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Lavori irrigui e boschivi: le audizioni in seconda commissione

[ Pubblicato Martedì, 1 Dicembre 2009 - 7:30 ]

Sarà un organismo “terzo” a gestire il processo di stabilizzazione del personale impegnato nei lavori irrigui e boschivi. Lo ha detto l’assessore al personale Guglielmo Minervini, nel corso delle audizioni della seconda commissione con i sindacati e con i dirigenti delle aree di competenza.

L’incontro è stato sollecitato dai consiglieri Enzo Russo, Donato Pentassuglia, Carlo De Santis e Sergio Povia. Il primo ex assessore all’agricoltura e quindi protagonista dell’avvio delle trattative di stabilizzazione per i forestali, gli altri consiglieri invece, firmatari di una proposta di legge recante appunto, norme per la stabilizzazione dei precari (una iniziativa legislativa del 2006).
“Un incontro che ha chiarito molte ombre soprattutto sul concetto di stabilizzazione. – ha sottolineato Pentassuglia - che ha presieduto l’assemblea – poiché
molta confusione si è fatta su questa materia generando non poche tensioni, oltre ad aspettative sbagliate”.
“Il governo di centrosinistra – ha detto Minervini – ha posto fra le sue priorità la lotta alla precarietà. In questo caso specifico il percorso che abbiamo immaginato passa attraverso la costituzione di un ente strumentale, un’agenzia, una sorta di braccio operativo che ci consenta di governare il passaggio del personale”.
Gli obiettivi che questo “organismo” deve raggiungere sono: la risoluzione del problema sociale della precarietà, diminuendo la platea; da un punto di vista gestionale conservare l’efficacia e l’efficienza del servizio, anzi se è possibile miglioralo; l’alleggerimento delle funzioni gestionali che non possono essere in capo alla Regione, in quanto ente di programmazione.
Il dirigente del personale Pasquale Chieco è stato molto chiaro ed ha spiegato che per raggiungere il traguardo della stabilizzazione degli irrigui e dei forestali, non si può prescindere dal patto di stabilità che imballa in qualche modo il bilancio e dalla considerazione che la Regione non può farsi carico di assumere nei propri ruoli questo personale che in totale raggiunge quasi le ottocento unità. “Fra l’altro – ha detto - non rientra nei cosiddetti fabbisogni”.
Insomma gli operai devono continuare a svolgere le loro mansioni con un contratto di tipo privatistico con la pubblica amministrazione, rispettando le loro peculiarità. E Minervini aggiunge che “di questo abbiamo sempre parlato, altro non possiamo immaginare”.
Il messaggio ai sindacati è chiaro: la stabilizzazione è un percorso da realizzare attraverso un ente terzo rispetto alla Regione e il personale sarà gestito dal suddetto ente e continuerà a svolgere le mansioni che ha sempre svolto.
Per De Santis e Pentassuglia il percorso è condivisibile purché vengano rispettate le “promesse temporali”, quelle cioè di definire il tutto almeno dal punto di vista dell’impegno di spesa, nel bilancio di fine anno e successivamente passare alla istituzione di questo braccio operativo. E Russo aggiunge che “era indispensabile questa maggiore chiarezza sui processi da porre in essere”.
Per l’assessore all’agricoltura Dario Stefàno, il ruolo dell’agenzia è senza dubbio di valorizzazione delle professionalità e poi “tutto sta procedendo nel solco già tracciato fin dall’inizio della legislatura”.
I numeri di cui parliamo: per gli irrigui si tratta di 38 operai già in ruolo, più 84 a tempo indeterminato e 253 a tempo determinato; per i forestali, invece si tratta di 453 lavoratori. (pat.sga.)

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