettrica, fermata della ferrovia) come il senatore Balenzano, l’onorevole Abbruzzese e l’onorevole Lembo.
Dalle pagine del libro di Serena emerge una comunità di Palese e Macchie molto impegnata sul versante della cittadinanza attiva (basti pensare alle sollecitazioni per ottenere la fermata ferroviaria) e della solidarietà (le 2 società di Mutuo soccorso che operavano e i tanti esempi riportati nel libro come la raccolta fondi per l’alluvione di Bari nel 1901 e tanti altri).
A conclusione voglio proporre un’osservazione che reputo interessante: leggendo il libro emerge come i problemi odierni di Palese affondino le loro radici nel passato. L’annosa questione dei passaggi a livello inizia nel lontano 1915, mentre la richiesta di staccarsi da Modugno e Bari per creare un comune autonomo risale al 1920. Sono problematiche ancora all’ordine del giorno nel 2009.
Sarebbe auspicabile che il libro di Gianni Serena trovi la più grande diffusione possibile tra le famiglie di Palese e Macchie, ma anche nelle scuole dei due quartieri.
Vito Ricci


