Le dichiarazioni programmatiche del presidente Vendola
[ Pubblicato Martedì, 15 Giugno 2010 - 13:42 ]“Una sfida importante”
“Siamo chiamati a compiti straordinariamente impegnativi, in una fase della storia così ricca di cesure e di accelerazioni, in un cambio di passo così vorticoso che è difficile definire cosa sia contemporaneo e cosa già usurato ed anacronistico”, così esordisce il presidente Vendola nella lettura in aula consiliare delle dichiarazioni programmatiche: sessantatre pagine fitte, un intervento di due ore circa.
“Siamo in un cambio d’epoca che equivale ad un dopoguerra, la globalizzazione ha dissipato buona parte delle proprie promesse e dei propri incantamenti, i popoli e le comunità territoriali fanno i conti con paure persino ancestrali e talvolta con modernissime psicosi: come se l’integrazione dei mercati avesse prodotto un effetto sismico sull’integrazione dei tessuti connettivi dei nostri consorzi umani. Siamo in un mappamondo nuovo e minaccioso dove la scorciatoia per non affogare sembra il riparo nelle “piccole patrie”, nei leghismi, nell’identità auto-referenziale ed escludente, nell’esodo
veloce e incattivito da qualsivoglia idea di solidarietà, di “civitas” allargata e plurale, persino dalla modernità dello Stato di diritto troppo spesso ferita dal regresso allo “ius loci”, cioè al medioevo dei diritti della stirpe e della tribù, della terra e del sangue”.
“Siamo dentro una svolta e non sappiamo quale sia il tragitto né quale sia la meta di un movimento planetario che ci travolge. Dobbiamo, ciascuno con le sue proprie forze, provare a far valere un orientamento etico, a mettere a fuoco un punto di riferimento, un ideale irrinunciabile, un comandamento: per me si tratta di segnare come prescrittiva – in questa oscura transizione – una certa idea della dignità umana, collocare la persona (ciascuna persona) in un possibile cammino di senso e di salvezza. Ma anche preservare e custodire le cose più importanti del passato, i racconti e i valori che ci portiamo dalla temperie del Novecento, perché questo ignoto futuro non ci appaia come una caduta e un buco nero. Ci sono parole che premono alla porta della nostra politica, di tutta la nostra politica, perché sono andate smarrite, si sono confuse, ci chiedono di riorganizzare i codici della comunicazione sociale”.
“Lavoro, sviluppo, democrazia, natura, famiglia, vita: c’è come un cono d’ombra che risucchia i vecchi vocabolari e rischia di renderci incomprensibili, anche quando urliamo nella contesa pubblica rischiamo di diventare un rumore di fondo, come la colonna sonora della nuova Babele. Dobbiamo guardare alla Puglia con l’inquietudine del momento ma anche con l’amore necessario per organizzare non un gioco di semplice difesa, ma una strategia d’attacco”.
“Difendersi non basta, può addirittura provocare errori. Occorre, oggi più che mai, dotarsi di una visione, darsi un pensiero lungo, articolarlo nel suo dettaglio operativo, ma soprattutto provare a dire cosa si vuole essere e come si vuole essere nel mondo che sta nascendo”.
La crisi e la recessione incontrano in Italia, più che in qualsiasi altra parte del mondo, una risposta organicamente recessiva. Se dovessi porre qualche domanda ai miei interlocutori di Palazzo Chigi, e con assoluto rispetto, chiederei: dove sarà la crescita? Dove sarà l’industria? dove sarà il Mezzogiorno? Sono domande che possono nascere polemiche e propagandistiche e avere risposte
polemiche e propagandistiche. Ma le questioni, scesi tutti noi dal ring della politica, restano, radicali e persino dolorose”.
“Ma non c’è ovviamente contesto, per quanto duro e nemico, che ci possa spingere all’inazione. Al contrario. Dobbiamo fino in fondo progettare la Puglia che lavora, che libera la crescita, che impara a camminare sulle proprie gambe e ad assumersi le proprie responsabilità, che rafforza i propri talenti”.
“Lo sviluppo economico regionale”
“La crisi (a settembre del 2008) ha colto la Puglia in un momento di espansione della sua economia. Tre anni di PIL superiore alla media nazionale. L’aumento dell’occupazione più significativo di tutto il Mezzogiorno. Finalmente, il risveglio dell’export. Per questo l’impatto della recessione in Puglia ha assunto toni gravi e preoccupati. Ma il ragionamento consente di combattere la disillusione. La Puglia negli anni 2006-2008 non è solo cresciuta, ha definito con una chiarezza fino
ad allora ignota le linee del proprio sviluppo economico. Ha preso le sue antiche debolezze, una fra tutte, la frammentazione del proprio sistema di impresa, e senza negare le proprie inclinazioni (la piccola manifattura, l’artigianato, il commercio) ha spinto gli attori dell’economia a pensarsi come un insieme. Il superamento della disputa stucchevole tra ‘piccolo’ e ‘grande’ si è definito nel disegno di nuove aggregazioni”.
“I Distretti Produttivi. Una nuova stagione di democrazia economica, che, però, richiede a tutti di ripensare il rapporto tra sistema d’impresa e pubblici poteri. Esso deve abbandonare ogni logica di scambio e deve invece fondarsi sulla costruzione del futuro. Il luogo comune del ‘superamento degli incentivi a pioggia’ per essere un punto di programma richiede di assumere scelte. Ma le scelte, per essere nell’interesse pubblico, devono fondarsi su processi trasparenti e su una strategia condivisa. Abbiamo posto le basi di questi processi selettivi. Ci aspettiamo che il sistema d’impresa sia pronto a discutere di prospettive strategiche con lo sguardo lungo verso la Puglia che uscirà dalla crisi. La Regione non si limiterà a approvare burocraticamente i Programmi di Sviluppo dei Distretti, ma verificherà che quei programmi siano in grado di orientare la direzione dello sviluppo. Il ruolo del Sindacato, come attento interprete dei processi economici a difesa dei lavoratori, sarà centrale e non potrà essere marginalizzato”.
“La crisi, con i suoi numeri sorprendenti, e la cifra recessiva nelle risposte del Governo nazionale, incombono e richiedono tempi rapidi di reazione. Noi, anche andando contro questa imprevista corrente neoliberista, dobbiamo continuare ad impegnarci nella Manovra anticiclica, con il sostegno alla domanda interna, dando struttura agli elementi sistemici di conversione ecologica delle produzioni, assumendo la strategicità del lavoro giovanile e femminile, dando risposte anche emergenziali ma dotate di una chiara prospettiva di crescita. Continueremo ad accompagnare i processi di aggregazione delle imprese in settori e filiere, secondo la feconda intuizione dei Distretti Produttivi. Si tratta di confermare il sostegno alle imprese che investono in innovazione, energie rinnovabili e qualità ambientale e garantiscono buona e stabile occupazione. Si tratta di sostenere lo start up di nuove imprese, nell’ambito anche dell’economia dei beni creativi e immateriali. Più prosaicamente, perché questa è l’urgenza di oggi, pensiamo alla realizzazionedi un piano per sostenere l’economia territoriale”.
“Provo a usare uno slogan, ma penso ad un progetto concreto: 100 cantieri in 100 giorni. E cioè 100 opere pubbliche cantierizzate prima della fine dell’anno. 100 opere di piccola dimensione in 100 comuni, ossigeno immediato per la nostra economia. Abbiamo ovviamente la partenza anche di grandi cantieri che possono farci respirare”.
“Miglioriamo la rete portuale e infrastrutturale”
“Entro settembre 2010 sarà avviata una nuova programmazione degli interventi sulla viabilità regionale. Uno snodo decisivo è la definizione del piano regionale della portualità turistica quale quadro di coordinamento per la programmazione degli interventi di realizzazione, ristrutturazione e riqualificazione dei porti e degli approdi marittimi. L’obiettivo è quello di migliorare e potenziare il sistema regionale della portualità turistica, rafforzare la rete delle infrastrutture a servizio del diportismo nautico”.
“Indispensabile lo snellimento della burocrazia”
“La crescita è anche questione di libertà dalle prigioni burocratiche, e dunque centrale è la semplificazione del rapporto tra Pubblica Amministrazione e cittadini. Occorre semplificare le procedure amministrative per accedere alle attività economiche, occorre costruire l’accordo con i Comuni per lo sviluppo dello Sportello Unico delle Attività Produttive. Occorre diffondere l’utilizzo dei servizi web tra PA e Imprese”.
“Recupero dell’agricoltura come architrave della nostra economia”
“L’agricoltura può, deve, tornare ad essere l’architrave del nostro sistema economico e sociale, deve continuare ad essere quella chiave di volta su cui sono stati costruiti millenni di rapporti economici, sociali e culturali; deve riappropriarsi della sua naturale capacità di disegnare il paesaggio rurale e
di tutelare un intero eco-sistema, che mai come oggi necessita di sentinelle vigili ed attente”.
“Questo Governo regionale, a conclusione del percorso di condivisione già avviato con organizzazioni agricole ed associazioni del settore, presenterà un disegno di legge a sostegno del comparto zootecnico che guardi alla valorizzazione del patrimonio genetico del bestiame, al rispetto della salute umana e al miglioramento delle condizioni economiche aziendali”.
Diviene prioritario portare a compimento il disegno di legge in materia di Bonifica integrale
e di Riordino dei Consorzi di Bonifica, quali strumenti strategici per l’agricoltura e per la difesa del territorio”.
“La sfida ambientale”
“Consentire la piena attuazione del Piano Regionale della Qualità dell’Aria al fine di migliorare la vivibilità delle zone individuate come a maggior pressione ambientale. Dare piena attuazione alla Legge Regionale Rischio Incidenti Rilevanti con finalità strategiche di prevenzione”.
Si apre oggi una fase diversa, nella quale obiettivo prioritario deve essere quello di passare dalla salvaguardia alla pianificazione di forme di tutela e valorizzazione che consentano alle aree protette della regione di divenire laboratori nei quali sperimentare un nuovo modello di sviluppo basato sull’uso sostenibile delle risorse locali, che coniughi in modo virtuoso occupazione, dotazione di infrastrutture e servizi e tutela del territorio e dell’ambiente. Il completamento, ormai in fase di conclusione, della rete impiantistica di trattamento dei rifiuti sul territorio pugliese e l’impulso alla crescita dei livelli delle raccolte differenziate in Puglia negli ultimi 5 anni, costituisce la risposta del territorio alle numerose iniziative che sono state condotte per avviare il programma di profonda trasformazione del sistema complessivo di gestione dei rifiuti”.
“Nei prossimi 5 anni nuovi e più ambiziosi obiettivi dovranno essere raggiunti per migliorare la qualità dell’ambiente e della vita dei cittadini, promuovendo al contempo la crescita di un tessuto di imprese che sapranno fare dell’economia verde un elemento centrale dello sviluppo economico pugliese”.
“La bonifica dei siti inquinati”
“La Programmazione PO 2007-2013 consentirà di mettere in campo, nei prossimi 5 anni, circa 64 milioni di euro per la caratterizzazione e la bonifica dei siti inquinati regionali.
Tre dei quattro Siti di Interesse Nazionale sono ubicati nelle grandi aree industriali di Manfredonia, Brindisi e Taranto, cui si è poi aggiunto il sito dell’azienda Fibronit che produceva amianto nel cuore della città di Bari. dei sedimenti marini. Per raggiungere il duplice obiettivo di una corretta politica delle entrate e di una concreta tutela del territorio si dovrà implementare l’attività del controllo sul territorio volta alla individuazione di discariche abusive e di depositi incontrollati di rifiuti per la corretta applicazione della cosiddetta eco-tassa in ossequio al principio del “chi inquina paga” di matrice comunitaria”.
“La Puglia, l’energia e il no al nucleare”
“Nell’ultimo quinquennio la Regione Puglia è diventata la prima regione in Italia per produzione di energia elettrica da fonti eoliche e solari. È stata la prima regione in Italia a dotarsi di un piano energetico ambientale regionale e di un sistema di regole che ha favorito lo sviluppo delle fonti alternative. Abbiamo attratto investimenti che ci aiutavano a immaginare nel rinnovabile una scelta industriale organica e matura, anche per poter inibire altre scelte che consideriamo indesiderate e sbagliate”.
“La Regione ribadisce il proprio no allo sviluppo di impianti di produzione di energia da fonte nucleare e lo sfruttamento degli idrocarburi al largo delle coste pugliesi che impattano in modo significativo con le attività presenti (turismo e pesca)”.
“Paesaggio e territorio”
“La “certezza” del vincolo, la conoscenza e rappresentazione delle peculiarità dei paesaggi regionali, l’integrazione paesaggistica delle politiche agricole in una prospettiva multifunzionale, la tensione verso la riqualificazione dei paesaggi degradati della periferia, della campagna e della costa, la partecipazione degli abitanti alla costruzione del piano ecc. sono fondamentali da un lato per garantire la trasparenza e certezza dei diritti/doveri sui beni paesaggistici vincolati e ridurre il contenzioso che ha segnato l’attuazione del vigente PUTT/P, dall’altro per elevare la qualità del territorio regionale per il benessere degli abitanti e l’attrattività turistica” .
“Le politiche abitative”
“Per le politiche abitative si dovrà approvare il secondo Piano Casa Regionale. La centralità del diritto alla casa nelle politiche della Giunta Vendola”
“Credo che nessuno, neppure per ragioni di mera polemica politica, possa negare la rivoluzione che ha cambiato radicalmente il volto degli Iacp, un tempo luogo emblematico del malaffare e talvolta della malavita. Ripristinata la missione sociale e la capacità gestionale degli enti di edilizia residenziale pubblica, con uno straordinario recupero di efficacia, trasparenza ed efficienza con l’approvazione della carta dei servizi, la drastica riduzione del debito, la soluzione delle situazioni di morosità e contenzioso incancrenite da decine di anni con l’AQP, il completamento di programmi, cantieri bloccati e opere incompiute da parte di tutti gli enti, si può realizzare una riforma degli enti che non richiede esborso di milioni di euro da parte della Regione e non è destinata a rimanere sulla carta”.
La Puglia per la casa
Per le politiche abitative si dovrà approvare il secondo Piano Casa regionale. Grazie ai Pirp la Regione dovrà recuperare piena capacità di indirizzo per la costruzione di alloggi in affitto a canone ridotto. Sarà importante costituire un fondo immobiliare per l’abitare sociale, destinato a promuovere la costruzione di alloggi a basso costo. La Regione continuerà la sua politica di sostegno all’affitto continuando a compensare la riduzione dei fondi statali con fondi regionali. Si dovrà, inoltre, portare a termine la rivoluzione che ha cambiato radicalmente il volto degli Iacp, un tempo luogo emblematico del malaffare, ed ora modello di trasparenza ed efficienza grazie anche alla drastica riduzione del debito, fino alla loro trasformazione in organismi più agili e funzionali.
La Puglia delle reti e della mobilità
La Regione Puglia dovrà garantire il diritto alla mobilità esterna ed interna, l’accessibilità e l’interconnessione tra i diversi sistemi trasportistici. Abbiamo affrontato la sfida delle infrastrutture strategiche, investendo sull’ammodernamento delle reti e dei vettori.
Ora ci attende un altro strategico obiettivo: la transizione graduale dal dominio dell’auto alla mobilità sostenibile. La realizzazione, cioè, di un unico sistema regionale del trasporto pubblico: i cittadini potranno fruire di tutti i servizi regionali con un unico biglietto. Particolare attenzione anche alla mobilità lenta, con il treno storico come vettore di un altro turismo possibile. Porti e aeroporti, inoltre, dovranno agire come un unico sistema integrato per collocare la Puglia all’interno dei grandi flussi internazionali.
La Puglia è un viaggio
Gli eccellenti risultati raggiunti dal turismo pugliese necessitano di superare il modello delle APT e lo sviluppo delle attività di comunicazione. Sarà importante destagionalizzare, diversificare e internazionalizzare. Dovremo allargare il raggio di promozione del sistema turistico regionale con azioni di sensibilizzazione e la realizzazione di eventi di natura culturale, artistica, sportiva e dello spettacolo. Amplieremo l’offerta di strumenti finanziari innovativi per il sistema imprenditoriale turistico, ma consolideremo anche la crescita del sistema produttivo, attraverso iniziative a sostegno di strategie di sviluppo regionale o locale. Ci impegneremo anche nella costruzione di cantieri per la riqualificazione, l’adeguamento e l’elevazione dei livelli dei servizi erogati dal settore, oltre che offrire infrastrutture e strutture che migliorino la fruibilità delle risorse turistiche (viabilità, segnaletica, illuminazione, arredo urbano).
La puglia euro-mediterranea
Obiettivo fondamentale dei prossimi cinque anni di governo sarà irrobustire e qualificare ulteriormente i sistemi di cooperazione territoriale, integrando le attività nell’area balcanica con quelle in area mediterranea. Ad oggi la Puglia è in relazioni di cooperazione con 37 Paesi esteri, nei Balcani, Mar Nero, Medio-Oriente, Sponda Sud del Mediterraneo, lavorando di concerto con Università e centri di ricerca, Enti locali ed imprese, Ong e Banca mondiale.
La Puglia salva l’acqua
Nel Piano di Tutela delle acque, approvato da questo Consiglio regionale nell’ottobre 2009, si è deciso di applicare la direttiva 200/60/CE. Dal punto di vista infrastrutturale la Regione è impegnata in interventi inerenti l’intero ciclo integrato dell’acqua inteso non solo come utilizzo di una risorsa, ma anche come restituzione di una risorsa all’ambiente (scarico o riutilizzo). Pertanto, in particolare, La Regione dovrà attivare politiche di sostegno finalizzate alla promozione ed attuazione del riutilizzo delle acque reflue per migliorare l’equilibrio idrico ed apportare vantaggi in termini di risparmio. Particolare attenzione sarà dedicata all’informazione al corretto uso della risorsa.
La Puglia e i lavori pubblici
Oltre alla nuova sede di assessorati e Consiglio regionale (completamento dei lavori previsto rispettivamente per il 2011 e il 2012), entro settembre potrà essere avviata una nuova programmazione degli interventi sulla viabilità regionale. Urgente, inoltre, provvedere subito all’aggiornamento ed all’adeguamento della legislazione regionale in materia di contratti ed appalti pubblici.
La Puglia semplificata
L’assessorato alle Opere Pubbliche si impegnerà ad utilizzare tutti gli strumenti di semplificazione ed accelerazione amministrativa previsti dalla legge.
Protezione Civile
Accentramento degli Uffici e riordino legislativo della materia le priorità in quest’ambito. Inoltre si realizzerà la rete radio regionale, finalizzata a garantire le comunicazioni di emergenza, e la Sala Operativa Integrata.
Difesa del suolo
Salvaguardare il territorio attraverso la programmazione e la gestione di interventi finalizzati alla mitigazione dei rischi naturali, contrastando il degrado delle coste e la loro erosione. L’obiettivo è quello di perseguire una strategia complessiva finalizzata all’adozione di molteplici interventi sia in direzione della salvaguardia e del risanamento, che di riqualificazione e messa in sicurezza del territorio.
Risorse Idriche
Nel corso del quinquennio termineremo la programmazione operativa e l’integrazione dell’analisi socio economica.
Nel quadro delle iniziative volte a ridurre il rischio di siccità e a rafforzare il sistema idrico pugliese, la Regione ribadisce la necessità di dare immediata attuazione alla cantierizzazione delle opere per la realizzazione della Diga di Piano dei Limiti. Infine, si impegnerà per l’attuazione del cosiddetto “federalismo demaniale” e per attivare l’Osservatorio regionale delle coste.
La Puglia delle donne
Una authority di genere a supporto dei processi di programmazione, decisione e valutazione delle politiche di parità della Giunta. È la proposta che deve passare anche attraverso il ripensamento degli organismi di parità esistenti. Occorre contrastare la crescente femminilizzazione della povertà, con strumenti di sostegno all’occupazione femminile, accesso al credito e formazione, per favorire l’indipendenza economica e la libertà di scelta delle donne. Bisogna anche intervenire sui modelli lavorativi per garantire la conciliazione vita-lavoro, priorità della legge regionale approvata simbolicamente in Puglia l’8 marzo 2007, dalla quale hanno preso spunto altre regioni, come la Liguria e la Toscana.
Da invertire la tendenza rilevata dall’Istat nel 2005: il divario donne-uomini impressionante, le discriminazioni per gravidanze o familiari da accudire, quelle di carriera, di posizione, di retribuzione. La Puglia è agli ultimi posti in Italia per occupazione femminile: 26,8% di occupate (62,5% gli uomini) contro il 45,3% nazionale. Da vertice, invece, il tasso di disoccupazione femminile: secondo solo alla Sicilia: 20,9%, quello maschile è al 10,1%.
Numerose le azioni intraprese: l’istituzione dell’ufficio Garante di Genere (marzo 2007) e del Centro risorse regionale per le donne, l’approvazione delle linee guida per i patti sociali di genere, del regolamento regionale per i piani territoriali degli orari e degli spazi (conciliazione vita lavoro, 2008) e di quello per la realizzazione dei piani dei tempi (2009).
Approvato anche il programma di interventi per misure economiche di sostegno alla genitorialità, con prime doti per nuovi nati, voucher per l’accesso a servizi e risorse ad integrazione del reddito per la flessibilità del lavoro delle occupate in maternità o assenti per cura.
Il progetto ROSA stanzia fondi per l’emersione degli assistenti familiari. Nel 2008, dal primo Forum regionale sulla salute e il benessere delle donne è nato l’osservatorio permanente specifico che vara il programma pugliese per la riorganizzazione della rete consultoriale.
Interventi anche nel campo della tutela delle donne vittime di violenza. Il programma regionale di prevenzione della violenza di genere ha ricevuto ulteriore impulso dal progetto comunitario Daphne. Prevista l’attivazione di strumenti per l’indipendenza economica delle vittime.
Vertenza Merril Lynch
La Puglia, con la vertenza Merril Lynch, aperta in una inchiesta della procura di Bari per una vendita di derivati del 2003-2004 all'ente regionale, “mira al risarcimento del danno sofferto dalla Regione e alla verifica di una rinegoziazione del contratto”.
Fondi UE
“Questa legislatura potrà essere l’ultima a poter contare sull’assegnazione diretta delle risorse finanziarie comunitarie connesse alla politica di coesione dell’UE”. La massima premura del Governo sarà quella di assegnare i fondi “con l’indispensabile rapporto con gli enti locali”. Oltre che”verificare la necessità di una riprogrammazione del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (Fesr)”, considerando l’incerta disponibilità dei fondi Fas, per i quali s’impegnerà “la Conferenza delle Regioni a chiarire “la tormentata vicenda”, a tutela delle regioni e, in particolare, del Mezzogiorno.
La Regione, per “confermare il ruolo di regione leader sui temi dell’energia pulita”, sarà “capofila del POI ‘energia rinnovabile e risparmio energetico’”, con 1,6 miliardi di euro per le Regioni ad obiettivo convergenza, quali Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.
Equità fiscale
“Alla potestà normativa tributaria deve corrispondere un efficace ed efficiente sistema di controllo affinché tutti i contribuenti partecipino alle spese pubbliche, sulla base della propria capacità contributiva”. L’obiettivo è quello di far fronte all’evasone fiscale e garantire “efficacia ed equità nel prelievo tributario”, attraverso uno stretto rapporto di collaborazione tra Province e Comuni. “Fondamentale sarà la semplificazione degli adempimenti fiscali, grazie ad un piano di informatizzazione dei tributi regionali, gestiti dalla Regione”, con la presentazione telematica delle dichiarazioni e con il pagamento dell’imposta attraverso il modello F24. si dovrà, inoltre implementare dell’Osservatorio della finanza locale” (Ofil).
Puglia solidale
Nell’ultimo quinquennio c’è stata una profonda innovazione “nelle pratiche di comunità e di organizzazione dei servizi di cura per le persone”, e la costruzione del sistema di welfare regionale, La spesa sociale pro capite in Puglia, tra il 2005 e il 2010, è quasi quadruplicata e “il trend positivo della spesa regionale ha trascinato con sé la spesa sociale a valere sui bilanci comunali, con una media regionale che è compresa tra i 40 e 45 euro pro capite”. Ciò ha portato la Puglia “a far registrare il più importante calo in Italia dell’indice di povertà relativa delle famiglie pugliesi”. la Puglia è la regione del Mezzogiorno con il più basso indice di povertà. “Dal 2010 occorre lavorare per consolidare il sistema di offerta dei servizi, per rendere effettivamente esigibile il diritto all’accesso ai servizi e per sostenere la domanda dei servizi più innovativi da parte delle famiglie”.
Ma “l’attuale manovra finanziaria, in nome del rispetto del patto di stabilità, taglia, di fatto, le risorse per il finanziamento delle politiche sociali ordinarie, che i Comuni pugliesi hanno già del tutto programmato”.
“La programmazione sociale regionale ha trovato finalmente una piena integrazione con la programmazione sociosanitaria”. Le frontiere su cui la Regione dovrà essere impegnata, nei prossimi anni, riguardano il potenziamento dell’assistenza domiciliare, per ridurre la spesa dei ricoveri nelle strutture residenziali; “la piena realizzazione dei LEA sociosanitari, il potenziamento della rete dei centro diurni” e la creazione di una rete di accesso unico integrato per i cittadini.
Da subito Regione, Asl e Comuni sono impegnati per offrire alle famiglie servizi domiciliari “ sostegno economico ai casi di maggiore fragilità”.
Sul tema disabili, “con le risorse FESR del PO 2007-2013 è stato avviato un programma straordinario di investimenti pubblici e privati per la realizzazione di centro socio educativi e riabilitativi per ragazzi e adulti”. La Regione, inoltre, sosterrà “con importanti finanziamenti gli investimenti pubblici e privati in ricerca, produzione e diffusione delle nuove tecnologie per la connettività sociale, la domotica sociale, per l’acquisto di ausilii informatici e per la vita quotidiana delle persone non autosufficienti”. Sarà la sfida della Puglia.
Per le famiglie
“Sostegno economico e servizi concreti per la prima infanzia, microcredito e sostegno all’acquisto
solidale per supportare le famiglie e le giovani coppie nell’accesso ai servizi per la prima infanzia: il sostegno alla natalità abbandona la retorica e si fa concreto. Asili nido, sezioni primavera, prima dote per i nuovi nati o voucher di conciliazione, microcredito per l’acquisto dei servizi, contributi ai Comuni per l’abbattimento delle tariffe dei servizi in favore delle famiglie numerose, decine di progetti per sostenere l’associazionismo familiare e le pratiche di comunità per promuovere il mutuo-aiuto”. Questo il programma del Governo in sostegno delle famiglie.
Assistenza
“Ci impegniamo a contrastare le nuove povertà promuovendo con la qualità dei servizi nuova e buona occupazione: ancora una volta dall’assistenza alla promozione”. Il governo s’impegnerà nel rilanciare “il ruolo dei centri territoriali per l’impiego e integrato con i servizi sociali professionali,per supportare le famiglie nella ricerca di lavoro di cura e di figure di sostituzione per l’assistenza a persone non autosufficienti”.La priorità regionale è l’attivazione di una grande misura integrata di contrasto delle povertà e di prevenzione dell’esclusione sociale per sostenere le condizioni economiche e sociali delle persone esposte a rischio di marginalità sociale ed impossibilitate a provvedere per cause occupazionali, psichiche, fisiche e sociali al mantenimento proprio e dei propri figli”.
La Puglia antirazzista
“Nella scorsa legislatura abbiamo attivato una serie di strumenti per garantire diritti e condizioni di vita dignitose per immigrati. La legge che contiene le ‘norme per l’accoglienza,
la convivenza civile e l’integrazione degli immigrati in Puglia’ costruisce intorno a immigrati e famiglie una rete di diritti, servizi, strumenti di partecipazione.
Abbiamo acceso un riflettore sugli spigoli più bui della nostra regione: la riduzione in schiavitù dei lavoratori dell’est o degli africani. Un accordo con Medici senza Frontiere garantisce assistenza e nelle campagne del foggiano per gli stagionali c’è acqua potabile, bagni, ambulatori da campo.
Non ci siamo adeguati al clima di strisciante razzismo che riduce la questione dei migranti ad un problema di ordine pubblico. Ma adesso abbiamo la necessità di strutturare politiche abitative e del lavoro slegate da una logica emergenziale e di mera assistenza. Dobbiamo consolidare le politiche sociali d’inclusione abitativa e attivarne di nuove, come il censimento del patrimonio immobiliare sfitto o misure di incentivazione ai locatari. Metteremo in campo azioni di sostegno al diritto d’asilo per le donne e gli uomini che fuggono dalle guerre, dalle povertà e dalla disperazione, la cui unica colpa è quella di non avere documenti. Uguale impegno dedicheremo alle azioni di sostegno per i rifugiati, titolari di protezione sussidiaria, per i permessi umanitari, con particolare attenzione a donne, minori e minori non accompagnati. Nonostante la obiettiva complessità di applicazione e la certezza che stroncare il lavoro nero è opera lunga e complessa, predisporremo azioni di contrasto al lavoro illegale e sommerso e allo sfruttamento lavorativo, per ogni settore in cui si annidano forme di neoschiavismo dei lavoratori migranti.
La Regione Puglia attiverà il Fondo di rotazione per i prestiti fino a un massimodi 2500 euro per nucleo familiare. Inoltre sosterrà l’imprenditoria migrante per contrastare i fenomeni di esclusione sociale e per supportare processi di auto-imprenditoria degli immigrati sia in Puglia, che nei rispettivi paesi di origine”.
La Puglia in salute
“La sanità pugliese attraversa un periodo criticità legata al disequilibrio fra fabbisogno sanitario e risorse attribuite. Com’è noto, nel recente passato è stata realizzata una prudente espansione dei servizi il cui costo è stato contenuto all’interno del deficit tollerabile dalle finanze regionali e dal gettito fiscale aggiuntivo.
Allo stato attuale, l’inasprimento delle regole di equilibrio economico-finanziario dettate dal nuovo Patto per la Salute insieme con il ribaltamento sui conti sanitari della violazione del Patto di Stabilità, costringono la Regione ad elaborare un Piano di Rientro che sostanzi forti interventi correttivi della dinamica evolutiva dell’offerta sanitaria.
Entrando nel merito del Piano di Rientro regionale che si profila e che è allo studio in una interlocuzione continua con i ministeri competenti, è necessario ricordare che la Regione Puglia ha elaborato e trasmesso a Roma le linee guida per il Piano di Rientro pugliese.
È noto, infatti, che il tasso di ospedalizzazione in Puglia permane alto, è bene che tutti ricordino che l’offerta in termini di posti letto in Puglia non è eccedente rispetto agli standard previsti prima dell’approvazione del Patto per la Salute.
Anche il privato accreditato deve offrire il suo contributo al processo di riorganizzazione
della rete ospedaliera attraverso il rispetto dei tetti di spesa e la disponibilità ad una revisione della programmazione della propria dotazione di posti letto.
La seconda criticità introdotta nella riflessione delle linee guida del Piano di Rientro, è quella relativa alla spesa farmaceutica.
Com’è noto tutte le Regioni italiane hanno sfondato il tetto della farmaceutica ospedaliera.
I dati della Puglia sono allineati alla media nazionale. Al contrario la Regione non è in linea con i dati della farmaceutica territoriale che vede un eccesso di spesa dalla quale è necessario uscire con rapidità.
La nostra Regione non intende rinunciare alla lotta alla precarietà sia nel settore della dipendenza sia in quello delle Aziende che producono servizi per le ASL.
Il tema rimane quello della sostenibilità economica del Sistema Sanitario che va affrontato nei termini di una seria razionalizzazione e qualificazione nell’utilizzo delle risorse e non di un loro razionamento, peraltro a tutto svantaggio delle regioni meridionali, preoccupazione oggi sempre più diffusa in relazione al violento attacco delle attuali classi dirigenti nazionali alle politiche di welfare e all’intero sistema delle tutele sociali.
Oggi dobbiamo fare di necessità virtù, immaginando non tagli ma riqualificazione di servizi.
Si può intensificare la lotta ai fenomeni criminali in Sanità, con l’obiettivo di garantire il miglior utilizzo delle risorse pubbliche e una qualità sempre maggiore delle prestazioni rese, attraverso, il potenziamento del sistema delle verifiche”.
La Puglia del sapere e del fare
Per migliorare la qualità della conoscenza, soprattutto nel Sud d’Italia, occorre intervenire laddove si possono colmare, ed è veramente urgente colmare, quei gap socio-culturali che sono un danno soggettivo per chi viene escluso dall’apprendimento ma anche un danno generale per l’intera società.
Attiveremo politiche mirate sul diritto all’apprendimento, a partire dai più piccoli e dalle aree territoriali più periferiche e marginali.
Resta decisivo accorgersi che se la minore età diviene una ‘minorità’ vuol dire che perde di senso l’intero progetto educativo del mondo adulto. Ripartiremo dal progetto “Diritti a Scuola”, sollecitati dall’opera di valutazione che ne ha mostrato l’efficacia, correggendo le eventuali criticità e, possibilmente, ampliando sia la platea delle scuole, sia l’impiego del personale precario. Il nostro intervento sulla precarietà non aveva e non ha il mero significato di un ammortizzatore sociale, bensì di un reclutamento di forze professionali che convergono su progetti mirati di lotta alla dispersione scolastica e all’analfabetismo minorile.
Così come è prioritario accogliere i bambini in strutture adeguate, non fatiscenti e non pericolanti. Per questo daremo priorità al monitoraggio degli istituti scolastici. Tuttavia siamo dentro un contesto irto di difficoltà e non c’è sufficiente consapevolezza di quanto questa partita sia strategica per il futuro del sistema-Paese.
Ormai per molte famiglie il percorso universitario dei propri figli è un costo non sopportabile. Per questo l’impegno della regione per i prossimi anni è quello di potenziare il finanziamento per borse di studio e servizi vari, dalla mensa all’alloggio.
Un’altra priorità, coerente con questa impostazione, è il sostegno ai ricercatori attraverso la riconferma dei bandi. Intendiamo lavorare a possibili interazioni e convergenze tra delega per la ricerca e delega per la ricerca produttiva, per rendere più utile e razionale ogni intervento.
La unificazione delle deleghe diritto allo studio e formazione professionale potrà permettere di governare più facilmente alcune questioni nei fatti strettamente collegate, a partire dal riordino dell’intero sistema dell’istruzione e formazione professionale.
La situazione di crisi ci deve spingere a iniziative che puntino alla qualità, che potenzino la capacità di spesa e di investimento, perché l’intero comparto della conoscenza diventi leva di promozione sociale, di sviluppo dell’economia e insieme elemento essenziale di democrazia. Lavoriamo per un nuovo raccordo, per una vera alleanza, tra lavoro, sapere e impresa.
La Puglia che studia e innova
“Promuovere la cultura dell’innovazione”. E’ questa la ricetta di Vendola per affrontare la crisi, “consentendo a cittadini e consumatori di partecipare attivamente al processo di innovazione insieme al sistema di imprese della ricerca (Living Lab) e connettendo il sistema regionale con le reti nazionali ed internazionali della ricerca (partecipazione al Programma quadro, collaborazione, scambi di ricercatori)”. Centrale, in questo processo, secondo il governatore, il ruolo del settore pubblico, che deve favorire “la qualificazione e l’innovatività dell’offerta di prodotti e servizi”. Ciò significa creare una “infrastruttura tecnologica all’avanguardia, ampliare la rete dei laboratori pubblico-privati di ricerca e connettere la rete al sistema d’impresa”.
Per Vendola, i giovani ricercatori sono “vettori di trasferimento di conoscenza tra sistema della ricerca e dell’industria” ed è fondamentale anche lo “sviluppo di un raccordo funzionale tra il sistema scolastico pubblico, il sistema della ricerca scientifica e le opportunità di lavoro in azienda.
“Perché si vada in questa direzione – conclude sull’argomento – dobbiamo mobilitare finanziamenti provati per l’innovazione (fondi di seed capital) e dobbiamo sviluppare il ruolo dell’Agenzia Regionale (ARTI), rafforzando la filiera della conoscenza e interfacciandola alla filiera produttiva”.
La Puglia creativa
“Disegnare le linee di una vera e propria industria della cratività”, sviluppando i risultati già conseguiti nell’ambito dello spettacolo dal vivo, del cinema e dell’arte contemporanea è, invece, l’obiettivo del governo Vendola per il prossimo quinquennio per quanto riguarda l’arte pugliese.
Sei i macro obiettivi a cui questo progetto è ancorato: “coniugare sviluppo culturale e attrattività territoriale”, “perseguire stabilità, innovazione e internazionalizzazione nelle politiche pubbliche per lo spettacolo, sviluppando interdisciplinarietà dei linguaggi artistici e la valorizzazione di nuovi talenti”, “costruire reti”, consolidando in particolare quella dei festival regionali e creando connessioni con i grandi teatri pugliesi, “promuovere le valenze economiche del sistema dello spettacolo dal vivo, del cinema e dell’audiovisivo”, promuovere la cultura scientifica e quella del libro, infine “promuovere la conoscenza della memoria storica e i valori della convivenza civile, sostenere i diritti fondamentali dei cittadini”.
La Puglia è giovane
“In questi anni la Puglia ha deciso di puntare sui giovani pugliesi come la più strategica delle risorse per il proprio sviluppo sociale ed economico”, ha detto nel suo discorso il presidente Vendola, che ha poi citato i programmi rivolti ai ragazzi messi in campo nel precedente mandato e “Bollenti spiriti” come “la realtà più nota e apprezzata in Italia nel campo delle politiche giovanili”.
“Nei prossimi cinque anni dobbiamo rilanciare”, ha assicurato il governatore. Questo significa, per lui, “mettere a sistema gli interventi, allargare la fascia dei giovani che accedono alle iniziative, dare ai giovani pugliesi strumenti e occasioni di partecipazione in tutti gli ambiti della vita attiva”.
La Puglia di Vendola vuole allinearsi con gli obiettivi di ottimizzazione del potenziale delle ‘industrie culturali e creative’ posti a livello comunitario “per partecipare alla competizione globale in una dimensione che trae benefici dalla identità locale”. Lo farà soprattutto attraverso la “previsione, in tutti gli strumenti di programmazione, del comparto creativo come settore chiave dello sviluppo economico, la creazione di una cabina di regia interassessorile in seno alla Giunta regionale per il coordinamento delle politiche sul settore, il varo di programmi di regia regionale per la realizzazione di azioni di sistema nelle filiere industrie culturali e creative”.
Per migliorare, poi, l’azione di governo, si dovrà non solo “potenziare gli strumenti di accesso alle opportunità” ma anche “rendere i nostri sistemi produttivi capaci di ‘ricevere’ la qualità professionale, cioè aiutare le imprese che intendono investire sui giovani” e incentivare quelle che valorizzano i ricercatori come ‘risorsa per l’innovazione’. Vendola, infatti, vuole parlare ai giovani ‘non retoricamente’, il che significa “porsi la questione della indipendenza economica, della autonomia di un ragazzo e di una ragazza dalla propria famiglia”. I giovani pugliesi, insomma, “devono poter andare a vivere da soli”.


