Lama Balice, un parco solo sulla carta
[ Pubblicato Venerdì, 19 Febbraio 2010 - 7:27 ]
Salviamo Lama Balice dal disastro ambientale prima che sia troppo tardi.Il grido d’allarme è di tanti cittadini, di Palese soprattutto, che hanno a cuore le sorti di questo polmone di verde minacciato da persone incivili che vi riversano ogni sorta di rifiuto. Tutto questo accade mentre si discute si organizzano convegni.,si trovano accordi sulla gestione amministrativa dell’Ente Parco.
Il parco naturale regionale istituito con D.p.g.r. n.352 il 14 luglio 1992, e poi con legge regionale nel LEGGE REGIONALE 5 GIUGNO 2007, N. 15 avrà la sua sede nell'istituto Maria Cristina di Savoia a Bitonto. Tante le figure previste nel consiglio di amministrazione dal presidente al direttore del parco fino al comitato tecnico di gestione. Le risorse finanziarie di questo neonato parco urbano sono le quote di partecipazione di ogni ente firmatario dell'accordo i comuni di Bari e Bitonto e la provincia di Bari, 50mila euro, più eventuali contributi erogati da privati e i finanziamenti comunitari, statali, regionali e provinciali. Il parco di Lama Balice è stato formalmente affidato da parte della Regione in gestione, per una durata complessiva di 10 anni, al Comune di Bari, a quello di Bitonto e alla Provincia di Bari. Si tratta circa 125 ettari di area verde che si estendono per un lungo tratto fino al confine della Prima Circoscrizione con Fesca e San Girolamo I palesini chiamano tutt'ora la parte più consistente della lama che attraversa il suo territorio "abbasc a l sirr" e ci sono molto affezionati. Oggi purtroppo godersi il verde, fare pasquetta come una volta come pure raccogliere asparagi non è consigliabile, l’aerea del Parco è disseminata di rifiuti, non c’è garanzia di salubrità, non esistono i percorsi e le aree destinate alla gente come previsto e – fanno notare i cittadini - di fatto, chi entra lo fa solo per danneggiare gli alberi appiccando il fuoco come accade d'estate o abbandonare copertoni e rifiuti vari. Il Comune di Bitonto diversamente dal Comune di Bari ha mostrato una maggiore sensibilità nei riguardi del parco per la zona di competenza. Sono state fatte delle rilevazioni e si è accertato che sono presenti le popolazioni di alcune specie di assoluto valore internazionale. Risultano rilevanti le popolazioni della Calandra (Melanocorypha calandra), della Calandrella (Calandrella brachydactyla), del Calandro (Anthus campestris), della Monachella (Oenanthe ispanica) e del piccolo rapace il Grillaio, (Falco naumanni), specie rare tutelate dalle direttiva comunitaria «Uccelli». Così come sono di assoluto valore gli aggrottamenti sui costoni a ridosso del centro antico e sulle anse del Balice; si pensi alla grotta Pescara del Corvo o di Chiancariello, alle grotte del Romito e di San Lorenzo, abitate da eremiti nell'Alto Medioevo, alla Grotta dello Sparafuoco, alle Grotte di Sant'Angelo.Cosa ha fatto il Comune di Bari per la parte di competenza? Nulla o quasi nulla - dichiarano i cittadini - visto che trascura anche quel gioiello architettonico incastonato nella Lama, Villa Frammarino chiusa praticamente al grande pubblico con grandi sale multimediali e biblioteche praticamente vuote ed in disuso.Ad onore del vero il Comune di Bari si è interessato di indire una gara per Lama Balice per l’acquisto di di un'autobotte, attrezzature e macchinari agricoli, un fuoristrada per un totale di ben duecentomila euro senza specificare i motivi di tale spesa. Ma la Multiservizi a che serve? - si chiedono i cittadini - perché andare a sprecare risorse economiche quando personale e mezzi, attraverso la municipalizzata esistono già?
"Preso atto di tutto questo gli abitanti della prima e seconda circoscrizione nel cui territorio il Parco ricade, ma tutti i cittadini, si chiedono quando potranno gustare la bellezza di questo luogo naturale così decantato nei vari documenti ufficiali e guide turistiche? Nella realtà odierna è abbandonato e somiglia sempre più ad una discarica . Sul terreno si trovano elettrodomestici, sanitari e oggetti vari come copertoni anche sul solco dell'antico fiume Tiflis che attraversava la Lama. Mancava all’appello ed è subito apparso anche l’amianto. Poi la vegetazione in molti punti è secca e in altri è stata bruciata dalle fiamme di roghi che potrebbero essere stati dolosi. Alberi bruciati, lamiere arrugginite e rifiuti di ogni genere completano il quadro. Per accorgersene basta percorrere la vecchia strada per Modugno che attraversa la Lama. Per tutto questo si chiede che il Parco sia davvero tutelato e protetto e diventi un'area davvero fruibile per i cittadini. Meno burocrazia e più concretezza, questo in sostanza il pensiero di tutti.
Gaetano Macina


