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Legge elettorale: lettera aperta dei capigruppo del centrodestra al presidente Pepe

[ Pubblicato Mercoledì, 30 Dicembre 2009 - 15:25 ]

È firmata da Rocco Palese (Fi-Pdl), Roberto Ruocco (An-Pdl), Francesco Damone (La Puglia Prima di Tutto), Giammarco Surico (Misto), Luigi Loperfido (Dc–Indipendenti–Mpa) ed Enrico Santaniello (Mpa) la lettera aperta di sei capigruppo di minoranza al presidente del Consiglio regionale Pietro Pepe.

“Ormai da giorni – scrivono - assistiamo a continui tentativi di interferire dall’esterno sul ruolo, sulle prerogative e sulle funzioni legislative di stretta ed esclusiva competenza del Consiglio regionale, soprattutto in materia elettorale. Ci rivolgiamo a Lei, massimo garante delle regole, delle funzioni e delle potestà dell’Assemblea, affinchè intervenga a tutela di tali prerogative.
Abbiamo condiviso le Sue recenti dichiarazioni, nella tradizionale conferenza stampa di fine anno, con le quali ricordava come ‘sulle grandi scelte la Puglia si è ritrovata unita’ e anche per questo siamo certi che non Le sfuggirà la gravità di una situazione nella quale, in questi giorni, una piccola minoranza interna e, addirittura, esponenti di Istituzioni esterne al Consiglio regionale, cerchino di condizionare pesantemente la volontà del Consiglio regionale per arrivare ad una modifica della legge elettorale che, stante la situazione attuale, sarebbe finalizzata a tutelare un interesse particolare e non l’interesse generale dei pugliesi e su cui certamente non c’è una unità d’intenti all’interno dell’Aula.
Sappiamo che la Sua sensibilità istituzionale non nasce oggi che è presidente del Consiglio. Ricordiamo tutti, infatti, il Suo intervento, svolto il 18 gennaio 2005 (da capogruppo di un partito di opposizione) proprio in occasione della discussione sulla legge elettorale, allorquando sosteneva: “Quando si devono scrivere le regole è necessario il consenso anche – meglio direi soprattutto – della minoranza. Può sembrare strano ma è proprio così”. E, ancora: “L’inopportunità di sviluppare un dialogo a senso unico su una materia così delicata”e, infine, sperava che non “prevalesse nel nostro modo di fare politica la cultura della convenienza”.
Lei ricorderà anche che all’epoca, come maggioranza, avanzammo la legittima ipotesi di introdurre lo sbarramento del 4% fin dalle elezioni regionali del 2005 e fummo anche fisicamente aggrediti da chi era contrario. Per evitare di trasformare in scontro un dibattito fino a quel momento caratterizzato da confronto e collaborazione tra tutte le forze politiche, rinunciammo a quella ipotesi tanto che, infine, Statuto e legge elettorale, furono approvati all’unanimità.
E’ sotto gli occhi di tutti che oggi, una eventuale modifica a quella Legge non potrebbe mai avvenire nelle medesime condizioni di unanime consenso e avverrebbe, anzi, nelle condizioni opposte.
Avendole più volte riconosciuto, anche pubblicamente, di aver svolto il Suo ruolo di presidente del Consiglio all’insegna della correttezza istituzionale, siamo certi che non consentirà a nessuno di buttare una seppur minima ombra sull’esperienza positiva di questi 5 anni.
Pur confidando nel Suo autorevole intervento affinchè cessi ogni tentativo di condizionamento e di baratto del ruolo e della funzione del Consiglio regionale, Le preannunciamo comunque che a tutela dei cittadini pugliesi e della democrazia interna al Consiglio, qualora si dovesse arrivare a discutere di tale inopportuna modifica e a tentarne l’approvazione a colpi di maggioranza, ci troveremo costretti a presentare migliaia di emendamenti ed utilizzeremo tutti gli strumenti previsti dal Regolamento (di cui Lei è garante) per impedire con ogni mezzo qualsiasi colpo di mano”.

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