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Sì del Consiglio regionale alle modifiche delle norme sulla Via

[ Pubblicato Mercoledì, 13 Ottobre 2010 - 7:52 ]

Con 35 voti favorevoli 24 contrari e un astenuto(l’Udc, ha espresso voto favorevole), il Consiglio regionale ha approvato le norme che servono a modificare e integrare la legge regionale del 2001 relativa alla valutazione di impatto ambientale (Via).

“Una vittoria, non una sconfitta personale (così come l’hanno definita più voci dagli spalti dell’opposizione) – ha detto l’assessore all’ambiente Lorenzo Nicastro. L’esponente del governo ha spiegato che il “vulnus che ha costretto il governo ad adottare questa norme riparatrici, cerotto, come le ho più volte definitive, è stato creato dalla Corte Costituzionale.”
Il punto di partenza è la scelte politica della Puglia, fin dalla prima ora del governo Vendola, di puntare sullo sviluppo energetico delle fonti alternative, in particolare nel settore eolico e del fotovoltaico.
Nel tempo i valori obiettivo sono risultati superiori a quelli stabiliti nel Piano energetico ambientale regionale (Pear).
Per queste ragioni, il disegno di legge che oggi è stato approvato in aula “diventa – così come ha spiegato il presidente della quinta commissione, Donato Pentassuglia – la norma attraverso la quale si può riprendere il controllo del territorio per aree di pregio, cercando di coniugare la tutela del territorio con l’attenzione al settore produttivo”.
Le legge ha una retroattività di 180 giorni. Una retroattività di sei mesi che la vicepresidente Loredana Capone ha definito “retroattività sostenibile”.
Queste norme si applicano, quindi alle procedure in corso relative alle istanze presentate entro i 180 giorni precedenti l’entrata in vigore della legge. Restano in vigore le disposizioni precedenti per le procedure relative alle istanze presentate in epoca anteriore e comunque per le procedure per le quali sia stata convocata la Conferenza di servizi.
Una parte importante del dibattito ha riguardato l’emendamento con il quale il governo introduce l’impegno di adeguarsi attraverso un Regolamento alle linee guida del governo.
Qui, il dito puntato dell’opposizione sulla “inopportunità di sottrarre ai consiglieri la prerogativa di legiferare su questa materia importante”.
“Lo Statuto della Regione Puglia – ha spiegato Rocco Palese all’aula – prevede già la possibilità per la giunta di intervenire attraverso norme regolamentari, quindi il fatto che voi lo abbiate sottolineato in un articolo ad hoc, rende sospetta la modalità”. “In realtà – ha continuato Palese – non è possibile immaginare questa usurpazione delle prerogative dei consiglieri su questa materia e per questo chiedo con un emendamento che venga sottolineato che sarà un’apposita legge e non un Regolamento a definire la materia”.
Il governo attraverso gli assessori Capone e Nicastro, ha spiegato che i tempi imposti da Roma sono così stringati da avere la necessità di adottare quanto prima norme conformi alle linee guida.
“Le norme regolamentari non tendono ad espropriare nulla – ha detto Nicastro – soprattutto quando vengono utilizzate per adottare strumenti per vivere meglio e per evitare che la nostra Regione venga aggredita da installazioni indiscriminate”.
E la vicepresidente Capone incalza: “ “Non è una novità che si legiferi con strumenti più snelli, lo ha fatto anche il governo nazionale attraverso il Decreto ministeriale per la normativa di principio”.
Su questa opportunità legislativa è stato chiesto l’intervento dell’ufficio di presidenza che di fatto ha consigliato al governo di ritirare l’emendamento in questione, perché “pleonastico”, in quanto già lo Statuto prevede la possibilità per la Giunta di legiferare attraverso norme regolamentari.
L’Udc ha votato in favore dell’intero Ddl sottolineando che “è urgente - ha detto il capogruppo Negro – mettere ordine nel settore ed evitare nel contempo le possibili speculazioni”.
Sono intervenuti, fra gli altri, nel corso del dibattito in aula.
Michele Losappio (Sel): “Bisogna coniugare la tutela del territorio a quella ambientale senza perdere di vista anche i possibili investimenti su questa tema della produzione di energia. È scandaloso che proprio il centrodestra, il partito del sì al nucleare, del sì alla scelta del fossile si preoccupi per i risvolti affaristici per talune imprese”.
Ignazio Zullo (Pdl): “La domanda è, qual è il ritorno per i cittadini pugliesi in termini di risparmio energetico, per esempio? A me sembra che ancora una volta Vendola abbia bisogno di slogan da diffondere in giro per l’Italia”.
Eupreprio Curto (Udc): “Indispensabile il controllo per gli insediamenti di fotovoltaico ed eolico, per evitare scempi al territorio. Soprattutto in considerazione della circostanza che fra qualche anno avremo la necessità di smaltire questi impianti”.
Giuseppe Romano (Pd): “Questa è un’azione riformatrice indispensabile rispetto alla precedente legislatura. Azione coraggiosa. Sarebbe importante capire però al momento quanti danno siano stati già prodotti al territorio”.
Massimo Cassano (Pdl): Cominciamo fin da ora a preoccuparci di come smaltire questi impianti. Sappiamo già che dopo la devastazione della sanità, il capitolo successivo della tragedia del governo Vendola sono e saranno i rifiuti e l’emergenza in questo settore.
Aurelio Gianfreda (Idv): “Lodevole iniziativa di Nicastro. Dobbiamo ricordarci però che fra le priorità del programma del presidente Vendola c’è il turismo con tutte le sue prerogative. Attenzione allora alle possibili devastazioni sul territorio che la produzione di energia alternativa può provocare”.
Leonardo Di Gioia (Pdl): “Quella dell’energia alternativa è una grande opportunità che non ha prodotto i frutti attesi. Fino ad ora abbiamo solo subito, ora è necessario pensare un po’ di più alla tutela del nostro territorio”.
Francesco Damone (LPpdt): “Avete devastato, violentato il nostro territorio foggiano con le famose pale eoliche. Vi vantate di avere la Regione con la maggiore produzione di energia sottovalutando il sottobosco che tutto questo ha prodotto”.
Antonio Decaro (Pd): “Cinque anni fa la Puglia ha scelto la terza via, quella delle fonti alternative, quella dell’utilizzo del vento e del sole. Questo è il dato fondamentale. Il centrosinistra dimostra nei fatti di avere anche la massima attenzione al territorio. Per conto nostro, il Pd si impegna a collaborare perché entro 60 giorni vi siano le norme di adeguamento alle linee guida”.
Antonio Camporeale (Pdl): “Toni enfatici da campagna elettorale, forse quella che il presidente Vendola si appresta ad affrontare. Qualcosa non è andato come doveva riguardo alle energie alternative, altrimenti non staremmo qui in aula a discutere di queste norme. Avete un approccio superficiale su queste materie”.
Michele Ventricelli (Sel): “Senza furori ideologici dovremmo ammettere che la Regione ha fatto una scelta di campo. No al nucleare, no al rigassificatore, scelte importanti. Preferiremmo, che la prossima volta che si intendano effettuare cambiamenti di rotta di qualsiasi natura, questi vengano discussi in aula. Inutile nascondersi dietro il dito, lo sappiamo che le multinazionali hanno messo gli occhi e le mani sulle energie alternative, sarebbe stato impossibile il contrario. Bisogna vigilare”.
Pietro Iurlaro (Pdl): “Quella di oggi per l’assessore è solo una sconfitta. Quello che aveva proposto inizialmente in commissione è stato completamente stravolto”.
Domi Lanzillotta (Pdl): “La scelta migliore è quella di ritirare l’emendamento e venire in aula successivamente con una legge che recepisca le linee guida del governo centrale”.
Angelo Disabato (LPpV): “La Puglia è la prima Regione in termini di produzione di energia eolica e fotovoltaica. Anche la prima Rergione ad essersi dotata di un suo Pear. Questo ci ha consentito di attrarre investimenti, non nascondendo la preoccupazione su quello che questo può comportare. Con le modifiche interveniamo per coniugare la tutela del territorio con quella ambientale”.(pat.sga.)

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