Bando Piano Lavoro per inclusione persone svantaggiate. Occasione per l'utilizzo dei fondi dei Piani sociali di Zona
[ Pubblicato Giovedì, 22 Dicembre 2011 - 9:58 ]È dedicato ai più deboli tra i deboli il nuovo bando del Piano straordinario per il Lavoro in Puglia, uno dei più attesi da chi ha gravi problemi di carattere sociale, psico-fisico o familiare, ma anche da enti e aziende che operano nel sociale, dalle imprese artigianali, dall’industria e dai Comuni.
Si chiama per intero “Progetti innovativi integrati per l’inclusione sociale di persone svantaggiate” e mette a disposizione di chi si trova in grande difficoltà 10milioni per favorire l’uscita dall’isolamento e un nuovo contatto con il mondo del lavoro.
Duemila i potenziali destinatari. Dovranno essere ex detenuti o persone sottoposte a misure restrittive alternative alla pena; disabli; pazienti psichiatrici stabilizzati o in trattamento riabilitativo; minori in età lavorativa che si trovano in situazioni di difficoltà familiare e sono a rischio di devianza; adulti che vivono soli con minori o persone non autosufficienti a carico; componenti di una minoranza nazionale; persone che hanno sofferto o soffrono di dipendenze patologiche; minori a rischio di esclusione sociale e lavorativa; donne vittime di tratta e di violenza e infine donne sole con figli.
Per tutti loro la concreta possibilità offerta dal bando è un nuovo contatto con il mondo del lavoro attraverso un tirocinio di circa 6 mesi, retribuito con un compenso che oscilla dai 500 agli 800 euro mensili.
La qualità del contatto tra lavoratore e realtà produttiva determinerà il resto: se tutto va per il verso giusto, il datore di lavoro potrà assumere il lavoratore usufruendo dei tanti sgravi contributivi previsti oppure avvalendosi dell’incentivo regionale della Dote occupazionale, uno degli avvisi di maggior successo del Piano per il Lavoro.
È la prima volta che un bando viene specificatamente dedicato a questo target di soggetti, ma il vantaggio non è solo riservato a loro: le imprese avranno infatti la possibilità di disporre di personale tirocinante senza alcun costo e con la possibilità di rimborso spese per il tutor messo a disposizione della persona inserita. I Comuni invece avranno l’opportunità di tornare ad usare i fondi dei Piani sociali di Zona oggi sempre più utilizzati per le borse lavoro (cioè per stage retribuiti in favore di soggetti svantaggiati) nuovamente per i servizi; a sostenere l’intervento saranno infatti il Fondo sociale europeo (per il 50%), il Fondo di Rotazione (per il 40%) e il bilancio regionale (per il 10%).
Il bando che è stato pubblicato il 15 dicembre sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia, è su http://pianolavoro.regione.puglia.it, nella sezione “Iniziative attive”, alla pagina “Progetti per l’Inclusione sociale”.
Le domande dovranno essere inviate entro il 14 marzo del 2012.
Con questo bando salgono a 23 gli interventi del Piano per il Lavoro per un impegno pari a 255.063.875,43 milioni di euro sui 340 totali. L’Iter I 10 milioni disponibili per questo bando sono già stati ripartiti tra i 45 “Ambiti territoriali sociali”, cioè le associazioni di Comuni per la realizzazione dei Piani sociali di Zona. In totale alla provincia di Bari andranno oltre 2,9milioni di euro, alla Provincia di BAT oltre 1milione, lo stesso alla provincia di Brindisi; più di 1,6milioni a Foggia, oltre 1,8milioni alla provincia di Lecce e più di 1,4 milioni a Taranto. Saranno gli Ambiti territoriali, cioè i Comuni (singoli o associati), ad invitare enti e imprese che già svolgono attività di inserimento socio-lavorativo a presentare progetti per un determinato target, (ad esempio disabili, ex detenuti, donne vittime di violenza etc.).
Alla selezione dei progetti seguiranno le intese tra imprese e Comuni di riferimento, dopo di che il progetto sarà presentato dalle stesse imprese(o enti) alla Regione che disporrà il finanziamento. A questo punto saranno però i servizi sociali dei Comuni ad individuare dai propri elenchi le persone da inserire nei progetti. La Regione erogherà le prime anticipazioni del 50% già a giugno 2012.
Le domande dovranno essere inviate a mano o tramite servizio di corriere espresso entro le ore 13,00 del 14 marzo a “Regione Puglia – Servizio Formazione Professionale – via Corigliano 1 , Zona industriale – 70124 Bari”.
Gli Assessori “È la prima volta – ha detto l’assessore alla Formazione Alba Sasso – che anche le persone più deboli che uniscono all’estrema povertà il rischio di emarginazione, potranno godere di un percorso di formazione con un tutor che li accompagna in un progetto di riavvicinamento al mondo del lavoro e di reinserimento nella società. Basti pensare ai minori che hanno abbandonato la scuola ed ogni percorso formativo e magari hanno anche i genitori in carcere.
Così li togliamo dai rischi della strada dando loro un indirizzo di vita e la possibilità di imparare un mestiere”.
“Stiamo offrendo un’opportunità reale a chi vive in condizione di estremo disagio”, ha aggiunto l’Assessore al Welfare Elena Gentile. “Chi saprà sfruttarla al meglio, dopo questi sei mesi di tirocinio potrebbe avere la possibilità di un inserimento nell’azienda attraverso la Dote occupazionale che offre opportunità di lavoro a tempo indeterminato. Ma occorre che tutti gli attori coinvolti, dai Comuni alle imprese, facciano presto e bene, presentando progetti di qualità per un inserimento reale nel mondo del lavoro”.
Il Piano straordinario per il Lavoro in Puglia Il Piano straordinario per il Lavoro è il più grande programma progettato da una Regione italiana per risollevare l’occupazione. Trecentoquaranta milioni le risorse disponibili, divise in una quarantina di interventi rivolti a 52.035 potenziali destinatari. In particolare alla nuova occupazione sono riservati 269,8 milioni di euro (per 38.335 nuovi posti di lavoro), mentre per la salvaguardia dell’occupazione i milioni di euro impiegati sono 70.9 (per 13.700 potenziali fruitori). Sei le linee di intervento: Il lavoro dei giovani, Il lavoro delle donne, Il lavoro per l’inclusione sociale; il lavoro per la qualità della vita; Il lavoro per lo sviluppo e l’innovazione; Più qualità al lavoro. Il Piano si rivolge a lavoratori in cassa integrazione, occupati, lavoratori atipici, imprese, disoccupati, donne disoccupate, donne imprenditrici, donne occupate, giovani disoccupati, apprendisti, persone disabili disoccupate, immigrati e richiedenti asilo, ultracinquantenni, lavoratori socialmente utili (LSU), giovani laureati, ricercatori, manager e imprenditori.
Ad oggi, grazie alla collaborazione con la Cabina di Regia del Piano composta dai sindacati regionali e dalle associazioni di categoria, sono 23 gli interventi avviati per un impegno pari ad oltre 255 milioni di euro sui 340 milioni totali.


