Seminario sulle prospettive del federalismo fiscale nel mezzogiorno
[ Pubblicato Lunedì, 5 Luglio 2010 - 15:50 ]
Si è tenuta lo scorso venerdì 2 luglio, nella Sala Convegni della Camera di Commercio di Bari, la presentazione dello studio sugli effetti del federalismo fiscale realizzato dall'IPRES – Istituto Pugliese di Ricerche Economiche e Sociali, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia e d’intesa con il Consiglio regionale della Puglia.
In seguito all’approvazione della legge delega sul federalismo fiscale n. 42/2009, è stato avviato un processo politico-istituzionale complesso, che ha aperto, nel più ampio contesto di riforma federale dello Stato, nuove prospettive di cambiamento negli assetti funzionali, organizzativi e finanziari delle amministrazioni pubbliche.
La riforma prevede un profondo mutamento nel modello che ha regolato fino ad ora il finanziamento degli enti territoriali: dal sistema di “finanza derivata” si passa a un sistema fondato sull’attribuzione di entrate proprie e compartecipate alle amministrazioni territoriali. Si prevede, poi, il graduale abbandono del criterio della spesa storica per introdurre quello fondato su costi e fabbisogni standard. L’obiettivo che si persegue è quello di migliorare il funzionamento delle amministrazioni, la qualità della spesa e gli equilibri di finanza pubblica.
Il percorso avviato prevede il termine di ventiquattro mesi per l’approvazione dei decreti legislativi di attuazione ed esige la conoscenza appropriata non solo delle variabili riferibili alla finanza pubblica, ma anche degli assetti organizzativi e funzionali delle amministrazioni.
Come ha sottolineato il Vice Presidente della Camera dei Deputati Rocco Buttiglione, "il punto però è capire quanto e come il federalismo ci può aiutare a cambiare l'attuale sistema, ponendo la politica a servizio dello sviluppo del Paese e non della creazione di consensi". "La chiave - ha continuato Buttiglione - è riuscire a costruire un modello di politica per il Mezzogiorno che non sia fondato sull'assistenzialismo, per arrivare a un vero progetto unitario del territorio italiano."
"E' prioritario operare le scelte sul tema dell'unità del Paese e sul tipo di distribuzione della ricchezza che vogliamo per il Paese. Queste non vengono dopo il federalismo", ha aggiunto l'Assessore al Sud e Federalismo della Regione Puglia Ida Maria Dentamaro.
Per quanto riguarda il federalismo, ha aggiunto Buttiglione, "potrebbe essere utile se fossero previsti anche degli incentivi per ridurre la spesa del personale, ripensando la Pubblica Amministrazione non in base al personale assorbito ma in termini di servizi erogati agli utenti".
Nello studio - rivolto in particolare alla Regione Puglia e al Mezzogiorno - vengono approfonditi i principali contenuti della legge delega e, in particolare, gli impatti che la stessa potrebbe produrre sulle realtà Regionali italiane e sulle amministrazioni territoriali della Puglia. Particolare attenzione è stata dedicata al funzionamento dei sistemi di perequazione interregionale disegnati dalla riforma.
Il rapporto presenta i risultati di alcune simulazioni svolte:
1.la simulazione degli effetti della riforma sulle Regioni italiane, con riferimento alla spesa storica e ai trasferimenti soppressi,
2.la simulazione degli effetti della riforma sulla spesa sanitaria delle Regioni italiane, prendendo in considerazione la stima del fabbisogno standard,
3.la stima della spesa standard comunale, riportandone una concreta esemplificazione riferita ai Comuni pugliesi e usando due differenti criteri di riparto (quello del costo standard e quello del fabbisogno standard).
I risultati di tali simulazioni mostrano come il sistema perequativo previsto dalla legge determinerebbe, quasi esclusivamente per il Mezzogiorno, una notevole riduzione di risorse pro-capite, rispetto al riparto storico, indipendentemente dal livello di perequazione adottato.
E’ significativo evidenziare che per la Puglia, presa a riferimento la spesa storica del 2006 (ultimo dato disponibile), si registra la più contenuta riduzione di risorse destinate al finanziamento delle spese 'secondarie', rispetto alle altre Regioni meridionali.
Nelle simulazioni effettuate le Regioni meridionali registrano una riduzione dei trasferimenti. Nel primo caso (ipotizzando un coefficiente di perequazione pari a 0,8), ad esempio, la Puglia otterrebbe un trasferimento di 126 euro pro-capite a fronte di un trasferimento soppresso di 168 euro pro-capite, con una perdita di 42 euro pro-capite, comunque, tra le più basse.
Nel secondo caso (ipotizzando un coefficiente di perequazione pari a 0,5) si abbassano ulteriormente i trasferimenti ricevuti dalle Regioni: la Puglia riceverebbe un trasferimento di 113 euro pro-capite e diminuirebbero ulteriormente le risorse (- 55 euro pro-capite per la Puglia).
Come ha sottolineato l'Assessore al Sud e Federalismo della Regione Puglia Ida Maria Dentamaro, con riferimento alla riduzione di risorse destinate al finanziamento delle spese secondarie, "queste spese tanto secondarie non sono in quanto comunque fondamentali per lo sviluppo". Si parla infatti ad esempio di investimenti per l'ambiente, la cultura, lo sviluppo economico, il turismo, le relazioni internazionali.
Sono stati presentati inoltre i risultati di un’analisi finanziaria e funzionale dei rendiconti delle Regioni italiane del tutto inedita, da cui emergono le numerose criticità che hanno caratterizzato, fino a oggi, l’intero sistema della finanza regionale italiana, tra cui l’assenza di data base ufficiali e l’assoluta eterogeneità dei principi e dei prospetti contabili adottati dalle diverse amministrazioni regionali.
Sulla base dei principali indicatori finanziari è stato evidenziato, tra l’altro, come la Regione Puglia, nell’ambito del Mezzogiorno, si caratterizzi per contenuti livelli di pressione fiscale e per il minore ammontare di spesa corrente per abitante.
Per quanto riguarda il livello delle entrate correnti pro-capite, ad esempio, valori particolarmente elevati si riscontrano per le Regioni a statuto speciale e in particolare per la Valle d’Aosta (€ 11.898,36) e le due Province autonome di Bolzano (€ 8.496,74) e Trento (€ 7.495,81). La Puglia fa registrare il valore più basso in assoluto (€ 1.868,08).
Per quanto riguarda le spese correnti pro-capite, la Puglia fa registrare il valore più basso (€ 1.837,34), seguita dal Veneto (€ 1.937,78). Il valore più elevato tra le Regioni a statuto ordinario è quello del Molise (€ 2.938,35).
Per quanto riguarda la pressione tributaria per abitante, tra le Regioni a statuto ordinario, quella con il valore più elevato è il Lazio (€ 1.398,23). I valori più bassi sono quelli relativi alla Basilicata (€ 526,50), alla Calabria (€ 540,61) e alla Puglia (€ 549,31).
I risultati emersi potrebbero offrire delle indicazioni nuove e importanti, oltre a riflessioni sul tema più mirate e consapevoli, soprattutto nella fase di emanazione dei decreti delegati.
Per quanto riguarda infine la stima della spesa standard dei Comuni pugliesi, sono state prese in considerazione le sei funzioni fondamentali individuate dalla Legge 42/2009 (funzioni generali di amministrazione, polizia locale, istruzione pubblica, viabilità, gestione del territorio e dell'ambiente, settore sociale) per una simulazione empirica relativa ai 258 Comuni della Puglia.
Quello che emerge è che i Comuni della provincia di Foggia sono in media i più penalizzati rispetto alla spesa storica, in quasi tutte le funzioni di spesa. I Comuni della provincia di Lecce invece, con una spesa standard in media superiore a quella storica, sono quelli più avvantaggiati dal riparto.
All'incontro di oggi sono intervenuti il Vice Presidente della Camera dei Deputati Rocco Buttiglione, il Senatore Rosario Giorgio Costa, il Presidente della Provincia di Bari Francesco Schittulli, l'Assessore al Sud e Federalismo della Regione Puglia Ida Maria Dentamaro, il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia Antonio Castorani, e per l'IPRES il Presidente Nicola Di Cagno, il Direttore Generale Angelo Grasso e la ricercatrice Roberta Garganese.
Ha moderato la tavola rotonda la Vice Direttora del Corriere del Mezzogiorno Maddalena Tulanti.


