Tutti al mare ma, attenti alla tintarella
[ Pubblicato Martedì, 19 Luglio 2011 - 7:18 ]“Posso utilizzare l’olio da cucina per abbronzarmi?”. Questa è stata la domanda di una dei frequentatori di un forum promosso dal motore di ricerca yahoo.com.
“Per fortuna non sono solo questi i livelli di conoscenza dei cittadini desiderosi della tintarella, altrimenti saremmo freschi”, dichiarano a caldo gli esperti dell’Adoc Puglia che, in ogni caso, invitano i consumatori “a prestare molta attenzione agli ingredienti delle tante creme e abbronzanti in circolazione”.
L’associazione dei consumatori Adoc è del parere che nel periodo estivo non ci si può esporre in maniera scriteriata e prolungata al sole, e spesso senza alcuna protezione o l’uso di creme solari o abbronzanti per riuscire ad acquisire la “tintarella” nel minor tempo possibile. Allora, per Valeria Varvara, esperta dell’Adoc regionale, “il fai da te è certo causa di danni notevoli, a partire dai vari oli (olio abbronzante, olio johnson o l’incosciente olio da cucina; speriamo non usato, almeno), i quali non possiedono alcun tipo di filtro; compreso il bergamotto che se da un lato stimola l’abbronzatura, dall’altro non contiene, appunto, alcun filtro; oltre a non rilevarsi una sostanza valida per ogni individuo in quanto contiene allergizzanti. Anche l’abuso di creme solari, però, può creare problemi alla pelle: da semplici irritazioni all’insorgenza di melanomi”.
Quindi, l’Adoc Puglia ritiene che in questo periodo le raccomandazioni sono d’obbligo e non sono mai troppe. Pertanto, sempre a detta della Dott.ssa Varvara, “bisogna sempre schermarsi dal sole in maniera adeguata: sia dai raggi UvB, i maggiori responsabili di eritemi e tumori cutanei, sia dagli UvA, spesso sottovalutati, ma comunque pericolosi. Mentre è opportuno applicare la crema più volte e non solo all’inizio dell’esposizione, soprattutto dopo ogni bagno. Ma, cosa molto importante, bisogna prestare attenzione agli ingredienti. Molti di questi, da quelli che costituiscono i filtri ai diversi profumi e/o fragranze, creano pruriginosi fastidi”.
Da una rilevazione sui contenuti dei prodotti in commercio è risultato, per esempio, che i parabeni (methylparaben, propylparaben, ecc.), spesso utilizzati come conservanti, possono dare luogo a reazioni di intolleranza. Ma il rischio è possibile ridurlo se si utilizzano prodotti “paraben free”.
I filtri chimici come ethylhexyl salycilate, diethylhexyl butamido triazone, ecc. invece, anche se riescono ad assorbire i raggi del sole, creano un surriscaldamento dell’epidermide dovuto allo smaltimento del calore che questi provocano. Sono filtri questi che, per il loro basso costo, vengono utilizzati dalle case farmaceutiche in maniera maggiore rispetto ai filtri fisici (ossido di zinco, talco, ecc.), sicuramente più sicuri.
L’Adoc torna a bomba ripetendo che bisogna porre davvero molta attenzione anche alla presenza, nelle diverse creme solari, di accessori di formaldeide (es. imidazolidinyl urea), la quale è una sostanza classificata come cancerogena; oltre ad essere, spesso, causa di arrossamenti, dermatiti, ecc.


