Giuliana Sgrena ospite del circolo Sel ‘Peppino Di Vittorio’
[ Pubblicato Martedì, 22 Novembre 2011 - 9:17 ]
Bitetto (Ba) - Sabato 26 novembre 2011, alle 18,00, nella sala dell'ex Convento dei Domenicani a Bitetto, si terrà la manifestazione sulla pace dal titolo ‘Perchè la pace è l’unica vittoria’.
L’iniziativa, proposta dal circolo Sinistra Ecologia e Libertà el ‘Peppino Di Vittorio’, avrà importanti ospiti come Carmine Simeone, esponente del gruppo Emergency Bari e collaboratore dell’associazione di Gino Strada in Iraq, e Fra Francesco Cicorella, frate minore francescano, componente della commissione Giustizia e Pace e salvaguardia del creato dell’Ordine dei frati minori e da sempre impegnato sul tema della non violenza.
Interessante sarà il saluto scritto che darà all’assemblea Don Andrea Gallo, celebre fondatore della comunità San Benedetto al Porto di Genova, molto conosciuto per il suo passato da partigiano e per il suo modo deciso e fuori dalle righe di mettere in pratica gli insegnamenti del Vangelo.
Ospite d’onore della conferenza sarà Giuliana Sgrena, la giornalista sequestrata in Iraq nel 2005, celebre per i suoi reportage di guerra tra lo stesso Iraq, dall’Algeria, dalla Somalia e dall’Afghanistan.
“Dopo gli incontri sulla mafia (con Giovanni Impastato), sul lavoro (con Baldina Di Vittorio e il professor Gaetano Veneto) e sull'istruzione (con Edoardo Martinelli, ex allievo di Don Milani) è giunto il momento per noi di affrontare un tema così importante e delicato e sul quale pare ci sia un po’ di indifferenza: il taglio netto delle spese militari – spiega il coordinatore della sezione di Sinistra Ecologia e Libertà di Bitetto, Giulio De Benedittis -. Scopo di questa manifestazione è quello di tornare a parlare di temi seri e importanti anche in una piccola realtà, sia perché una forza politica non può rinchiudersi nel localismo e trascurare i grandi temi di importanza nazionale e internazionale, sia perché,
purtroppo, questi temi sono a noi molto vicini. E’ importante – conclude il segretario - in un periodo così decadente per la politica italiana, rimettere in moto tutta la nostra determinazione per la costruzione di una nuova cultura di pace”.


