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Formazione professionale - La relazione dell'assessore Alba Sasso

[ Pubblicato Giovedì, 24 Novembre 2011 - 10:50 ]

“Un tema che non può essere affrontato con l’idea di sanatorie o con proposte estemporanee ma che necessita di un’analisi concreta delle cose da fare per superare la crisi di liquidità nell’interesse prioritario di chi lavora in questo settore”.

Così l’assessore regionale al Diritto allo studio Alba Sasso ha introdotto nella seduta odierna del consiglio regionale la sua relazione sullo stato della Formazione professionale in Puglia. Un settore per il quale sono stati impegnati 700 milioni di euro, attinti dal fondo sociale europeo (dei quali 220 milioni certificati al 31 ottobre) e che, come ha sottolineato l’assessore “sono stati destinati in misura significativa agli assi Capitale umano e Occupabilità”.
Tra gli obiettivi dell’intervento, il contrasto della dispersione scolastica con l’attuazione per il terzo anno del Progetto diritti a scuola, il potenziamento dell’alta formazione (con i bandi Ritorno al futuro, master e corsi di specializzazione, borse di ricerca), la promozione dei percorsi per l’acquisizione di competenze professionali relative agli antichi mestieri, il sostegno alla formazione continua e ai partenariati per l’occupazione. Ma soprattutto la disciplina del sistema dell’istruzione e della formazione professionale, a partire dall’accreditamento per l’obbligo di istruzione riservato agli enti di formazione, ai quali sono stati destinati 15 milioni tra fondi del Ministero del Lavoro e risorse del Fondo sociale europeo. E la ridefinizione del sistema delle qualifiche a livello nazionale e regionale.
Dagli obiettivi alle misure da attuare, prima fra tutte l’attivazione del Nuovo sistema di accreditamento che deve rivedere i criteri di selezione degli organismi formativi (affidabilità, efficacia, efficienza, trasparenza dei bilanci) in direzione di una sempre maggiore qualità. Una “riforma” che ha destato preoccupazioni negli enti storici, ma ai quali l’assessore ha garantito che l’accreditamento “rimarrà riservato agli enti senza fine di lucro e che la Regione avvierà un percorso di consultazione sulla bozza di proposta di legge con sindacati, enti e parti sociali interessate”.
Da giugno scorso è stato attivato poi l’Osservatorio sul sistema di istruzione e formazione con il compito di realizzare a livello regionale l’anagrafe degli iscritti e dell’edilizia scolastica, di elaborare analisi e ricerche sul sistema, sulla dispersione scolastica, sulla lettura dei bisogni e sulle scelte formative dei giovani. Uno strumento per monitorare qualità ed efficacia dell’offerta formativa e supportare l’attività di programmazione regionale in collegamento con la costruzione dei distretti produttivi e tecnologici.
Nella stessa direzione vanno anche gli interventi sull’orientamento scolastico e professionale (dai centri dell’impiego alle scuole, dalle università agli uffici scolastici regionali) per creare integrazione tra istruzione, formazione e lavoro.
Da ultimo le azioni per rafforzare culturalmente il contesto sociale: l’avvio di 223 sezioni primavera, di corsi scuola-lavoro, di corsi qualifica triennale affidati a istituti professionali ed enti di formazione e l’istituzione di 10 centri per l’educazione degli adulti e di 3 istituti tecnici superiori.
L’assessore ha poi richiamato i risultati ottenuti negli ultimi anni, dal potenziamento dei servizi dell’impiego all’utilizzo degli operatori della formazione professionale nei Centri territoriali per l’impiego, dagli incentivi al pensionamento ai corsi di formazione per i dipendenti degli enti accreditati presso la Regione.
E ancora il programma di interventi per il sostegno al reddito e alle competenze dei lavoratori coliti dalla crisi, con azioni di politica sia passiva che attiva.


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