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Bilancio 2011: la discussione generale

[ Pubblicato Martedì, 28 Dicembre 2010 - 7:09 ]

Sintesi della relazione di Arcangelo Sannicandro (presidente della I commissione consiliare)

“Come ha scritto l’assessore al Bilancio Michele Pelillo, ‘la Puglia non è come la Grecia’.
Tutta una serie di indicatori, che sinteticamente verranno illustrati, mostrano come la Puglia sia una realtà finanziariamente virtuosa ed equilibrata.
Un indicatore di particolare interesse è la costante capacità da parte della Puglia di accumulare un avanzo di amministrazione disponibile per la realizzazione dei programmi futuri e la soddisfazione dei bisogni.
Una Regione virtuosa, dunque, con i conti in ordine e con parametri in linea con quelli delle migliori regioni d’Italia.
Quella di oggi è anche una Puglia che, dal 2002 al 2010, vede diminuire costantemente e sensibilmente la sua esposizione debitoria.
Con il Governo Vendola, infatti, si è passati da 2,85 miliardi di debiti nel 2002 a 1,782 nel 2010. Una compressione assoluta e sistematica del debito, benché questo rimanga comunque uno dei maggiori fattori di rigidità delle finanze pubbliche regionali.
Questo Bilancio, è bene precisarlo subito, risente pesantemente di una serie di fattori nazionali che hanno avuto ricadute massicce sui trasferimenti alle Regioni e sulle loro finanze.
La Legge di Stabilità ha di fatto confermato i tagli già definiti con la manovra correttiva dell’estate scorsa: per il 2011, i sacrifici richiesti alle Autonomie locali (ovvero Regioni, Province e Comuni con più di 5.000 abitanti) ammonteranno a 6,3 miliardi di euro.
La Puglia pagherà la sua parte di conto vedendosi tagliati ben 302 milioni di euro di trasferimenti, vale a dire un taglio netto pro-capite di 106 euro per cittadino pugliese.
Il totale di € 385.279.310 comprende i trasferimenti complessivi alla Regione Puglia da cui saranno portati in deduzione i tagli quantificati dalla Ragioneria Generale dello Stato in € 301.900.734.
In altre parole, i 385 milioni 279 mila 310 euro di trasferimenti dello scorso anno si ridurranno a poco più di 83 milioni di euro. Da notizie allo stato in nostro possesso, questa somma servirà per finanziare per 26 milioni 939 mila 842 euro la voce “salute umana”, per 51 milioni 172 mila 733 euro “l’edilizia sanitaria pubblica”, e per circa 7 milioni di euro il Trasporto Pubblico Locale.
La manovra che ci accingiamo ad analizzare prevede entrate e spese di euro 12 miliardi 935 milioni 916 mila euro in termini di competenza e 27 miliardi 37 milioni 966 mila euro in termini di cassa.
Il Bilancio autonomo ammonta a 7 miliardi 779 milioni 54 mila 828 euro, non conteggiando il miliardo di euro di avanzo di amministrazione presunto per l’esercizio precedente che viene utilizzato sulla competenza 2011 a sostegno prioritario delle medesime finalità dei capitoli di provenienza.
Detratte le spese per la Sanità per un ammontare di 6 miliardi 587 milioni 399 mila euro, le disponibilità residue del Bilancio autonomo sono pari ad 1 miliardo 191 milioni 655 mila euro”.

Francesco Damone (capogruppo de “La Puglia prima di Tutto”)
“Questo Bilancio ‘lacrime e sangue’, contrariamente a quanto sta tentando di far credere ai pugliesi il Governo regionale, non nasce a seguito della manovra estiva di Tremonti. Ma è stato ampiamente anticipato il 15 marzo scorso, e cioè molto prima della Finanziaria di Tremonti, con un provvedimento con cui Vendola tagliava 283 milioni di euro da un Bilancio trionfalistico approvato poco più di un mese prima, sulle cui promesse stava fondando la sua fantasmagorica campagna elettorale, a botta di costosissimi spot. Ma la ragione principale di una sua urgente rimozione è il carattere sempre più scopertamente eversivo del suo governo, documentato negli ultimi giorni da una impressionante sequela di annullamenti da parte della Corte Costituzionale. C’è una prova-regina che dimostra inconfutabilmente la consapevolezza dello stesso governatore dei disastri che ha combinato. Ed è la sua fretta di abbandonare al più presto questa Regione al suo destino”.

Ignazio Zullo (PdL)
“La Puglia è al capolinea ed ha bisogno di invertire la rotta. Ma noi del centrodestra non andremo a lanciare uova marce e pomodori come fece qualche anno Vendola a Terlizzi con l’allora presidente Fitto, né saliremo sui tetti. Saremo invece responsabili e attenti al dialogo, ma non conniventi con le politiche scellerate di questo governo soprattutto in materia sanitaria. Questo non è un bilancio lacrime e sangue per colpa di Tremonti, bisogna invece dare atto che è proprio grazie a Tremonti che l’Italia sta cercando di salvarsi da una crisi economica che ha già travolto la Grecia e l’Irlanda.
Il presidente Vendola è davvero un paradosso: finge di essere dalla parte dei deboli, ma ha invece organizzato un’assistenza sanitaria a pagamento nella quale solo chi ha denaro viene adeguatamente curato”.

Saverio Congedo (PdL)
“Al di là della consueta demagogia vendoliana, era lecito aspettarsi di più dal primo Bilancio della nuova legislatura che, invece, si sostanzia in un semplice compitino ragionieristico privo di quell’anima politica necessaria quando si è chiamati a fare scelte ed individuare priorità. Tanto più che si sarebbe trattato di affrontare e dare risposte alle questioni fondamentali per la Puglia a cominciare da quelle evidenziate dai recenti rapporti Svimez, Banca d’Italia e Sole 24 Ore dai quali emerge una regione in forte difficoltà con il Pil in picchiata, una forte perdita di occupazione, un pesante calo delle esportazioni.
Invece, il Governo Vendola ha inteso ricorrere all’utilizzo della leva fiscale con l’aumento della tassa sulla benzina che colpisce indistintamente famiglie ed imprese, senza il promesso azzeramento dell’Irap sulle nuove imprese, con l’aumento indiscriminato degli oneri concessori, varando in sostanza una manovra recessiva che graverà pesantemente sul nostro sistema economico-sociale già duramente provato dagli effetti di una crisi internazionale che colpisce la Puglia come e più di altre regioni”.

Giannicola De Leonardis (Udc)
“Discutiamo oggi di un Bilancio incompleto (non sappiamo infatti come saranno ripartite le entrate rivenienti dall’Irba) e che risente pesantemente dei tagli importanti voluti dal Governo nazionale e i mancati o ritardati pagamenti dei Fondi Fas. Inoltre, è ormai chiaro a tutti, che le risorse sanitarie vengono ripartite in maniera iniqua già a monte, cioè in sede di Governo nazionale.
Da qui, però, alcuni importanti interrogativi che vorrei rilanciare all’assessore riguardanti l’agricoltura, le comunità montane, lo sviluppo dei piani comunitari e la questione delicatissima e urgente del riordino dei Consorzi di Bonifica”.

Salvatore Greco (Puglia prima di Tutto)
“Questo è l’ultimo Bilancio del governo Vendola, visto che sul suo sito web il governatore ha ufficializzato la partnership alla guida della Nazione.
E non deve essere per caso che vedo quindi un Bilancio costituito da scelte politiche di comodità, caratterizzate dal ‘chi se ne importa’. E’ un Bilancio della pigrizia, di chi è preoccupato solo di fare cassa. Non vedo, infatti, nessun investimento, nessuna sfida coraggiosa, forse perché Vendola per la Puglia non ha più tempo.
E’ per colpa dei suoi fallimenti che Vendola vuole andare via dalla Puglia e non va nei singoli paesi a spiegare il suo Piano di rientro e la chiusura degli ospedali. Oggi la Puglia si sente tradita, persino Bersani sembra non riporre nessuna fiducia nelle favolette che Vendola ama raccontare. La verità, infatti, è che Vendola lascia una Puglia in stand-bye, flagellata dall’accise sulla benzina e che non riesce più ad immaginare un futuro”.

Angelo Disabato (capogruppo de “La Puglia per Vendola”)
“Questo Bilancio è figlio della scellerata politica del Governo nazionale. Il Governo ha fatto ricadere i tagli soprattutto sugli Enti territoriali, quasi allontanando da sé le responsabilità di un tracollo nella gestione della spesa pubblica.
Siamo di fronte, inoltre, ad una vera e propria emergenza occupazionale fomentata dal governo nazionale che nega alle Regioni del Sud risorse per l’istruzione e la ricerca.
Coraggiosamente, però, questo Bilancio cerca di pianificare quelle riforme strutturali di cui la Puglia ha bisogno, trovando spazio per le politiche sociali, sostenendo la cultura, assegnando risorse per il sostegno allo sport e per l’attuazione dello sviluppo rurale. In assoluta controtendenza, insomma, il governo Vendola mostra di credere al futuro”.

Massimo Cassano (PdL)
“Anche oggi, in un momento delicato per la vita della Regione, il presidente Vendola non è in Aula. E’ davvero un presidente che ha abbandonato la sua Regione. Perfino quando si parla di Bilancio, il documento di programmazione più importante per un Ente, è probabilmente in qualche stanza a fare campagna elettorale. Vorrei pregare i colleghi consiglieri di essere più responsabili di lui e di non spostare l’attenzione sul governo nazionale, perché oggi qui si sta parlando di un Bilancio regionale di un Governo in crisi, incapace di darsi una direzione e di affrontare problemi urgenti e drammatici come quello della sanità”.

Euprepio Curto (Udc)
“In questa stagione politica gli Enti territoriali, con le loro esiguissime risorse, non possono fare rivoluzioni. Però questo di oggi è un dibattito privo di quel respiro che mi aspettavo.
La Puglia di cui oggi parliamo è una Regione ferma, priva di prospettive e che ha difficoltà a trovare soluzioni per un rilancio dell’occupazione che è ancora quasi del tutto di tipo assistito. E invece avrei voluto un’economia capace di camminare con le sue gambe, capace di affrontare il dramma della disoccupazione e quello della precarietà degli occupati.
La Puglia è un territorio che comincia a fare i conti con una criminalità sempre più organizzata e che ha il triste primato del sommerso e dell’evasione fiscale. Mi sarei aspettato attenzione su questi temi perché, ribadisco, il Bilancio non deve essere solo un arido confronto di cifre, ma un documento programmatico importante che deve fare luce sul futuro economico di una Regione”.

Rocco Palese (capogruppo del PdL)
“Il Bilancio di previsione 2011 della Regione Puglia non è condizionato da tagli statali ma dal disavanzo della spesa sanitaria per il 2010 che non è inferiore ai 400 milioni di euro, come lo stesso Governo Vendola ammette nella relazione allegata. Il Bilancio è condizionato dalla smania di liquidità della maggioranza di centrosinistra che per costruirsi un tesoretto ha deciso di aumentare i ticket, di aumentare l’accisa sulla benzina, di non azzerare l’Irap per le nuove imprese, di lasciare aumentata dell’1% l’Irap su tutte le aziende pugliesi, di non cancellare l’addizionale regionale sul gas metano e quella sul conferimento dei rifiuti in discarica.
Per la Puglia, comunque, i tagli non ammontano certamente a 302 milioni di euro. 126 milioni di euro destinati ai Comuni e 29 milioni di euro destinati alle Province, transitavano soltanto dal Bilancio regionale, cosa che ora non avviene più perché queste risorse sono in parte trasferite direttamente dallo Stato, in parte compensate con altre misure della Finanziaria; la stessa Finanziaria dello Stato integra di 500 milioni di euro le risorse destinate al Trasporto pubblico locale ed alla Puglia arriveranno non meno di 70 milioni di euro; la Finanziaria, inoltre, stanzia 100 milioni di euro per i malati di SLA, di cui almeno 7 milioni arriveranno alla Puglia; sempre Tremonti stanzia 1,5 miliardi di euro per interventi di edilizia sanitaria pubblica, di cui almeno 130 milioni di euro arriveranno alla Puglia; 1,2 miliardi di euro per apprendistato ed avvio al lavoro, 420 milioni di euro per ricerca ed innovazione e in questi due casi saranno le Regioni tra loro a definire il riparto. Ancora, c’è il recupero della quota annuale di Iva non sanitaria che per la Puglia dovrebbe attestarsi sui 30 milioni di euro e, infine, la Finanziaria dello Stato, per le Regioni del Sud, esclude i fondi Ue dal Patto di Stabilità.
Infine lanciamo l’allarme sul pericolo di disimpegno delle risorse comunitarie per i ritardi con cui vengono impegnati e spesi e proponiamo anche, con uno specifico emendamento, che le decine di milioni di euro di fondi comunitari 2007–2013 spostati sulla comunicazione, vengano riprogrammati e riportati su investimenti ed infrastrutture”.

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