Piano di rientro - Introna: “Ritrovare la strada della responsabilità”
[ Pubblicato Mercoledì, 4 Agosto 2010 - 8:14 ]“Le conseguenze per la mancata concessione della premialità di 500 milioni di euro da parte del Governo nazionale avranno un impatto drammatico sul sistema Puglia e sui Pugliesi, per questo è necessario un generale atto di responsabilità ed un approccio più approfondito su delicate questioni che attengono il futuro della comunità pugliese, che a me sta particolarmente a cuore”.
Intervenendo sulla decisione del ministro Tremonti di non controfirmare il piano di rientro presentato nei giorni scorsi dalla Regione Puglia e condividendo le iniziative successive assunte dal governo regionale, il presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna mostra preoccupazione per l’evoluzione che sta assumendo l’intera questione e per le sue implicazioni, soprattutto di carattere sociale.
“Il confronto tra Governo nazionale e Regione Puglia sui contenuti del piano di rientro va ricondotto nell’ambito istituzionale ed il percorso va individuato al tavolo tecnico che ne aveva già certificato la fattibilità – afferma il presidente del Consiglio regionale. – Una controparte politica, soprattutto se ha la responsabilità di governare l’intero paese, non può cedere alla tentazione di regolare vecchi e nuovi conti facendo ricorso a strumenti che esulano da un confronto di merito istituzionalmente corretto. Siamo in una fase in cui tutti devono dimostrare senso di responsabilità, rispetto dei ruoli, considerazione per l’autonomia legislativa costituzionalmente delegata alle Regioni. Spero che l’atteggiamento di non disponibilità opposto dal ministro Tremonti ad un piano di rientro che pure i tecnici ministeriali avevano positivamente valutato, non nasconda la contrarietà verso un presidente di Regione che ha assunto un ruolo di rilievo nel panorama politico nazionale ed il diniego alla firma non debba essere considerata un’entrata a ‘gamba tesa’ con lo scopo di arrestare le sue legittime aspirazioni di crescita politica. Percorrendo queste scorciatoie si ledono gli interessi di un governo regionale le cui politiche possono essere più o meno condivise, ma di 4 milioni di pugliesi ai quali non possono essere negate risorse finanziarie in un momento di grave recessione. Mi auguro che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, con la sua consueta autorevolezza e chiarezza faccia intendere ai ministri del Governo Berlusconi che ogni preconcetta posizione di chiusura assunta nei confronti della Regione Puglia penalizza i soli cittadini e convinca il governo nazionale a ritrovare la strada della responsabilità nel rispetto per la Regione Puglia e per le sue leggi”.
Il presidente Introna sollecita anche un approfondimento alle norme sull’ internalizzazione del personale sanitario che tante polemiche ha suscitato.
“Il ministro Tremonti ha assicurato di voler approfondire la questione, spero lo faccia al più presto e con il pragmatismo che gli è riconosciuto, così comprenderà che in questa direzione si è mosso sul finire della passata legislatura non solo il governo, ma tutto il Consiglio regionale, votando all’unanimità una soluzione che produce due effetti: mette fine al precariato di lungo corso delle tante figure professionali che gravitano attorno al sistema sanitario ed attua un considerevole risparmio per le casse regionali senza che ciò comporti il vincolo di dipendenza con le ASL. Infatti, la legge votata dal Consiglio regionale, letta con attenzione come il ministro Tremonti si è impegnato a fare, esclude che il personale da internalizzare transiti nelle ASL pugliesi, ma solo in società da esse controllate, secondo principi contabili molto più rigorosi e trasparenti degli attuali.
Chiarito ciò, tutti i livelli politici coinvolti si impegnino a lavorare nell’interesse della Puglia e dei Pugliesi, consentendo l’attuazione di un piano che riequilibri i conti con il sostegno delle necessarie e legittime risorse finanziarie, già assegnate e non ancora liberate”.


