Il presidente Introna interviene sulla crisi della scuola pubblica
[ Pubblicato Domenica, 17 Ottobre 2010 - 11:18 ]“Sono preoccupato per la condizione della scuola, in ogni ordine e grado. Stento a vedere un futuro per il Paese, se non si garantisce la formazione dei cittadini di domani”. Il presidente del Consiglio regionale della Puglia interviene sulla protesta che accomuna studenti e docenti nella denuncia contro il ddl Gelmini, le scelte contenute nella riforma universitaria e lo “smantellamento dell’istruzione pubblica” attuato dal governo centrale.
“Possibile che non ci si renda conto – aggiunge Introna - che dalla scuola dell’infanzia fino alle università il sistema è in crisi, è malato?”.
“È possibile che non si capisca che questa politica di rigore, di tagli spregiudicati che si sono abbattuti sulla scuola, si rovescia alla fine sulle famiglie?”. I comuni sono in difficoltà nel mantenere i servizi di scuolabus e di mensa ai bambini più bisognosi. I libri costano, la scuola obbligatoria non li garantisce a tutti e le famiglie fanno fatica a sostenere spese che gravano sui bilanci e che diventano molto ingenti nel caso di nuclei familiari con più figli in età scolare.
“Così l’istruzione diventa un lusso e l’inizio dell’anno scolastico si trasforma in un dramma per tanti genitori italiani”, osserva il presidente del Consiglio regionale pugliese.
“Per passare ad altri ordini e gradi: con un personale precario senza prospettive e demotivato, che tipo di garanzie da’ l’insegnamento, come prepariamo generazioni intere di ragazzi e ragazze? In più, si aggiunge quello che sta accadendo nell’università, con l’antico difetto italiano di investire poco e male nella ricerca e innovazione e senza ricerca e innovazione questo è un Paese destinato al declino”.
“Vedere studenti, docenti, ricercatori scendere in piazza tutti insieme qualcosa dovrà pur significare – fa notare il presidente Introna – tagli, ridimensionamenti, frustrazioni, demotivazione, è così che si prepara la futura classe dirigente? Questa non è istruzione, così le intelligenze si deprimono. Così si mette in discussione il futuro del Paese”. (fel)


