Le giornate del mezzogiorno: il capitale umano
[ Pubblicato Martedì, 14 Settembre 2010 - 8:18 ]Si è svolta ieri mattina la prima delle due tavole rotonde in programma nell'ambito delle Giornate del Mezzogiorno.
Al centro dei lavori il tema del capitale umano: si è parlato della necessità di trasformare la fuga di cervelli in uno scambio di cervelli con altri territori italiani ed esteri, dell'importanza di favorire azioni sinergiche nel rapporto tra il sistema universitario, le esigenze delle imprese del territorio e la pubblica amministrazione, dell'urgenza di innovazione e della necessità di mantenere elevata la qualità del nostro capitale umano. Il tutto in un orizzonte di medio periodo che vedrà ulteriori variabili in gioco, quali la maggiore presenza di immigrati talvolta molto qualificati e la crescente deprivazione di risorse, non solo economiche ma anche e soprattutto umane e professionali, in particolar modo quelle rappresentate dai giovani e dalle donne sempre più ai margini o addirittura fuori dai confini del mercato del lavoro.
I lavori di ieri, moderati dal direttore responsabile della Gazzetta dell’Economia Dionisio Ciccarese, sono stati aperti dal presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e hanno visto la partecipazione dell’assessore regionale al Sud e federalismo Marida Dentamaro, del presidente dell’Ipres Nicola Di Cagno, del presidente di FormezItalia Secondo Amalfitano, del direttore della Svimez Riccardo Padovani e di Giuseppe Trisciuzzi di Confedir-Mit – ManagerItalia.
Dionisio Ciccarese ha richiamato i lavori di Theodore Schultz, che dimostra come il capitale umano qualificato generi maggiore produttività, maggiore competitività territoriale, maggiori investimenti e attrazione di investimenti dall'esterno, attragga nuovo capitale umano qualificato, generi insomma scambi virtuosi.
La criticità del nostro territorio non è tanto la mancanza di capitale umano qualificato, tutt'altro: è il disallineamento tra la preparazione universitaria e post lauream e le esigenze delle imprese, che al Nord è sicuramente più ridotto. In Puglia è marcata questa overeducation, questa sovrapreparazione del capitale umano rispetto a ciò che le imprese richiedono o alle condizioni retributive e professionali che le imprese possono offrire.
Assodata l'esistenza di questo disallineamento tra offerta e domanda di risorse umane al Sud, "è importante - sottolinea Riccardo Padovani - comprenderne le origini: il sottodimensionamento del sistema produttivo e la scarsa capacità di sviluppo imprenditoriale si accompagnano al sud con una percentuale di laureati più che raddoppiata negli ultimi anni e con una percentuale di giovani diplomati maggiore rispetto a quella del Nord (77% contro 75%)."
"Un punto da non tralasciare però - ha continuato Padovani - è anche quello dell'adeguamento delle politiche nazionali per lo sviluppo. Siamo di fronte a una sostituzione delle risorse destinate alle politiche ordinarie con quelle derivanti da politiche speciali, con la conseguenza di un annullamento dei margini per gli interventi straordinari e di una progressiva riduzione del PIL del Sud rispetto a quello del Nord e dell'Unione Europea."
Nicola Di Cagno ha posto l'attenzione sulla dimensione del flusso netto di capitale umano e sulla capacità di attrarne. Ha affermato di "non poter aderire a quelle tesi che considerano positivo il fatto che il capitale qualificato del Sud trovi spazio fuori dal territorio dal momento che queste non considerano il relativo depauperamento. Ai possibili effetti positivi di breve periodo – determinati dallo spostamento da aree ad elevato tasso di disoccupazione verso aree dove la disoccupazione è più bassa – possono associarsi effetti del tutto negativi nel medio e lungo periodo, con il manifestarsi di fenomeni di accumulazione di capitale umano qualificato nelle regioni più ricche e di depauperamento in quelle più povere."
La deprivazione complessiva del Mezzogiorno è stata evidenziata anche da Marida Dentamaro, in termini sia di risorse economiche sia di capitale umano.
"Da un lato esiste la questione culturale del Sud, dall'altro una condizione che ha visto il Mezzogiorno fortemente penalizzato in quanto a spesa ordinaria e costretto a utilizzare la spesa straordinaria in modo sostitutivo, per la spesa ordinaria, una condizione in cui il necessario riequilibrio territoriale a favore del Sud non è stato raggiunto.
Il punto di rottura, il meccanismo per trattenere i giovani nel Mezzogiorno non consiste - secondo la Dentamaro - nell'investire nei settori tradizionali ma nel sostegno alle imprese basate sulla scienza, sull'innovazione tecnologica, sulla conoscenza, sull'ambiente, sulla creatività. Consiste nel pensare al sistema di imprese da creare, non solo a quello che già esiste. Consiste nella solarizzazione delle città e negli incentivi per l'autoproduzione di energia nelle campagne, nella promozione dei distretti tecnologici, della società dell'informazione, dell'industria cinematografica, nei contratti etici come Ritorno al futuro e nel progetto Bollenti spiriti per la creazione di imprese giovanili. Consiste in un federalismo universitario, che ha visto un accordo tra le università del Mezzogiorno per migliorare l'offerta formativa e contenere i costi grazie alla realizzazione di economie di scala. Consiste anche in una pubblica amministrazione più efficiente, capace di investire le risorse europee a disposizione, di offrire adeguati servizi collettivi e individuali, di cooperare e creare un sistema di enti locali in comunicazione tra di loro, di attuare processi di e-government per la semplificazione e la centralizzazione di attività."
Nichi Vendola ha ricordato come "i fatti di cronaca nera, che pure al Nord esistono ma rimangono tali, al Sud assumano una connotazione politica e facciano diventare il nostro territorio un inferno". Ma a differenza di altre regioni la Puglia ha saputo dare valore alle sue risorse e "ha visto, ad esempio, gli 800 chilometri di costa come il completamento della propria identità di terra". "Il futuro - ha concluso Vendola - sarà di chi avrà coraggio, di chi metterà in discussione i vecchi modelli culturali."
Gli incontri, organizzati dalla Regione Puglia - Assessorato regionale al Sud e federalismo e dall’Ipres - Istituto Pugliese di Ricerche Economiche e Sociali, intendono assicurare una rinnovata attenzione al Sud, quale risorsa strategica per lo sviluppo del Paese e promuovere la centralità delle politiche di coesione e di sostegno al capitale umano nel Mezzogiorno.
In programma domani, martedì 14 settembre, nella Sala Multimediale del Cineporto di Bari presso la Fiera del Levante, la tavola rotonda "Un nuovo patto per l'Italia".
I lavori, moderati dalla vicedirettora del Corriere del Mezzogiorno Maddalena Tulanti, inizieranno alle ore 10 per concludersi alle ore 13. Dopo i saluti del presidente della Fiera del Levante Cosimo Lacirignola, parteciperanno ai lavori il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, il presidente di Globus et Locus Piero Bassetti, il presidente della Svimez Adriano Giannola, il vicepresidente per il Mezzogiorno di Confindustria Cristiana Coppola, il vicesegretario generale di CGIL nazionale Susanna Camusso e il segretario generale della Fondazione Olivetti Melina Decaro.


