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Lettere alla Redazione

Che peccato prof!

[ Pubblicato Martedì, 6 Luglio 2010 - 15:22 ]

Riceviamo e pubblichiamo una riflessione "romantica" sul lavoro del docente.

Cari colleghi,
quest’anno, oltre a ringraziarvi per il sostegno che mi avete dato, voglio dedicare questo momento di condivisione ad una riflessione forse un po’ romantica sul nostro lavoro.
Nella mia esperienza di docente ho capito che ogni anno e’ diverso dal precedente e non perche’ la matematica, l’inglese o l’italiano cambino nei contenuti, ma perche’ gli alunni che sono di fronte a noi sono sempre diversi ed anche noi lo siamo con il passare degli anni.
Cosi’ ogni anno ha un valore diverso, proviamo strade nuove, cerchiamo nuove conferme; ci chiediamo perchè appena entra in classe, voglia andare in bagno, qualcun altro sbadigli saporitamente, altri, invece, ascoltino come ipnotizzati, quello che stiamo spiegando - e noi li’ a studiare nuove strategie per interessare tutti, per coinvolgere tutti, tener a bada i primi della classe, recuperare i più deboli far crescere tutti come “persone”!
Alcuni giorni usciamo dalle classi demoralizzate, altri gasate per il successo e l’attenzione ricevuti.
Che lavoro entusiasmante! Sempre diverso, un continuo mettersi in discussione un continuo pensare e ricercare nuove strategie e in questo percorso cresciamo e impariamo anche noi diventando migliori. Poco importa se chi sta fuori, chi ci governa sembra o meglio finga di non accorgersi delle nostre fatiche, degli sforzi fatti! Ma in fondo non ci servono riconoscimenti e gratifiche esterne,non vogliamo premi di produzione(queste cose le lasciamo volentieri a burocrati). noi siamo semplici insegnanti, impiegati dello stato, impegnati ogni giorno come educatori di ragazzi che saranno cittadini di domani e siamo orgogliosi di questo ruolo ! il “grazie “ di un alunno e’ per noi piu’ gratificante di un riconoscimento di un ministro!
L’altro giorno, uscendo dalla classe, si e’ alzato un coro”che peccato prof, e’ gia’ suonata la campanella” ed in quel momento tutte le fatiche, le difficoltà le sconfitte, le incomprensioni di quest’anno scolatico sono scomparsi in quel “che peccato, prof!”
Altro che premio di produzione!

Una romantica docente

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