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Il sindaco Gatti risponde alle accuse di Scognamillo: "Niente di più falso ed ignobile!"

[ Pubblicato Mercoledì, 14 Dicembre 2011 - 9:47 ]

Giuseppe Scognamillo, presidente di una Cooperativa edilizia modugnese, ha fatto affiggere nei giorni scorsi in città un manifesto in cui denuncia il blocco dell'iter progettuale della cooperativa che rappresenta. La risposta del sindaco Gatti:

"Apprendo dagli organi di informazione che il presidente di una cooperativa edilizia accusa Sindaco e Consiglio Comunale di Modugno di essere ostaggi di poteri forti nella propria azione amministrativa e per questo di voler bloccare deliberatamente i progetti della cooperativa stessa. Niente di più falso ed ignobile!
Come si può affermare che una nuova Amministrazione composta da un Sindaco e da Assessori tutti alla prima esperienza e da un Consiglio Comunale rinnovato per il 70% e ell’età media di appena 44 anni possa avere tra i propri primi obiettivi quello di ostacolare le legittime aspirazioni di una cooperativa edilizia?
Comincio a pensare che questo sia un altro tassello di un progetto ben più ampio e che mira a buttare ancora veleno su Modugno. E comincio a pensare che questa Amministrazione sia scomoda. Chi poteva immaginare, infatti, che Modugno un giorno potesse avere degli amministratori di questo tipo?
Giovani liberi formatisi politicamente tra la gente e non certo frequentando certi salotti!
O certi ambienti in cui lo sfoggio del lusso e l’arroganza rappresentano l’unica ragione di vita!
O certi ambienti in cui l’inganno e la truffa sono il pane quotidiano!
Ora, nel pieno di una bufera giudiziaria già in atto, si sveglia il Presidente di una cooperativa edilizia.
Giova ricordare che questo Sindaco, da assessore all’Urbanistica, negli anni scorsi si è fatto promotore di portare all’attenzione del Consiglio Comunale il “Regolamento per l’assegnazione i suoli da destinare all’Edilizia Residenziale Pubblica” e si è battuto per questo. Altro che poteri forti! Quando quel regolamento fu approvato si discusse molto su un particolare articolo: quello che affronta il problema del diritto di prelazione per i SOGGETTI ATTUATORI già proprietari (o in possesso di semplici preliminari di compravendita) di aree prima che le stesse fossero destinate a edilizia pubblica. La norma nazionale per “SOGGETTI ATTUATORI” intende cooperative o imprese. Si presentò un rischio: E SE LE IMPRESE AVESSERO COMINCIATO AD ACQUISIRE UNA SERIE DI PRELIMINARI DI COMPRAVENDITA COSA SAREBBE SUCCESSO? L’EVOLUZIONE SAREBBE STATA SCONTATA: NON CI SAREBBERO STATI PIÙ SUOLI DA METTERE A BANDO PER LE COOPERATIVE. Cosa si sarebbe potuto fare allora per limitare questo rischio pur rimanendo negli obblighi di legge? Gli Uffici individuarono una soluzione: fissare fino al massimo del 50% il diritto di prelazione in modo tale da rispettare la legge da un lato e assicurare suoli da mettere a bando per le cooperative dall’altro. Così si operò. E a quell’epoca (nel 2005) non esisteva nemmeno la cooperativa che per bocca del suo presidente oggi accusa.
Poi nel 2006 viene eletto un Consigliere Comunale che poi decide di fondare una cooperativa edilizia e si attiva in tal senso. Non conosco precisamente il numero dei soci ma si parla di oltre un centinaio. La cooperativa sigla alcuni contratti di compravendita; presenta il piano di lottizzazione che il Consiglio Comunale prima adotta nel 2010 e poi approva nel 2011. Il tutto in vigenza di quel regolamento comunale che nel tempo era stato anche rivisto, ma che aveva visto sempre riconfermare la prelazione fino al massimo del 50% per i soggetti attuatori (cooperative e imprese). E l’attuale presidente, da Consigliere Comunale, di questi passaggi ne era sempre stato a conoscenza Poi cosa succede? Pare che succeda che il numero dei soci sia superiore agli alloggi che sono sicuri poter essere assegnati, in virtù del Regolamento Comunale vigente. Il presidente, quindi, per recuperare alloggi, richiama la legge nazionale che non specifica, a dire il vero, se sia giusto fissare una precisa percentuale massima sulla prelazione o se questa debba intendersi al 100%. Gli Uffici rappresentano che ciò sarebbe in contrasto con il regolamento comunale in vigore da ben 6 anni ed al quale nessuno ha mai fatto formale opposizione.
Si crea tensione nella cooperativa nel momento in cui vengono fuori questi problemi; alcuni soci reclamano la restituzione delle somme già versate (si parla di 60.000 euro circa); altri soci cominciano a fare la coda dietro la porta del Sindaco per avere spiegazioni; il presidente chiede un incontro ufficiale con l’Amministrazione che puntualmente viene accordato; ci si lascia con l’intesa che la cooperativa con i propri tecnici si sarebbe incontrata con gli Uffici e che avrebbero poi approfondito la questione.
Ora arriva l’esposto con relativa violenta campagna di disinformazione! E’ un modo per spostare sul Sindaco e l’Amministrazione Comunale responsabilità che non gli appartengono, accusandoli anche di essere ostaggi di poteri forti! D'altronde come poter arginare la rivolta di soci e di ignare famiglie che, in totale buona fede, hanno versato ingenti somme con l’assicurazione di ottenere una casa a basso costo, e poi si sono ritrovati con l’amara sorpresa di non avere la certezza di poterla ottenere pur avendo versato soldi che non si sa ancora come potranno essere restituiti? Come non provare VERGOGNA per tutto ciò?
Non sono un giurista e non sono in grado di valutare se quella norma comunale del limite al 50% del diritto di prelazione sia perfettamente in linea con la norma nazionale o meno. Su questo potrebbero o avrebbero potuto esprimersi i tribunali amministrativi se solo qualcuno li avesse coinvolti o interpellati sotto forma di ricorso. Ma in mancanza di ciò come è stato possibile solo pensare di racimolare un numero di quote per un numero di soci superiore a quanto era assicurato, basandosi soltanto sulla prospettiva o la speranza o l’illusione che gli alloggi nel tempo sarebbero potuti aumentare?
E, nel caso, sarebbero aumentati a scapito di chi? A scapito di ALTRE COOPERATIVE che da anni sono in attesa di avere un suolo per poter realizzare e che vedrebbero per il momento ancora svanita tale speranza. Altro che poteri forti!
Non temo gli avventurieri e vado avanti. Contro i “poteri forti”! Disposto ad affrontare qualunque tipo di indagine e qualunque tribunale. Non lo faccio per me stesso ma per la nostra città!"

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