Adoc Puglia: poco trasparenti i saldi invernali 2010
[ Pubblicato Martedì, 5 Gennaio 2010 - 19:39 ]“C’è stata meno trasparenza del solito nell’imminenza dei saldi invernali 2010”.
Lo evidenzia l’Associazione dei Consumatori Adoc che, nel tardo pomeriggio del 4 gennaio, ha monitorato un campione di 108 negozi tra i quartieri di Carrassi, San Pasquale, Picone ed il “salotto” della città di Bari, registrando come un 18,4% dei negozi non esponevano nessun prezzo sulla merce esposta e che il 18,6% indicava “vetrina in allestimento”. Mentre, un altro 2,5% proponeva promozioni e che il 13% aveva già allestito le vetrine “a saldo”.
“Con questa sostanziale situazione – dichiarano dalla sede dell’ Adoc Puglia – diventa sempre più difficile fare un confronto tra i prezzi praticati nei mesi o nei giorni scorsi e quelli riportati oggi ad inizio dei saldi. E, a dire il vero, qualche perplessità, dubbio o disorientamento lo avvertono anche i consumatori”.
Sostanzialmente, si può dire che solo il 47,5% ha permesso una valutazione del prezzo originario e quello scontato nella percentuale stabilita.
Per l’Adoc poi, “è singolare l’atteggiamento degli esercizi commerciali, pochi in verità e appartenenti a multinazionali, che nella giornata odierna, dell’avvio dei saldi, hanno oscurato le vetrine non permettendo al pubblico di osservare nessun capo di abbigliamento o di calzature presente in vetrina il giorno prima”.
Anche in questo caso la trasparenza si è dimostrata non essere di casa. Al pari di altri esercizi, anche questi in una piccola percentuale, che hanno cambiato la merce esposta il giorno precedente, creando sbandamento e confusione a chi, magari, aveva adocchiato un prodotto che intendeva acquistare; almeno, potenzialmente.
Non sono passate inosservate anche alcune vetrine “trabocchetto”. Alcuni casi in cui non si è mantenuto lo stesso prezzo del giorno precedente aumentando e cancellando il prezzo originario che tale non era in esposizione.
Alla sede regionale dell’Adoc non sono mancate le telefonate di alcuni consumatori che chiedevano certezze sul cambio della merce acquistata anche perché in un paio di casi il commerciante aveva annunciato loro di non accondiscendere a questa normale richiesta: vuoi perché “è merce a saldo”, vuoi perché …“a quel prezzo, cosa può pretendere…”.
L’associazione consiglia di diffidare dei negozi che, sostanzialmente, rifiutano il cambio della merce che può essere sostituita presentando la prova d’acquisto, ovvero lo scontrino.


